Dazi, Trump: “Più alti per Paesi che fanno giochetti. Corte Suprema mi ha dato più poteri”
MondoDa martedì stop alla riscossione delle tariffe dichiarate illegali dalla Corte Suprema. L’interruzione, come ha anticipato l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere, scatterà alle ore 00:01 locali (le 6.01 italiane). La sospensione della riscossione coincide con l'imposizione da parte di Trump di nuove tariffe globali del 15%. Pechino intanto esorta Washington a revocare le nuove misure commerciali "unilaterali"
Da domani, 24 febbraio, scatta lo stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte suprema degli Stato Uniti. L’interruzione, come riporta Reuters e come ha anticipato l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection), scatterà alle ore 00:01 locali di martedì (le 6.01 italiane). La sospensione della riscossione dei dazi coincide con l'imposizione da parte di Trump di nuove tariffe globali del 15%, in base a una diversa autorità legale, in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema venerdì. A confermarlo anche fonti informate che citano le parole del rappresentante Usa per il Commercio, Jamieson Greer, che ha indicato ai ministri del Commercio del G7 che l'intenzione dell'amministrazione Trump dopo la sentenza della Corte Suprema Usa è mantenere il quadro dei dazi precedenti, collegandoli però a basi giuridiche differenti. "Il nostro scopo è agire rapidamente per evitare nuove incertezze. Ma vogliamo anche evitare l'idea che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere", ha detto Greer.
Trump: “Corte Suprema mi ha dato più poteri”
Il presidente degli Usa Donald Trump è tornato sulla vicenda con un post su Truth: "La Corte Suprema degli Stati Uniti (userò le lettere minuscole per un po', per una totale mancanza di rispetto) mi ha accidentalmente e inconsapevolmente conferito, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, poteri e forza molto maggiori di quelli che avevo prima della loro ridicola, stupida e divisiva sentenza a livello internazionale. Innanzitutto, posso usare le licenze per fare cose assolutamente "terribili" a Paesi stranieri, soprattutto a quei Paesi che ci hanno fregato per decenni, ma incomprensibilmente, secondo la sentenza, non posso imporre loro una tassa di licenza. Ma tutte le licenze applicano una tassa, perché gli Stati Uniti non possono farlo? La sentenza non lo spiega, ma conosco la risposta. La Corte ha anche approvato tutte le altre tariffe, che sono numerose, e possono tutte essere utilizzate in modo molto più incisivo e odioso, con certezza giuridica, rispetto alle tariffe inizialmente utilizzate. La nostra incompetente Corte Suprema ha fatto un ottimo lavoro per le persone sbagliate, e per questo dovrebbe vergognarsi". Trump ha inoltre dichiarato che non è necessario un nuovo passaggio "dal Congresso per ottenere l'approvazione dei dazi. Già ho il potere per i dazi sotto molte forme da molto tempo. E' stato riaffermato anche dalla ridicola decisione della Corte Suprema", ha postato su Truth. Infine un avvertimento a tutti quei Paesi che, in questi mesi, si sono visti imporre dei dazi. "Coloro che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione", ha scritto il presidente sul suo social.
Pechino chiede stop a dazi dopo decisione della Corte Suprema
Intanto, Pechino sta valutando le conseguenze della decisione della Corte Suprema. Ed esorta Washington a revocare le nuove misure commerciali "unilaterali". "Monitoreremo attentamente le ultime azioni tariffarie di Washington e tuteleremo fermamente i nostri diritti e interessi. È in corso una valutazione approfondita della sentenza e delle sue potenziali implicazioni. Non ci sono vincitori in una guerra commerciale e il protezionismo non offre alcuna via d’uscita", si legge in una nota di Pechino. La Cina, seconda economia mondiale e partner commerciale chiave degli Stati Uniti, è stata particolarmente presa di mira dall'aggressiva politica tariffaria attuata da Trump dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025. Per mesi, i due Paesi hanno condotto una vera e propria guerra commerciale con ripercussioni globali, ricorrendo a dazi e varie restrizioni, prima che Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, concordassero a ottobre una tregua.
L'Eurocamera rinvia il voto sui dazi
"È chiaro che le basi legali sono cambiate: ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia. Ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani, ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana". A dichiararlo è stato il relatore dell'Eurocamera sull'intesa Usa-Ue sui dazi commerciali, il socialista tedesco Bernd Lange, al termine della riunione dei relatori ombra a Bruxelles. "Abbiamo bisogno di certezza, ci sono diversi scenari, un voto l'11 marzo è ancora possibile", ha aggiunto.