Cuba, Trump schiera portaerei Nimitz dopo incriminazione Castro. Ira di Russia e Cina

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Cresce la tensione per la situazione sull'isola, all’indomani delle accuse all'ex presidente per l'abbattimento di due aerei civili vicino alle coste cubane nel 1996. Il timore è che Washington agisca come già fatto con Maduro in Venezuela

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Cresce la tensione per la situazione a Cuba, dopo che gli Usa hanno schierato la portaerei a propulsione nucleare Nimitz nei Caraibi, all’indomani dell’incriminazione dell'ex presidente Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei civili vicino alle coste cubane nel 1996. Il timore diffuso è che Washington decida un'azione per la cattura di Castro, consapevole che l'ex presidente non si presenterà volontariamente negli Stati Uniti e, secondo indiscrezioni, potrebbe agire per portare a termine il mandato di arresto spiccato nei suoi confronti. La Nimitz si potrebbe inserire quindi nel quadro della volontà di catturare Castro in un'operazione stile Nicolas Maduro in Venezuela, anche se Trump nega: l'isola "non ha soldi, non ha elettricità, non ha cibo, non ha niente. La aiuteremo, voglio aiutare i cubani". Ma il segretario di Stato Marco Rubio avverte: “Preferiamo un accordo con l'isola, ma agiremo se c'è una minaccia”. Ira di Russia e Cina: "Massimo sostegno a Cuba”, affermano Mosca e Pechino. 

Díaz-Canel: "Accusa a Castro rafforza anti-imperialismo cubano"

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha intanto affermato che la decisione della giustizia statunitense di rinviare a giudizio Castro ha compattato il popolo cubano e risvegliato sentimenti antimperialisti. "Agli eroi della Patria non si manca il rispetto, né la storia e le tradizioni vengono offese senza reagire, non a Cuba. Il nostro popolo si è sollevato con forza per rispondere all'ultima infamia dei nemici storici della nazione cubana: il tentativo di processare il leader della Rivoluzione in un tribunale statunitense. Questa nuova aggressione ci ha ulteriormente uniti e ha rafforzato l'onore, la dignità e il sentimento antimperialista di un popolo già riconosciuto in tutto il mondo per la sua coraggiosa resistenza a qualsiasi forma di subordinazione all'impero", ha scritto in un post su X. 

Usa arrestano sorella del presidente del complesso aziendale cubano Gaesa

Gli Stati Uniti hanno anche arrestato Adys Lastres Morera, sorella del presidente esecutivo di Gaesa, un grande conglomerato di aziende gestite dai militari cubani. Morera, entrata negli Usa come residente permanente legale nel 2023, è ora sotto la custodia dell'Ice, in attesa del procedimento di espulsione: la sua presenza, si legge in una nota, rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti e mina gli interessi di politica estera americana.

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Corte Suprema autorizza le cause per i beni Usa sequestrati a Cuba nel 1960 

A rafforzare la morsa americana è anche la Corte Suprema a maggioranza conservatrice: con otto voti a favore e uno contrario, i saggi americani hanno autorizzato le cause relative ai beni americani sequestrati da Cuba nel 1960, quando Fidel Castro salì al potere a Cuba e nazionalizzò le aziende private.

Migliaia in piazza per Raul Castro di fronte all'ambasciata Usa

Intanto migliaia di cubani sono scesi in strada di mattina presto per partecipare a una marcia filogovernativa contro l'incriminazione negli Stati Uniti dell'ex leader cubano Raúl Castro. I manifestanti, convocati dal Governo di Cuba, si sono radunati presso la Tribuna Antimperialista "José Martí", la grande piazza dell'Avana creata da Fidel Castro per tenere le sue adunate oceaniche, situata di fronte all'ambasciata statunitense a L'Avana. Lo slogan più urlato è stato "Raúl es Raúl", che è l'hashtag della giornata usato sui social anche dal presidente Diaz Canel. L'ambasciata statunitense aveva avvertito già ieri che la manifestazione si sarebbe svolta "nella piazza di fronte" alla sua sede. "Potrebbero esserci una presenza della polizia aumentata, deviazioni del traffico e interruzioni nei viaggi", ha dichiarato l'ambasciata su X.

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 Wsj: "Russia e Cina hanno aumentato attività di spionaggio"

Nel mentre, nella serata del 22 maggio, è emerso che Russia e Cina avrebbero aumentato le attività di spionaggio a Cuba negli ultimi anni. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari a conoscenza delle valutazioni dell'intelligence statunitense. Secondo le fonti Russia e Cina avrebbero investito in impianti di intercettazione elettronica a Cuba, poi utilizzati per spiare siti militari statunitensi in Florida e triplicando, a partire dal 2023, il numero di agenti dei servizi segreti che vi lavorano. Dei 18 siti di intelligence per le comunicazioni noti sull'isola, la Cina ne gestisce attivamente tre e la Russia  altri due, mentre gli altri appartengono a Cuba, secondo quanto riferito al Wall Street Journal.

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