La presidente del Consiglio ha avuto una conversazione telefonica con la leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado. Al centro della chiamata, le prospettive di una transizione pacifica e democratica nel Paese, come si legge in una nota di Palazzo Chigi
A poco più di 24 ore dal blitz Usa in Venezuela, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con la leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado. Al centro della chiamata, le prospettive di una transizione pacifica e democratica nel Paese, come si legge in una nota di Palazzo Chigi. Nel corso della telefonata "è stato condiviso come l'uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto". Il fatto che Maduro sia fuori dal Venezuela, e che si trovi in carcere a New York, rappresenta per i cittadini venezuelani "la speranza" di poter tornare a "godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto", l'assunto condiviso dalle due leader (TUTTE LE NEWS LIVE).
Il dibattito politico in Italia
Intanto, anche il vicepremier Matteo Salvini rompe il silenzio. E in poche righe pubblicate su Instagram scrive: "Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo. Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro". Dopo che l'esecutivo ha definito "legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza", Salvini cita le parole "illuminanti" del Papa e sostanzialmente fa sua la richiesta di "garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto". E mentre sale l'attesa per l'informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento (in Senato la capigruppo per calendarizzarla è già prevista per l'8 dicembre, alla Camera non è ancora stata convocata, ndr), le opposizioni attaccano: "Meloni cosa farà quando gli Usa dirigeranno le loro attenzioni sulla Groenlandia, che appartiene alla Danimarca, uno Stato europeo?", incalza Giuseppe Conte. La premier "sceglie Trump e dimentica che per la Costituzione l'Italia ripudia la guerra - afferma il responsabile Esteri del Pd Peppe Provenzano -. Legittimare questa violazione del diritto internazionale è gravissimo". Forza Italia invece chiarisce: "Siamo sempre stati dalla parte della libertà" ed "esprimiamo grande soddisfazione perché un'altra dittatura è crollata", afferma Maurizio Gasparri.