Il conflitto in Medio Oriente si allarga: Hezbollah lancia missili e droni contro Israele come rappresaglia per la morte della Guida Suprema dell'Iran e Israele risponde con raid sui sobborghi di Beirut e sul sud del Libano. Almeno 31 persone sono morte e migliaia di civili sono in fuga, tra strade paralizzate e caos. Il governo libanese condanna l’azione del gruppo sciita come irresponsabile, mentre Israele ordina evacuazioni di massa
INCENDI A BEIRUT
- Durante le prime ore di lunedì, le periferie meridionali di Beirut e le aree del sud del Libano sono state scosse da una serie di esplosioni, innescate dai raid aerei israeliani. L’attacco segue il lancio, da parte del gruppo sciita, di missili e droni verso Israele. Le detonazioni hanno svegliato residenti, scosso palazzi e provocato crolli in diverse aree della capitale e dei villaggi meridionali vicini a Tiro.
AVVISO DI EVACUAZIONE
- Nel corso della giornata, la portavoce in arabo dell'Idf, Ella Waweya, ha diramato un avviso di evacuazione urgente ai libanesi residenti della periferia sud di Beirut: ''Vi trovate in prossimità di strutture di Hezbollah, che Idf colpirà a stretto giro, in particolare l'edificio indicato nella mappa allegata nel quartiere di Burj al-Barajneh: dovete evacuare immediatamente l'area e allontanarvi di almeno 300 metri''.
VITTIME A BEIRUT
- Durante gli attacchi israeliani odierni alla periferia sud di Beirut, almeno 10 persone sono state uccise.
ESODO DAI VILLAGGI DEL SUD
- Le strade principali e le autostrade verso nord erano congestionate già dalle prime ore del mattino: famiglie in fuga con materassi e beni di prima necessità sul tetto delle automobili, colonne di scooter tra macerie e veicoli in panne, e scene di caos simili a quelle della guerra del 2024.
MIGLIAIA IN FUGA
- Migliaia di residenti di Beirut e del sud hanno cercato di mettersi in salvo mentre le esplosioni scuotevano le loro città. Le strade principali verso nord e le autostrade erano completamente congestionate. Testimoni hanno raccontato scene di panico, con colonne di veicoli ferme per chilometri, e famiglie che scappavano a piedi quando il traffico diventava impraticabile.
COLONNA DI AUTO A DAHIEH
- Dopo l’ordine di evacuazione emesso dal portavoce militare israeliano per 55 villaggi e città, i residenti hanno iniziato a lasciare Dahieh, sobborgo di Beirut, muovendosi sia a piedi sia in auto. File interminabili di automobili si sono formate davanti ai distributori di benzina della città meridionale di Tiro, mentre migliaia di famiglie si dirigevano verso nord, spesso trasportando materassi e beni essenziali sul tetto delle auto.
RAID IDF
- Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato "una raffica di missili e uno sciame di droni" contro Israele "in rappresaglia per il sangue puro dell’ayatollah Khamenei, in difesa del Libano e del suo popolo, e in risposta ai ripetuti attacchi israeliani. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha condannato l’azione definendola "irresponsabile" sottolineando che il lancio di razzi dal sud del Paese mette a rischio la sicurezza nazionale e offre a Israele pretesti per continuare le operazioni militari.
MACERIE IN STRADA
- In risposta agli attacchi di Hezbollah, l’esercito israeliano ha lanciato raid mirati nella periferia sud di Beirut, nella valle della Bekaa e nel sud. Il portavoce dell’IDF ha emesso un ordine di evacuazione urgente rivolto a decine di villaggi, invitando i residenti ad allontanarsi di almeno 1.000 metri dai presunti obiettivi militari. Alcune immagini mostrano edifici in fiamme, macerie e automobili carbonizzate.
EDIFICI DANNEGGIATI
- Il capo dell’esercito israeliano Eyal Zamir ha dichiarato che la campagna contro Hezbollah potrebbe durare "molti giorni". Ha inoltre ribadito che "qualsiasi nemico che minaccia la nostra sicurezza pagherà un prezzo elevato". Israele ha dispiegato 100.000 riservisti lungo il confine libanese e avverte che le operazioni continueranno fino a neutralizzare i lanci di missili e droni del gruppo sciita.