Flotilla, Israele annuncia espulsione due attivisti: ma è smentita quella di Thiago Ávila
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In un post su X, il ministero ha dichiarato: "Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza". Ma sui canali social dell'attivista brasiliano il suo rilascio non viene confermato
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: "Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza".
L'arresto
I due attivisti della Global Sumud Flotilla erano stati arrestati da Israele dopo l'intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell'iniziativa pro-Palestina in acque internazionali nei giorni scorsi. Il ministero degli Esteri israeliano aveva respinto le affermazioni degli attivisti, secondo cui sarebbero stati torturati e picchiati. "Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell'equipaggio israeliano, quest'ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni", era emerso in una dichiarazione.
L'impegno della Spagna per il rilascio di Abukeshek
Nel corso della giornata di ieri, Il governo di Madrid aveva fatto sapere di essere al lavoro per per facilitare il rientro "il prima possibile" di Abukeshek, che è di origini palistinesisi e possiede la cittadinanza spagnola. "È un momento di grande felicità", aveva affermato Albares in dichiarazioni diffuse dal ministero degli Esteri, garantendo che il governo non avrebbe lesinato sforzi per garantire il ritorno dell'attivista, residente a Barcellona. Abukeshek aveva cominciato uno sciopero della fame lo scorso 30 aprile, dopo che un tribunale israeliano aveva prorogato prima per due giorni e poi per altri sei la detenzione e le sue condizioni avevano destato preoccupazione.