Board of Peace, Trump: "A Gaza quadro complesso. Iran? Accordo o accadranno cose brutte"
MondoNella prima riunione del Board, il tycoon ha annunciato che alcuni Stati membri si sono impegnati a versare oltre 7 miliardi di dollari, mentre gli Usa ne doneranno 10 miliardi. L'obiettivo è garantire un "futuro brillante a Gaza e a tutto il Medio Oriente". Per l’Italia, Paese osservatore, ha presenziato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani
"Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso. Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire, ma difficile da produrre: pace". Così il presidente Donald Trump oggi, 19 febbraio, ha inaugurato la prima riunione del Board of Peace a Washington. L'obiettivo, ha detto, è "garantire un futuro brillante a Gaza e a tutto il Medio Oriente", con l'impegno a far sì che "Gaza sia ben governata". La convinzione è che "non sarà necessario mandare soldati a combattere". Al momento, ha aggiunto, "sembra che Hamas si stia sbarazzando delle sue armi", anche se bisogna ancora "accertarlo". Se così non fosse, arriveranno "punizioni durissime". Simili i toni con cui Trump parla all'Iran: se non ci sarà un accordo per il nucleare, dice, succederanno "cose brutte". Per l’Italia ha presenziato al Board il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre l’amministrazione Usa definisce "spiacevole la decisione del Vaticano di non partecipare". La riunione, dopo la firma di alcune risoluzioni sulla raccolta fondi per Gaza e il colpo di un martelletto, si è chiusa in un clima di festa, sulle le note di Ymca, la colonna sonora della campagna elettorale del tycoon. Ogni partecipante ha trovato ad attenderlo al suo posto un cappellino rosso 'Maga'.
Trump: "Ho messo fine a otto guerre. Alcuni Paesi fanno i furbi ma tutti parteciperanno al Board"
Trump ha iniziato il suo discorso sottolineando quelli che reputa alcuni dei più grandi successi della sua amministrazione, parlando ad esempio di economia e dazi. Poi ha ripetuto ancora una volta che è riuscito a “mettere fine a otto guerre”. Quindi ha di nuovo scherzato sul mancato Nobel per la Pace: "La Norvegia ha annunciato che ospiterà il prossimo incontro. Speravo annunciassero che mi davano il Nobel. Non mi interessa del premio comunque, voglio solo salvare delle vite". Poi ha elencato ed elogiato i leader presenti – una cinquantina in tutto - e le relazioni che ha con ciascuno, vantandosi anche dell'endorsement che ha dato ad alcuni di loro, come Milei ed Orban. Poi ha sottolineato come "quasi tutti hanno accettato" l'invito nel Board of Peace "e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno: alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me". Assenti Russia e Cina, che stanno ancora valutando l'invito ma "saranno coinvolti", assicura Trump.
Una base militare a Gaza per 5mila unità
Il generale Usa Jasper Jeffers, comandante della forza di stabilizzazione internazionale (Isf) nella Striscia, ha invece annunciato che almeno cinque Paesi hanno offerto i loro soldati o poliziotti: Marocco, Kazakistan, Kosovo, Albania e Indonesia (fino a 8.000 uomini), che assumerà il comando in seconda. La forza inizierà ad operare nella città di Rafah, controllata da Israele, e addestrerà una nuova forza di polizia, con l'obiettivo finale di preparare 12.000 agenti e schierare 20.000 soldati. Secondo il Guardian, gli Usa pianificano anche "la costruzione di una base militare" per 5.000 unità nel sud di Gaza, estesa su una superficie di oltre 1,4 chilometri quadrati, come base operativa militare per la Isf.
10 miliardi al Board da Usa, 7 miliardi da altri Stati
Il tycoon ha fatto sapere che solo gli Stati Uniti doneranno 10 miliardi di dollari al Board. Altri Stati membri si sono invece impegnati a versare oltre 7 miliardi di dollari al Board. Si tratta di Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Morocco, Bahrain, Qatar, Saudi Arabia, Uzbekistan e Kuwait. Le Nazioni Unite contribuiranno con 2 miliardi di dollari per l'assistenza umanitaria mentre la Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti legati al calcio a Gaza.
Trump: "Board vigilerà su Onu"
Trump ha anche offerto, qualora ce ne fosse bisogno, aiuto finanziario da parte del Board all'Onu. "Penso che le Nazioni Unite abbiano un grande potenziale, davvero un grande potenziale. Il Board of Peace vigilerà e si assicurerà che funzionino correttamente", ha detto.
Rubio: "Non c'è un piano B per Gaza"
Alla riunione ha preso parola anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo cui "non c'è un piano B per Gaza". Il "piano A", ha evidenziato, è solo uno: "Ricostruire e vivere in pace".
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"Con l'Iran dobbiamo fare un accordo significativo o brutte cose"
Il presidente è anche tornato sulla necessità di fare un "accordo significativo" con l'Iran o "succederanno cose brutte", in riferimento al piano Usa per assicurarsi che non disponga di armi nucleari. "Scopriremo cosa succede con l'Iran tra circa 10 giorni", ha aggiunto, sottolineando i "buoni rapporti" dei negoziatori Usa con quelli di Teheran.
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Tajani: "Presenza al Board non è un capriccio italiano, c'è anche l'Ue"
In un punto stampa presso l'ambasciata italiana, Tajani ha rivendicato la presenza al Board: "Il fatto che oggi ci fosse la maggioranza dei Paesi dell'Unione Europea più la Commissione Europea, e Paesi europei che non fanno parte dell'Ue come la Gran Bretagna, significa che c'è un'attenzione da parte europea che non è un capriccio italiano", ha detto. Poi si è difeso da chi accusa il governo di "piegare la testa" davanti agli Usa: "Se siamo d'accordo diciamo che siamo d'accordo ma se non lo siamo lo diciamo, ad esempio sulla Groenlandia. Quindi nessuno pensi che siamo a scodinzolare a casa di qualcuno. Anche tutte le polemiche fatte dalla sinistra in questi giorni sono dimostrate assolutamente infondate: quando la maggioranza dei Paesi europei partecipa a quello che vediamo oggi vuol dire che avevamo ragione noi, saremmo stati isolati se non ci fossimo andati".
Tajani: "Proposta di pace Usa è l'unica concreta che è sul tavolo"
Il ministro degli Esteri ha poi rifiutato anche le tesi per cui il Board of Peace sia di fatto un "business board". Dalla riunione sono infatti emerse "una serie di proposte concrete" e politiche "per costruire la pace in Medio Oriente". L'Italia, ha detto, vuole essere protagonista "della costruzione della pace, perché è sempre stato il nostro obiettivo in questi anni e poi abbiamo anche interessi concreti, anche economici". Tajani mette comunque in luce come la proposta di pace per il Medio Oriente degli Usa sia "l'unica reale proposta che c'è sul tavolo".
"Pensiamo a un piano finanziario per Gaza autonomo da Board"
L'Italia, ha proseguito Tajani, sta intanto "pensando a un piano finanziario" per Gaza. "Già abbiamo fatto una serie di interventi, abbiamo stabilito una serie di finanziamenti che sono indipendenti dal Board of Peace, l'importante è lavorare per Gaza", ha spiegato. L'obiettivo è sempre quello di arrivare alla soluzione "dei due popoli e dei due Stati.
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Tensioni in Europa sul Board
"Molti dei nostri amici in Europa stanno partecipando oggi e siamo ansiosi di vederli diventare membri a pieno titolo. Tutti vogliono diventare membri, abbiamo avuto una grande risposta dall'Europa", ha detto Trump in riferimento a Paesi come Italia e Germania, presenti solo come osservatori alla riunione, nel nostro caso per limiti di natura costituzionale che non permettono di esserne membri. Il Board continua però a dividere i 27 dell’Ue. Parigi, nel corso della riunione dei rappresentanti permanenti presso l'Ue (Coreper), ha espresso "critiche molto esplicite" alla Commissione per la sua decisione di partecipare, inviando come osservatrice la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica. In particolare, la Francia si è lamentata per la procedura, dato che l'esecutivo blustellato non ha chiesto il mandato formale del Consiglio (e i trattati non le assegnano alcuna competenza al riguardo). Palazzo Barlyamont, al mini processo intentato dalla Francia, sostenuta da "una manciata" di Stati membri, ha però ribattuto che questa "è l'unica strada credibile per influenzare il processo di pace in Medio Oriente". Si apre un fronte anche tra la Casa Bianca e il Vaticano, che non ha preso parte al vertice. "È un’organizzazione legittima" ed è "profondamente spiacevole" la mancata presenza della Santa Sede, "perché la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa", ha sottolineato la portavoce americana Karoline Leavitt.
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Una linea condivisa anche dall'Italia: il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato, in un'intervista a La Stampa, che "siamo lì perché è lì che si decide, non ci sono alternative. Ma l'Italia vuole incidere sulla situazione a Gaza e essere osservatori non è questione di prudenza". Il tema, ribadisce il ministro, "è come raggiungere una pace stabile e la ricostruzione di Gaza". Essere a Washington da osservatori, considerati i limiti posti dalla Costituzione, "è l'unica strada percorribile. Siamo già presenti in Israele nel comitato di controllo con militari e diplomatici. Ed è nostro interesse avere stabilità nell'area, quindi faremo tutto ciò che è possibile per raggiungere l'obiettivo". Roma non era sola: Romania e Ungheria partecipano al livello di capo di Stato e di governo con Orban che ha già aderito formalmente al Board (così come la Bulgaria che però per problemi interni invierà un rappresentante). Seguono, ma come osservatori, appunto l'Italia e la Repubblica Ceca con i vice premier-ministri degli Esteri. Stesso ruolo per la Germania e per Cipro che invia il suo capo della diplomazia e la Grecia con il viceministro. La Polonia è rappresentata dal consigliere della presidenza della Repubblica. Ci sono poi anche Slovacchia, Albania e Croazia.
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