Spagna, il premier Sanchez annuncia: "Vieteremo i social ai minori di 16 anni"

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La Spagna segue il modello francese e decide di vietare l’uso di piattaforme come TikTok, Instagram e Grok ai minori di 16 anni. Ad annunciarlo è stato il primo ministro socialista Pedro Sanchez. Ecco i Paesi Ue che potrebbero fare presto la stessa scelta

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Una rondine non fa primavera, ma quando sono due o tre si inizia a sperare nell’arrivo della bella stagione. Chissà se la metafora si rivelerà adeguata anche per la stretta all’uso dei social da parte dei minorenni, annunciata oggi da Madrid. Dopo la Francia, infatti, anche la Spagna vuole mettere regole più stringenti sull'accesso ai social network dei ragazzini e c’è chi si domanda se a breve il dibattito sul tema possa trovare applicazione pratica, con una legge ad hoc, anche in Italia. 

La decisione di Madrid

In particolare, il governo spagnolo vuole vietare l'accesso ai social ai giovani che abbiano meno di 16 anni per proteggerli dai numerosissimi pericoli della rete nascosti in un mondo di “pornografia” e “violenza”, che talvolta ignorano i genitori stessi. Ad averlo annunciato è stato il primo ministro socialista Pedro Sanchez, in visita a Dubai, durante un discorso pronunciato al Vertice mondiale dei governi che si tiene negli Emirati Arabi Uniti. “Le piattaforme – ha aggiunto il leader spagnolo - dovranno mettere in atto sistemi efficaci di verifica dell'età, non solo caselle da spuntare, ma vere e proprie barriere che funzionino”.

Il governo di Madrid modificherà la legge in modo da ritenere responsabili i dirigenti dei social per contenuti illegali o incitanti all'odio contenuti sulle piattaforme. L'obiettivo, ha proseguito Sanchez, è quello di ''affrontare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e garantire un contesto digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali''.

La Francia

È stata la Francia di Emmanuel Macron ad aver inaugurato l’anno di strette relative all’uso dei social da parte dei giovanissimi. Parigi ha vietato l'accesso ai social a tutti gli under 15 anni, la decisione è stata adottata lo scorso 27 gennaio: l’Assemblea nazionale ha votato a favore di un disegno di legge che chiarisce anche quali siano le piattaforme esentate. Ad esempio, le "enciclopedie online" e gli "annuari educativi o scientifici", così come i servizi di messaggistica privata.

Il primato dell’Australia

Non è però la Francia a detenere il primato: la nazione che prima delle altre ha optato per l’esclusione degli under 16 dal mondo social è stata l’Australia. La legge è entrata in vigore il 10 dicembre 2025 e piattaforme come TikTok, Instagram e Facebook rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani se non impediscono l'accesso ai più piccoli, che nella maniera più assoluta non possono avere un account personale

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Chi sarà il prossimo Paese?

Sulla questione è in corso un dibattito anche nel Regno Unito, dove la Camera dei Lord ha votato a favore di un divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni che deve ancora essere approvato dalla Camera dei Comuni. In Danimarca, il governo ha concordato con l'opposizione di introdurre un'età minima nazionale di 15 anni per l'accesso ad alcune piattaforme social. In Germania, è in corso un dibattito sull'opportunità di limitare l'accesso dei minori ai social media.

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