Chi è il cardinale Pierbattista Pizzaballa, dalle missioni a Gaza a denunce contro Israele
MondoIntroduzione
Il francescano Pierbattista Pizzaballa è Patriarca di Gerusalemme dei Latini dal 2020 ed è stato nominato da Papa Francesco cardinale nel 2023. Nato in provincia di Bergamo, classe 1965, delle sue origini - secondo chi lo conosce - conserva il carattere apparentemente schivo e un po' ruvido. Si è trasferito a Gerusalemme nell’ottobre del 1990. Fine biblista, ha studiato la lingua ebraica per operare in Terra Santa anche a contatto con i fedeli cristiani di quella lingua. Membro dei dicasteri per le Chiese Orientali e per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, è un punto di riferimento imprescindibile nel Medio Oriente e voce della comunità martoriata dai conflitti in Terra Santa. La sua storia
Quello che devi sapere
Le origini di Pizzaballa
Pierbattista Pizzaballa è nato a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, il 21 aprile del 1965. Come si legge nella sua biografia sul sito del Vaticano, ha frequentato le scuole medie nel Seminario Minore “Le Grazie” di Rimini. Poi, nel giugno del 1984, ha conseguito la maturità classica al Seminario Arcivescovile di Ferrara.
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L’Ordine dei frati minori
La madre di Pizzaballa, Maria Tadini, ha raccontato come la vocazione del figlio sia arrivata a 9 anni e l'abbia spinto a entrare in seminario da ragazzino, dopo aver conosciuto a Rimini padre Giovanni Bianchi. Pizzaballa è poi entrato nell’Ordine dei frati minori il 5 settembre 1984 a Ferrara, presso il convento di Santo Spirito. Ha trascorso l’anno di noviziato nel Santuario Francescano di La Verna (Arezzo-Italia). Sempre alla Verna, il 7 settembre 1985, ha emesso la Professione Temporanea, cioè ha pronunciato i voti di povertà, castità e obbedienza. Ha emesso la Professione Solenne, invece, il 10 ottobre del 1989 a Bologna, nella Chiesa di S. Antonio. Sempre a Bologna, il 15 settembre del 1990, è stato ordinato sacerdote.
Il trasferimento a Gerusalemme
Dopo un periodo a Roma, Pizzaballa si è trasferito a Gerusalemme nell’ottobre del 1990. Qui, allo Studium Biblicum Franciscanum, dopo gli studi filosofici-teologici ha conseguito la Licenza in Teologia Biblica. Pizzaballa – che parla italiano, ebraico moderno e inglese - nel 1995 ha curato la pubblicazione del Messale Romano in lingua ebraica e ha tradotto vari testi liturgici in ebraico per le Comunità cattoliche in Israele.
Custode di Terra Santa
Nel luglio del 1999 Pizzaballa è entrato al servizio della Custodia di Terra Santa. Nel corso degli anni ha ricoperto vari ruoli. È stato prima vicario generale del Patriarca Latino di Gerusalemme per la cura pastorale dei cattolici di espressione ebraica in Israele. Poi, dal 2008, è diventato Consultore nella Commissione per i rapporti con l’Ebraismo del Pontificio Consiglio Promozione Unità dei Cristiani. “Ha fatto il suo solenne ingresso a S. Salvatore il 2 giugno 2004, al S. Sepolcro il 3 giugno 2004, a Betlemme il 4 giugno 2004; a Nazaret il 9 giugno dello stesso anno”, si legge nella sua biografia. Pizzaballa è stato nominato Custode di Terra Santa per la prima volta nel maggio del 2004, per sei anni. È stato riconfermato nel maggio del 2010, dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, per altri tre anni e poi, nel giugno del 2013, per un mandato di tre anni ancora.
Patriarca Latino di Gerusalemme
Papa Francesco, nel giugno del 2016, ha nominato padre Pizzaballa “amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme sede vacante, fino alla nomina di un nuovo Patriarca, con dignità di arcivescovo”. A Pizzaballa è stata assegnata la sede titolare di Verbe. Il 15 luglio del 2016, durante la riunione del Collegio dei Consultori del Patriarcato latino, c’è stato il passaggio di consegne tra il Patriarca emerito Fouad Twal e l’arcivescovo Pizzaballa. Nel settembre del 2016, a Bergamo, Pizzaballa è stato ordinato vescovo. Il 24 ottobre 2020, poi, Papa Francesco l’ha nominato nuovo Patriarca Latino di Gerusalemme.
Cardinale
Pizzaballa è stato “creato e pubblicato” cardinale sempre da Papa Francesco nel Concistoro del 30 settembre 2023, con il Titolo di Sant'Onofrio. È anche membro del Dicastero per le Chiese Orientali e del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Dopo la morte di Papa Francesco, il 21 aprile del 2025, quello di Pizzaballa era uno dei nomi che sembravano favoriti per la successione al Vaticano. A diventare Pontefice, l’8 maggio successivo, è stato invece lo statunitense Robert Francis Prevost, col nome di Leone XIV. “È un sollievo”, ha commentato la mamma di Pizzaballa dopo aver saputo che il figlio non era stato eletto Papa.
Il conflitto tra palestinesi e israeliani
Dal 7 ottobre del 2023 in poi, una data da lui stesso definita "uno spartiacque", Pizzaballa è diventato una voce ancora più ascoltata e influente nel nuovo conflitto tra palestinesi e israeliani. Ha ammesso errori, come la sottovalutazione iniziale dell'attacco di Hamas. Si è speso per organizzare una grande rete di sostegno ai cristiani di Gaza e della Cisgiordania e, tramite loro, a tutta la popolazione fiaccata dalle tensioni continue. È anche riuscito, in alcune occasioni, a portare lui stesso aiuti umanitari nella Striscia.
Il cardinale con la kefiah
Pizzaballa è una figura chiave in Medio Oriente, rispettata da entrambi i lati. Il 7 ottobre del 2023 ha commosso l'opinione pubblica dichiarando che non avrebbe esitato un attimo a dare la sua vita in cambio di quella degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas. In seguito, è stato tra i primi a denunciare la sproporzione della risposta israeliana. Fino a quando è stato in vita Papa Francesco, Pizzaballa si è mostrato prudente e, ad esempio, non ha mai pronunciato la parola "genocidio". Ma dall'altra parte, ha spesso indossato senza timori la kefiah, simbolo della cultura palestinese. Pizzaballa ha sostenuto più volte come, per un futuro di pace in Medio Oriente, sia urgente cambiare le leadership: riferimenti indiretti tanto a Benjamin Netanyahu quanto ai capi di Hamas.
Le parole di Pizzaballa
Tra i momenti più duri, c'è stato il 17 luglio 2025, quando un raid israeliano ha colpito la piccola e strenua comunità cattolica rifugiata nella chiesetta della sacra Famiglia nei sobborghi di Gaza City, con un bilancio di 3 morti. La voce di Pizzaballa si è levata anche ad ottobre, dopo i ripetuti assalti dei coloni ai villaggi cristiani della West Bank: "Non si può più tacere sulle violenze in Cisgiordania", ha protestato, andando anche di persona nel villaggio cristiano di Taybeh per testimoniare vicinanza ai cristiani colpiti dalle razzie e dagli incendi. Ha fatto rumore anche la sua denuncia sul Board of Peace: "Un'operazione colonialista senza i palestinesi". E poi ha aggiunto: "A Israele è permesso quel che viene negato alla Russia!".
Lo stop della polizia israeliana
Il 29 marzo del 2026, la polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a monsignor Francesco Ielpo di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. La polizia ha parlato di "motivi di sicurezza", sostenendo che - nel contesto della guerra con l'Iran - la conformazione della Città Vecchia e dei luoghi santi costituisce "un'area complessa" che non avrebbe consentito un rapido accesso ai servizi di emergenza in caso di attacco.
Dall’Italia e da altri Paesi sono arrivate forti critiche a Israele, accusata di minare la libertà di culto. È intervenuto anche Pizzaballa, che ancora una volta ha provato a conciliare le parti: “Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi. Non ci sono stati scontri, non voglio forzare la mano”, ha detto, aggiungendo tuttavia che serve "rispetto del diritto alla preghiera". E ancora: "Questi fatti sono importanti, ma dobbiamo pensare al contesto generale. C'è gente che sta molto peggio di noi, che non può celebrare per motivi molto diversi".
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Il sogno di ritirarsi in un eremo
Il sogno di Pizzaballa, secondo chi lo conosce bene, sarebbe quello di ritirarsi prima o poi in un eremo. Per ora, però, il cardinale sa di dover rimanere a Gerusalemme, in Terra Santa, accanto a cristiani sempre più impauriti e indeboliti, anche economicamente. E mentre la comunità lentamente si riduce e rischia di spegnersi, Pizzaballa tenta di tutto per farla resistere.
La curiosità
Un’ultima curiosità: Pierbattista Pizzaballa è il cugino di Pier Luigi Pizzaballa, ex portiere dell’Atalanta. Si tratta di un nome che molti appassionati di calcio e collezionismo ricorderanno: la sua figurina, infatti, era introvabile e il portiere era diventato una sorta di celebrità. In un’intervista al Corriere della Sera, anche il cardinale bergamasco aveva rivelato: “Anch’io, come tutti, facevo la raccolta delle figurine. E anch’io, come tutti, Pizzaballa non l’ho mai trovato”.
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