Il Pontefice affacciato su piazza San Pietro ha espresso vicinanza a tutti coloro che sono nel dolore per la tragedia di capodanno avvenuta in Svizzera e ha rivolto un pensiero preoccupato anche alla situazione in Venezuela dopo l’attacco delle forze statunitensi che ha portato alla cattura del presidente Maduro. Poi, ricordando che il 6 gennaio si chiuderà il Giubileo ha aggiunto: "Proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l'incarnazione di Dio"
"Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela". Papa Leone XIV durante l’Angelus a piazza San Pietro ha espresso il suo pensiero verso quanto sta accadendo in Venezuela, dopo l’attacco delle forze militari statunitensi che la notte tra il 2 e il 3 gennaio hanno colpito Caracas e catturato il presidente venezuelano Maduro. "Il bene dell'amato popolo venezuelano - ha affermato il Pontefice - deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace garantendo la sovranità del paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione di stabilità e di concordia con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica". Poi l’appello: "Per questo prego e vi invito a pregare affidando la nostra preghiera all'intercessione della Madonna dei Coromoto e dei santi Josè Gregorio Hernandez, il Suor Carmen Rendides".
Vicinanza a vittime di Crans Montana
Il pensiero del Santo Padre è poi andato alle vittime, ai feriti e a tutti i familiari colpiti dalla strage di capodanno in Svizzera. "Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza a quanti sono nel dolore a causa della tragedia venuta a Crans-Montana". E ha rimarcato: "Assicuro la preghiera per i giovani defunti per i feriti e per i loro familiari".
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Papa: “Speranza cristiana non sono ottimismo o calcoli umani”
Nell’introdurre l’Angelus domenicale, Papa Leone ha ricordato che “la speranza cristiana non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, affinché non siamo mai soli nella traversata della vita". La speranza è anche il tema cardine del Giubileo che, come ha ricordato il Pontefice, avrà fine il 6 gennaio "con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro". Poi ha aggiunto: "Questa è l'opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi. E proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l'incarnazione di Dio".