Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, convoglio di aiuti del Vaticano “colpito da spari” in Libano

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Gli aiuti umanitari erano stati organizzati dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia ed erano destinati ai villaggi del sud del Paese. I colpi sparati, secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza sul posto all'Afp, hanno provocato "danni ai veicoli" mentre non si segnalano feriti

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Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro dopo essere stato "colpito da spari". Lo ha riferito una fonte di sicurezza sul posto all'Afp, senza precisare l'origine dei colpi. Il convoglio, in viaggio martedì 7 aprile, era scortato dal battaglione francese dell'Unifil e si dirigeva verso il villaggio di Debel. I colpi sparati hanno provocato "danni ai veicoli" mentre non si segnalano feriti, ha aggiunto la fonte. L'agenzia libanese Ani indica che il convoglio è dovuto tornare indietro "per il fuoco incrociato" tra Israele e Hezbollah (GUERRA IRAN - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).

Lettera del Papa ai cristiani in Libano

Papa Leone XIV proprio oggi ha scritto ai cristiani di Debel, villaggio al Sud del Libano nel quale in questi giorni è stato impedito l'arrivo di un convoglio umanitario che era stato organizzato dalla Chiesa. Il Pontefice ha espresso vicinanza "nelle drammatiche circostanze che state vivendo" e ha esteso il suo "messaggio di consolazione e compassione a tutti i cristiani del Libano meridionale e a tutti coloro che soffrono le conseguenze della guerra". "Nella vostra sventura, nell'ingiustizia che subite, nel senso di abbandono che provate, siete molto vicini a Gesù. Siete vicini a Lui anche in questo giorno di Pasqua. Non perdete la speranza!". Nel messaggio, a firma del cardinale Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, il Papa ha auspicato che "in mezzo a sentimenti di dolore, angoscia e lutto" si possa sperimentare in questo tempo di Pasqua "una gioia più profonda" perché "Gesù ha gloriosamente trionfato sulla morte. È una gioia che viene dal cielo e che nulla può togliervi". E ha assicurato: "Nessuna delle vostre preghiere, nessuno dei vostri gesti di solidarietà, nessuno dei vostri sospiri di stanchezza che esprimete va perduto".

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