Sei i voti a favore, tre i contrari. Sulla base dell'International Emergency Powers Act, hanno stabilito i giudici, il presidente Usa non ha la facoltà di imporre dazi, competenza che spetta invece al Congresso
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi imposti a partire dallo scorso anno da Donald Trump. Sei i voti a favore, tre i contrari. I giudici hanno deciso che il tycoon, così come ogni altro presidente Usa, non ha il potere di stabilire tariffe doganali: a negare questa possibilità è l'International Emergency Powers Act, la stessa legge a cui Trump ha in realtà fatto ricorso per giustificare i dazi. Non è stato però chiarito se l'amministrazione dovrà rimborsare miliardi di dazi già riscossi dal governo federale. Il presidente bolla la decisione come una "vergogna" e, secondo quanto riporta la Cnn, assicura di avere un piano di riserva. L'Eurocamera si prepara adesso a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull'intesa commerciale Usa-Ue in programma per il 24 febbraio. Avanzano le Borse, sia in Europa che a Wall Street. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute.
Cosa prevede l'International Emergency Powers Act
La legge attribuisce alla figura del presidente l'autorità di affrontare "minacce straordinarie" in caso di un'emergenza nazionale, inclusa quella di "regolare" l'importazione" di "beni esteri". Era stata approvata negli anni '70, per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon nell'ambito della "crisi della bilancia dei pagamenti" in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods. I dazi sono competenza esclusiva del Congresso, come le tasse, materie per le quali sono state concesse solo alcune deleghe al presidente.
La decisione dei giudici
Tra i sei giudici che hanno votato contro i dazi ci sono anche tre esponenti dell'ala conservatrice, generalmente vicina a Trump: si tratta di Amy Coney Barrett, Neil M. Gorsuch e del presidente John Roberts. A favore delle tariffe hanno invece votato Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh.
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Immediato il commento dalle istituzioni europee. "Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Restiamo in stretto contatto con l'amministrazione statunitense per chiarire quali misure intende adottare in risposta a tale sentenza. Le imprese su entrambe le sponde dell'Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Continuiamo quindi a sostenere tariffe basse e a lavorare per ridurle", ha detto un portavoce della Commissione Ue. Soddisfazione dal governo di uno degli Stati più penalizzati dai dazi, il Canada, che sottolinea come le tariffe fossero "ingiustificate".
L'effetto sulle Borse
Nei momenti immediatamente successivi alla notizia, le Borse europee hanno subito visto i loro guadagni incrementare: Francoforte ha segnato +0,80%, Parigi +1,29%, Londra +0,75%, Milano +1,4%. Subito in avanti anche Wall Street, con il Dow Jones a +0,33% (49.559,62 punti), il Nasdaq a +0,57% (22.808,38 punti) e lo S&P 500 a +0,44% (6.891,09 punti).