G7 ministri degli Esteri a Parigi, i partecipanti e i temi: confronto su Iran e Hormuz
MondoAl centro del vertice, in programma oggi e domani nell'abbazia di Vaux de Cernay, la crisi in Medio Oriente, ma anche la guerra in Ucraina e in particolare la ricostruzione dell'arco della centrale di Chernobyl, danneggiato dall'attacco di un drone russo nel febbraio 2025. Sul tavolo anche disarmo, non-proliferazione nucleare, minacce ibride e riforma della governance globale. Presenti Tajani e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio
È una governance globale quella che cercano i ministri degli Esteri del G7, riuniti oggi e domani a sud-ovest di Parigi, nell'abbazia di Vaux de Cernay, a un'ora dalla capitale. L'incontro è già il terzo dei capi delle diplomazie sotto la presidenza francese cominciata a gennaio, dopo la teleconferenza del 6 gennaio e la riunione a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 14 febbraio. Ma la situazione di tensione internazionale di questo inizio del 2026 giustifica la mobilitazione, considerando che sul tavolo di Antonio Tajani, Jean-Noël Barrot e gli altri responsabili degli Esteri - compreso il Segretario di Stato americano Marco Rubio che arriverà soltanto venerdì, seconda e ultima giornata di lavori - ci sono temi come le guerre in Ucraina e in Iran e la situazione nello stretto di Hormuz.
Chi partecipa al G7
Anche per questo, la Francia, che presiede il G7, ha voluto che questa riunione ministeriale si svolgesse in modo emblematico, come ha ricordato il ministro Barrot, "a circa 50 anni dalla prima edizione, che si era svolta a Rambouillet", proprio a pochi chilometri da lì, nella storica abbazia. La presidenza di turno francese ha spiegato a più riprese in questi giorni che uno degli obiettivi principali sarà "trattare i grandi squilibri mondiali che spiegano su diversi terreni il livello di tensione e di rivalità al quale assistiamo con conseguenze molto concrete per tutti". Anche in questa ottica, oltre ai ministri dei Paesi del G7, Barrot ha voluto invitare quelli di partner chiave come Arabia Saudita, Corea del Sud, Brasile e India. Oltre alla presidente della BERD, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, e l’Alta rappresentante Ue per gli Esteri, Kaja Kallas.
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La crisi in Medio Oriente
La riunione dei ministri degli Esteri del G7 si sviluppa su due giorni, divisi in 6 sessioni, a partire da quella sul tema della "Riforma della Governance globale" in formato allargato a India, Brasile, Corea del Sud e Arabia Saudita. Nell'agenda dei lavori della riunione c’è anzitutto un confronto sulla crisi in Iran e in Medio Oriente, all'indomani della dichiarazione G7 in sostegno ai Paesi della regione colpiti dagli attacchi iraniani. Particolare attenzione è dedicata alla situazione nello Stretto di Hormuz, all'impatto economico delle interruzioni del traffico marittimo e al modo per garantire la libertà di navigazione.
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La guerra in Ucraina
Al centro del vertice anche gli sviluppi verso una pace giusta e duratura in Ucraina, con una sessione alla presenza del ministro degli Esteri Andrii Sybiha e una riunione dedicata alla ricostruzione, in cui si affronta il possibile ruolo del G7 per la ricostruzione dell'arco della centrale di Chernobyl, danneggiato dall'attacco di un drone russo nel febbraio 2025. La stima delle risorse necessarie supera 500 milioni di euro: il G7 potrebbe fungere da catalizzatore per la raccolta dei fondi necessari.
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Minacce ibride e nucleari
I ministri G7 discuteranno inoltre di pace e sicurezza internazionali, inclusi i temi di disarmo e non-proliferazione nucleare. In programma anche due sessioni rispettivamente sulle minacce ibride e la sicurezza economica, inclusi i minerali critici, e sulla riforma della governance globale, cui parteciperanno anche i ministri degli Esteri di India, Brasile, Corea del Sud e Arabia Saudita.