In un post su X, il ministero ha dichiarato: "Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza". Abukesheck all'arrivo a Barcellona: "Tornerò a bordo della Flotilla in Turchia"
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: "Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza".
Abukesheck all'arrivo a Barcellona: "Tornerò a bordo della Flotilla in Turchia"
"Non ci arrenderemo, lavoreremo un giorno dopo l'altro, perché le lotte richiedono sacrificio. Sono a Barcellona per preparare la valigia e unirmi di nuovo nei prossimi giorni ai miei compagni in Turchia", ha detto Saif Abukesheck, al suo arrivo all'aeroporto della città catalana, accolto da una folla di attivisti pro-pal. "Il nostro cammino è appena cominciato", ha aggiunto l'attivista, ripreso dall'emittente pubblica Tve. Abukesheck ha assicurato di essere pronto a unirsi agli equipaggi della Global Sumud Flotilla, scampati all'intercettazione da parte dell'esercito israeliano in acque internazionali a largo di Creta lo scorso 1° maggio, attualmente nel porto turco di Marmaris, per proseguire la spedizione finalizzata a "rompere il blocco israeliano" alla Striscia. "Non siamo eroi né vogliamo esserlo. Ciò che vogliamo è che si parli e si racconti quanto accade ogni giorno in Palestina", ha aggiunto Abukeshek.
Abukeshek: “Dobbiamo continuare a mobilitarci"
Al suo arrivo ad Atene e prima di imbarcarsi sul volo verso la Spagna Abukeshek ha scritto sui social: "Restano indietro migliaia di prigionieri palestinesi, bambini, donne e uomini. Sono sicuro che il trattamento che ho subito non è paragonabile alle sofferenze che subiscono, dobbiamo continuare a mobilitarci". Il brasiliano Avila si è invece diretto al Cairo. La Flottilla intanto non si ferma: altri equipaggi sono determinati a rompere il blocco navale israeliano e a sbarcare a Gaza. Gran parte della flottiglia è arrivata nel porto turco di Marmaris. In una nota gli organizzatori spiegano che la sosta è necessaria per motivi tecnici e logistici "anche per fornire assistenza agli attivisti coinvolti nell'intercettazione israeliana davanti a Creta". Si tratta solo di "preparativi" per una "nuova fase" dell'iniziativa.
L'arresto
I due membri della Global Sumud Flotilla erano stati arrestati da Israele dopo l'intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell'iniziativa pro-Palestina in acque internazionali nei giorni scorsi. Il ministero degli Esteri israeliano aveva respinto le affermazioni degli attivisti, secondo cui sarebbero stati torturati e picchiati. "Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell'equipaggio israeliano, quest'ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni", era emerso in una dichiarazione.
L'impegno della Spagna per il rilascio di Abukeshek
Nel corso della giornata di ieri, Il governo di Madrid aveva fatto sapere di essere al lavoro per per facilitare il rientro "il prima possibile" di Abukeshek, che è di origini palistinesisi e possiede la cittadinanza spagnola. "È un momento di grande felicità", aveva affermato Albares in dichiarazioni diffuse dal ministero degli Esteri, garantendo che il governo non avrebbe lesinato sforzi per garantire il ritorno dell'attivista, residente a Barcellona. Abukeshek aveva cominciato uno sciopero della fame lo scorso 30 aprile, dopo che un tribunale israeliano aveva prorogato prima per due giorni e poi per altri sei la detenzione e le sue condizioni avevano destato preoccupazione.