Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Pezeshkian: "Non ci arrenderemo a Usa e Israele. Mi scuso coi Paesi vicini per raid"

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©Ansa

In risposta alla proposta avanzata da Donald Trump, che aveva chiesto una “capitolazione senza condizioni” per porre fine alla guerra, il presidente iraniano ha dichiarato che "non ci arrenderemo mai agli Stati Uniti e a Israele". Pezeshkian ha poi rivolto le proprie "scuse ai Paesi vicini per gli attacchi lanciati durante il conflitto", sottolineando che "non prenderemo di mira i Paesi vicini, a meno che non lancino attacchi"

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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran "non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele", in risposta alla proposta avanzata da Donald Trump, che aveva chiesto una “capitolazione senza condizioni” per porre fine alla guerra. In un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, il presidente dell'Iran ha poi rivolto le proprie "scuse ai Paesi vicini per gli attacchi lanciati durante il conflitto". Pezeshkian ha poi sottolineato che "non prenderemo di mira i Paesi vicini, a meno che non vengano lanciati attacchi da questi Paesi" (GUERRA IN IRAN, GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE). 

Pezeshkian: "Non ci saranno attacchi ai Paesi vicini se questi non colpiscono"

“I nemici (Israele e Stati Uniti) possono portare con sé nella tomba il loro desiderio di vedere il popolo iraniano arrendersi”, ha poi rimarcato il presidente iraniano. Poi ha aggiunto: “Il consiglio direttivo provvisorio ha deciso che non ci saranno più attacchi ai Paesi vicini, né lanci di missili, a meno che non vi sia un attacco all'Iran proveniente da questi Paesi”. I Paesi confinanti con l'Iran sono stati bersaglio di droni e missili dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. L'Iran ha spiegato di prendere di mira solo interessi o basi americane, circostanza che le nazioni colpite hanno contestato.  “Chiedo scusa ai Paesi confinanti che sono stati attaccati dall'Iran”, ha affermato Pezeshkian.

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