Elezioni Uk, Starmer: "Non intendo farmi da parte e lasciare Paese nel caos"

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Discorso del primo ministro britannico sul rilancio dell'azione di governo, dinanzi una platea di fedelissimi a Londra, dopo la disfatta alle elezioni amministrative. "Affrontiamo non solo tempi pericolosi, ma anche avversari pericolosi" ha affermato il leader dei labouristi, ammentendo anche di aver fatto degli errori

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Non intendo "farmi da parte e lasciare il Paese nel caos". Lo ha ribadito il premier laburista britannico Keir Starmer dopo il tracollo subito dal partito di maggioranza alle elezioni amministrative del 7 maggio, in un discorso sul rilancio dell'azione di governo presentato dinanzi una platea di fedelissimi a Londra per cercare di resistere ai venti di rivolta interni al Labour contro di lui. "Affrontiamo non solo tempi pericolosi, ma anche avversari pericolosi", ha detto, riferendosi al trumpiano Nigel Farage (destra anti-immigrazione) e al verde Zack Polanski (sinistra radicale). 

Starmer ammette errori: "Ma ho piano per il cambiamento"

Starmer ha ammesso di aver fatto "errori" e ha riconosciuto che parte dell'elettorato britannico "è frustrato" anche verso di lui personalmente. Ha tuttavia insistito di essere "dalla parte della working class", rivendicando di avere un piano per "il cambiamento", ma di voler ora accelerare su temi come "economia, Europa e difesa". "Non viviamo in tempi ordinari", ha proseguito, assicurando di voler fare del Regno Unito un Paese "più forte e più giusto". 

La fronda interna al partito contro il primo ministro 

Il cosiddetto discorso del "reset" di Starmer vuole tentare di imprimere una svolta in extremis al programma di governo, per convincere i deputati del suo partito laburista a dargli ancora tempo, dopo la devastante sconfitta elettorale subita dalla maggioranza nelle elezioni amministrative di Inghilterra, Galles e Scozia. Il malcontento contro il primo ministro continua però a crescere e sono saliti a 34, in aumento di giorno in giorno, i deputati della maggioranza che hanno chiesto pubblicamente le sue dimissioni. Nel partito, come sottolinea la Bbc, c'è un clima di sfida alla leadership, anche se non è stata ancora formalmente avviata. Mentre secondo il progressista Guardian, due fra i pretendenti più quotati, il ministro della Sanità Wes Streeting e l'ex vicepremier Angela Rayner, si starebbero organizzando per scalzarlo dalla guida del Labour e del governo.

 

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