È quanto emerge da una valutazione preliminare dell’Ufficio di Intelligence e Analisi del Dipartimento americano per la Sicurezza interna, datata 27 aprile. Secondo il rapporto, citato dai media americani, Cole Allen, l'uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump il 25 aprile scorso, nutriva "molteplici rimostranze di natura sociale e politica"
La guerra in Iran potrebbe essere un possibile movente per Cole Allen, l'uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente Donald Trump e alti funzionari della sua amministrazione al gala per i corrispondenti della Casa Bianca, svoltosi il 25 aprile scorso (COSA SAPPIAMO DELL’ATTACCO USA). È quanto emerge, secondo quanto riportato dai media americani, da una valutazione preliminare dell’Ufficio di Intelligence e Analisi del Dipartimento americano per la Sicurezza interna, datata 27 aprile e inviata alle forze dell’ordine statali e locali, oltre che ad altre agenzie federali.
Il possibile movente legato all’Iran
Secondo il rapporto, Allen, 31enne ingegnere della California, nutriva "molteplici rimostranze di natura sociale e politica". Il documento, inoltre, ha concluso che il conflitto con l'Iran "potrebbe aver contribuito alla sua decisione di compiere l'attacco", facendo riferimento anche ad alcuni post pubblicati sui social media nei quali criticava le azioni degli Stati Uniti durante la guerra. La valutazione dell’intelligence aggiunge nuovi elementi sul possibile movente dell’episodio avvenuto al Washington Hilton il 25 aprile scorso, che avrebbe potuto trasformarsi in un attacco di ben più ampia portata.
Le nuove accuse contestate a Allen
Martedì, il Dipartimento di Giustizia ha aggiunto un'ulteriore accusa, quella di aggressione a un agente federale, contestando ad Allen il fatto di aver esploso colpi d'arma da fuoco contro un agente del Secret Service, impegnato ai controlli presso un posto di controllo di sicurezza. Le nuove accuse si aggiungono a quelle già formulate per tentato omicidio, esplosione di arma da fuoco in un crimine violento e trasporto illegale di armi da fuoco e munizioni attraverso i confini statali. Allen, al momento, non ha ancora espresso la propria dichiarazione di colpevolezza o innocenza.