Al centro del vertice, in programma oggi e domani (26 e 27 marzo) nell'abbazia di Vaux de Cernay, la crisi in Medio Oriente, ma anche la guerra in Ucraina e in particolare la ricostruzione dell'arco della centrale di Chernobyl, danneggiato dall'attacco di un drone russo nel febbraio 2025. Sul tavolo anche disarmo, non-proliferazione nucleare, minacce ibride e riforma della governance globale. Presenti Tajani e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio
È una governance globale quella che cercano i ministri degli Esteri del G7, riuniti oggi e domani a Sud-Ovest di Parigi, nell'abbazia di Vaux de Cernay, a un'ora dalla capitale. L'incontro è già il terzo dei capi delle diplomazie sotto la presidenza francese cominciata a gennaio, dopo la teleconferenza del 6 gennaio e la riunione a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 14 febbraio. Ma la situazione di tensione internazionale di questo inizio del 2026 giustifica la mobilitazione, considerando che sul tavolo di Antonio Tajani, Jean-Noël Barrot e gli altri responsabili degli Esteri - compreso il Segretario di Stato americano Marco Rubio che arriverà soltanto venerdì, seconda e ultima giornata di lavori - ci sono temi come le guerre in Ucraina e in Iran e la situazione nello stretto di Hormuz.
Chi partecipa al G7
Anche per questo, la Francia, che presiede il G7, ha voluto che questa riunione ministeriale si svolgesse in modo emblematico, come ha ricordato il ministro Barrot, "a circa 50 anni dalla prima edizione, che si era svolta a Rambouillet", proprio a pochi chilometri da lì, nella storica abbazia. La presidenza di turno francese ha spiegato a più riprese in questi giorni che uno degli obiettivi principali sarà "trattare i grandi squilibri mondiali che spiegano su diversi terreni il livello di tensione e di rivalità al quale assistiamo con conseguenze molto concrete per tutti". Anche in questa ottica, oltre ai ministri dei Paesi del G7, Barrot ha voluto invitare quelli di partner chiave come Arabia Saudita, Corea del Sud, Brasile e India. Oltre alla presidente della BERD, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, e l’Alta rappresentante Ue per gli Esteri, Kaja Kallas.
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La crisi in Medio Oriente
La riunione dei ministri degli Esteri del G7 si sviluppa su due giorni, divisi in 6 sessioni, a partire da quella sul tema della "Riforma della Governance globale" in formato allargato a India, Brasile, Corea del Sud e Arabia Saudita. Nell'agenda dei lavori della riunione c’è anzitutto un confronto sulla crisi in Iran e in Medio Oriente, all'indomani della dichiarazione G7 in sostegno ai Paesi della regione colpiti dagli attacchi iraniani. Particolare attenzione è dedicata alla situazione nello Stretto di Hormuz, all'impatto economico delle interruzioni del traffico marittimo e al modo per garantire la libertà di navigazione.
Ministra Canada al G7: "Sosteniamo insieme de-escalation in Medio Oriente"
A questo proposito, la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, ha chiesto al G7 riunito a sud-ovest di Parigi di sostenere "collettivamente" una de-escalation in Medio Oriente. Intervistata dall'agenzia Afp, Anand ha detto di aver "parlato con ognuno dei Paesi che hanno subito gli attacchi di rappresaglia nel Medio Oriente e con tutti i membri del G7 per assicurarmi che sosterremo tutti collettivamente una de-escalation e l'apertura dello stretto di Hormuz".
Barrot incontra l'omologo saudita e Kaja Kallas
Il ministro degli Esteri della Francia, presidente di turno del G7, Jean-Noel Barrot, ha invece incontrato il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, e l'Alta Rappresentante Ue per gli esteri e la Sicurezza, Kaja Kallas. Con il ministro saudita, Barrot ha affrontato il tema della guerra in corso in Medio Oriente e degli attacchi di Teheran contro diversi Paesi della regione, fra i quali l'Arabia Saudita. Anche con Kallas Barrot ha parlato della situazione in Medio Oriente e "delle sue conseguenze in materia di sicurezza marittima e libertà di navigazione, oltre che della situazione in Libano", secondo quanto si apprende da fonti della presidenza francese. Barrot e Kallas hanno parlato anche "del sostegno dell'Ue all'Ucraina di fronte all'aggressione russa" e il ministro francese ha sottolineato la necessità dell'"adozione rapida di un 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia".
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La guerra in Ucraina
Al centro del vertice infatti ci sono anche gli sviluppi verso una pace giusta e duratura in Ucraina, con una sessione alla presenza del ministro degli Esteri Andrii Sybiha e una riunione dedicata alla ricostruzione, in cui si affronta il possibile ruolo del G7 per la ricostruzione dell'arco della centrale di Chernobyl, danneggiato dall'attacco di un drone russo nel febbraio 2025. La stima delle risorse necessarie supera 500 milioni di euro: il G7 potrebbe fungere da catalizzatore per la raccolta dei fondi necessari.
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Minacce ibride e nucleari
I ministri G7 discuteranno inoltre di pace e sicurezza internazionali, inclusi i temi di disarmo e non-proliferazione nucleare. In programma anche due sessioni rispettivamente sulle minacce ibride e la sicurezza economica, inclusi i minerali critici, e sulla riforma della governance globale, cui parteciperanno anche i ministri degli Esteri di India, Brasile, Corea del Sud e Arabia Saudita.