Elezioni Portogallo 2026, chi sono i principali candidati alle presidenziali

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Sono in 11 a correre per succedere a Marcelo Rebelo de Sousa come Capo di Stato. Secondo i sondaggi, è probabile che la contesa sarà decisa al ballottaggio, in calendario l’8 febbraio. Il Presidente è una carica prevalentemente cerimoniale, ma detiene comunque alcuni importanti poteri

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Si tiene domani, 18 gennaio, il primo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo. I quasi 11 milioni di elettori del Paese sono chiamati a scegliere il successore di Marcelo Rebelo de Sousa, che dopo due mandati in base alla Costituzione non può correre per un terzo incarico. Sono undici i candidati alla carica di Presidente, anche se secondo gli analisti sono in quattro ad avere le migliori chance di vincere. In ogni caso i sondaggi prevedono che nessuno ottenga i voti necessari al primo turno, e con ogni probabilità sarà necessario attendere il ballottaggio per sapere chi sarà il nuovo Capo di Stato del Portogallo.

Il sistema elettorale e il ruolo del Presidente

In Portogallo il sistema elettorale per scegliere il presidente prevede che venga eletto il candidato che al primo turno raccoglie il 50% +1 dei voti: se nessuno riesce a raggiungere questa asticella, si tiene un secondo turno di votazioni tra i due candidati che hanno ottenuto più voti. Qualora quest’anno si rendesse necessario il ballottaggio, questo si terrà l’8 febbraio. Nel Paese il Presidente ha un ruolo prettamente cerimoniale, e non detiene poteri esecutivi: lo scopo principale della figura del Capo dello Stato è quella di ergersi al di sopra dell’agone politico e mediare le tensioni laddove necessario. Questo tuttavia non implica che sia privo di poteri: il Presidente infatti può porre il veto sulle leggi approvate dal Parlamento - anche se esso può essere superato da un altro voto - e può dissolvere il Parlamento stesso convocando nuove elezioni politiche in caso di crisi.

Chi sono gli undici candidati

I candidati alle elezioni presidenziali del 2026 in Portogallo sono in totale 11, ma secondo diverse analisi sono in quattro ad avere le maggiori possibilità di essere eletti come prossimo Presidente del Paese. I due partiti tradizionali del sistema politico - i socialdemocratici di centrodestra e i socialisti di centrosinistra - hanno presentato rispettivamente Luís Marques Mendes e António José Seguro come loro candidati a occupare la carica. Tuttavia - stando ai sondaggi delle ultime settimane - la tradizionale alternanza al potere dei due partiti potrebbe essere interrotta: a correre è infatti anche André Ventura, il leader del partito di estrema destra Chega che è diventato la principale forza di opposizione in Parlamento alle ultime elezioni politiche. Infine è forte la candidatura dell’ammiraglio Henrique Gouveia e Melo, popolare nel Paese dopo aver guidato con successo la campagna vaccinale nel corso della pandemia di Covid-19.

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I candidati ineleggibili

Oltre agli 11 candidati in corsa per la carica di Presidente, originariamente ce n’erano altri 3, che sono stati considerati inammissibili per irregolarità formali nella presentazione delle firme necessarie. La situazione ha però creato un cortocircuito: la dichiarazione di inammissibilità è infatti arrivata pochi giorni dopo il sorteggio per stabilire l’ordine in cui i nomi dei candidati compaiono sulla scheda e in questo lasso di tempo le schede elettorali erano già state stampate con i nomi dei tre candidati ineleggibili. La Commissione elettorale nazionale aveva annunciato che non c’era tempo per modificare le schede, stampate in tempo utile per il voto anticipato che si è svolto tra il 5 e l’11 gennaio: sembra dunque che domani i nomi dei 3 ineleggibili saranno comunque presenti. Una situazione che ha portato a dure critiche da parte dei candidati, con il socialista António José Seguro che ha presentato una protesta formale presso la Corte costituzionale: i giudici però si sono difesi dicendo di aver rispettato i tempi e di non essere  responsabili della stampa delle schede, a carico del Ministero degli Interni.

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