Dazi Trump, da martedì stop riscossione tariffe dichiarate illegali da Corte Suprema Usa

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 L’interruzione, come ha anticipato l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere, scatterà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane). La sospensione della riscossione coincide con l'imposizione da parte di Trump di nuove tariffe globali del 15%. Pechino intanto esorta Washington a revocare le nuove misure commerciali "unilaterali" 

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Da domani, 24 febbraio, scatta lo stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte suprema degli Stato Uniti. L’interruzione, come riporta Reuters e come ha anticipato l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection), scatterà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane). La sospensione della riscossione dei dazi coincide con l'imposizione da parte di Trump di nuove tariffe globali del 15%, in base a una diversa autorità legale, in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema venerdì. Ancora nessuna informazione sui possibili rimborsi per gli importatori.

Pechino chiede stop a dazi dopo decisione della Corte Suprema

Intanto, Pechino sta valutando le conseguenze della decisione della Corte Suprema. Ed esorta Washington a revocare le nuove misure commerciali "unilaterali". "Monitoreremo attentamente le ultime azioni tariffarie di Washington e tuteleremo fermamente i nostri diritti e interessi. È in corso una valutazione approfondita della sentenza e delle sue potenziali implicazioni. Non ci sono vincitori in una guerra commerciale e il protezionismo non offre alcuna via d’uscita", si legge in una nota di Pechino. La Cina, seconda economia mondiale e partner commerciale chiave degli Stati Uniti, è stata particolarmente presa di mira dall'aggressiva politica tariffaria attuata da Trump dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025. Per mesi, i due Paesi hanno condotto una vera e propria guerra commerciale con ripercussioni globali, ricorrendo a dazi e varie restrizioni, prima che Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, concordassero a ottobre una tregua.

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