Cauto ottimismo dagli Usa su un possibile allentamento della tensione in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti si dice fiducioso sull'esito dei negoziati con Teheran in vista della scadenza della tregua il prossimo 21 aprile. Fonti iraniane hanno confermato i progressi, ma resta il nodo del programma nucleare di Teheran. Intanto, il presidente Usa ha annunciato un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano
La guerra con l'Iran è "quasi finita" e un accordo entro la fine del mese è "possibile". Nel frattempo, Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano. Dagli Stati Uniti, e dal presidente Donald Trump, filtra un cauto ottimismo su un possibile allentamento della tensione in Medio Oriente. L'inquilino della Casa Bianca, nelle scorse ore, si è detto fiducioso sull'esito dei negoziati con Teheran in vista della scadenza della tregua il prossimo 21 aprile. Fonti iraniane, però, frenano: hanno confermato che il dialogo continua e che ci sono stati progressi, ma sottolineano come ci siano ancora questioni chiave da risolvere. Il leader Usa, comunque, non sembra voler mollare la presa: ha deciso di inviare altri 10.000 soldati nell'area, una mossa per aumentare ancora di più la pressione sull’Iran e spingerlo verso un'intesa in tempi stretti.
I negoziati Israele-Libano
In un post su Truth Social, Donald Trump ha annunciato l'inizio di un cessate il fuoco di dieci giorni in Libano. Il presidente statunitense ha dichiarato di avere parlato con i leader di Israele e Libano, parlando di "colloqui eccellenti" con il presidente libanese, Joseph Aoun e il primo ministro Benjamin Netanyahu per raggiungere una pace formale tra i due Paesi. "Inviterò Netanyahu e Aoun alla Casa Bianca per i primi colloqui significativi tra Israele e Libano dal 1983, ormai tantissimo tempo fa", ha aggiunto il tycoon.
I negoziati tra Israele e Libano
Nei giorni scorsi Netanyahu aveva affrontato la questione dei negoziati con Beirut, dichiarando che "mentre continuiamo a colpire Hezbollah, stiamo conducendo negoziati con il Libano: negoziati non si svolgevano da 40 anni e passa e si stanno svolgendo ora perché siamo forti e sono i Paesi che si rivolgono a noi, non solo il Libano". Tra gli obiettivi di Tel Aviv, secondo il premier israeliano, "lo smantellamento di Hezbollah e una pace duratura, pace attraverso la forza".
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I colloqui con l'Iran e la mediazione del Pakistan
Per quanto riguarda l’Iran, Reuters ha riferito che alcuni importanti mediatori pakistani sono giunti a Teheran per discutere riguardo a un possibile accordo prima della scadenza del cessate il fuoco. Secondo una fonte degli ambienti della sicurezza, citata dall'agenzia, un mediatore pakistano avrebbe "fatto un passo avanti" su "questioni spinose". Negli sforzi di mediazione gioca un ruolo importante il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, giunto a Teheran per cercare di impedire una ripresa del conflitto dopo i colloqui a Islamabad conclusisi senza un accordo. Un viaggio che, secondo un alto funzionario iraniano citato da Reuters, avrebbe alimentato maggiori speranze per un secondo round di colloqui tra Washington e Teheran, che potrebbero tenersi già la prossima settimana.
Resta il nodo del programma nucleare iraniano
Fonti iraniane, però, hanno sottolineato come ci siano ancora questioni chiave da risolvere. Una di queste riguarda il programma nucleare iraniano. Alcune fonti iraniane hanno riferito a Reuters che Teheran propone, nell'ambito dei colloqui in corso, di consentire alle navi di passare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz senza rischio di attacchi. Intanto, gli Usa hanno negato di lavorare a un'estensione del cessate il fuoco di due settimane per dare alla diplomazia una chance di successo.