Trump rinvia i dazi al 1° agosto. Tariffe dal 25 al 40% per vari Paesi, più tempo per l’Ue
MondoIl tycoon ha postato sul suo social Truth le lettere inviate a molti Paesi in tutto il mondo, annunciando diversi livelli di tariffe in arrivo a partire dal 1° agosto. Più tempo per la trattativa con l'Ue, che però non ha ancora portato all'intesa. L’attacco di Trump agli Stati pro Brics: 10% in più
Donald Trump firmerà oggi un ordine esecutivo per posticipare la scadenza dei dazi dal 9 luglio al 1 agosto. Lo ha detto la Casa Bianca, nel giorno in cui il presidente Usa ha postato sul suo social Truth le lettere sui dazi inviate al Giappone e alla Corea del Sud. Nelle due diverse missive, il presidente annuncia dazi al 25% sui prodotti dai due Paesi, che saranno imposti dall'1 agosto. La lettera a Tokyo è diretta al primo ministro, mentre quella a Seul al presidente. Entrambe iniziano dicendo: "È un grande onore per me inviarvi questa lettera che dimostra la forza e l'impegno della nostra relazione commerciale". Poi aggiunge: "I nostri rapporti sono sfortunatamente tutt'altro che reciproci. A partire dall'1 agosto imporremo dazi di solo il 25% su tutti i prodotti inviati negli Stati Uniti. Se per qualsiasi motivo deciderete di aumentare i vostri dazi, noi aggiungeremo un altro 25%”. Trump ha poi pubblicato anche le lettere inviate a Malesia e Kazakistan che, dal 1 agosto, avranno tariffe del 25% sui loro prodotti destinati agli Stati Uniti. I dazi saranno invece al 40% per Myanmar e Laos, al 30% per il Sudafrica.
La raffica di lettere di Trump
Nella tarda serata italiana, poi, Donald Trump ha postato su Truth un’altra raffica di lettere inviate a diversi Paesi per annunciare dazi in vigore dal primo agosto. Per Indonesia e Bangladesh saranno rispettivamente del 32% e del 35%, mentre per Serbia, Cambogia, Thailandia saranno rispettivamente al 35%, 36% e ancora 36%. Per la Bosnia, invece, saranno del 30%.
Cala Wall Street
Mentre Wall Street ha accusato il colpo, con il Dow Jones e il Nasdaq in sofferenza, nel Vecchio Continente per ora le trattative proseguono seguendo il ritmo volubile della Casa Bianca. La finestra negoziale resterà aperta fino all'inizio del prossimo mese. Ma il tono e la traiettoria dei colloqui per l'Ue sono nelle mani della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che, dinnanzi al Parlamento europeo, ha ribadito con nettezza la linea: negoziare "con forza e unità". Una regia condivisa con Berlino, Roma e Parigi, testimoniata dai contatti costanti che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto anche con Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per rinsaldare il fronte attraversato da sensibilità e urgenze diverse.
Dombrovskis: "Non sono a conoscenza di una lettera da Usa"
"Al momento non sono a conoscenza che sia arrivata una lettera dagli Stati Uniti" sui dazi, ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles. Sul tema delle tariffe tra Ue e Usa ci sono stati "progressi verso un accordo di principio durante i negoziati che si sono svolti la scorsa settimana. E c'è stata anche una discussione tra gli Stati membri su questo", ha spiegato. "L'obiettivo resta quello di trovare un accordo prima del 9 luglio".
Vedi anche
Dazi Trump, da annunci a lettere: cosa sta succedendo
La Commissione ai 27: “Per ora nessun intesa con Usa”
Intanto si è tenuta oggi la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 membri dell’Use sul dossier dazi. Alla riunione, a quanto si apprende, ha partecipato il commissario Maros Sefcovic che ha fatto un report sulla sua missione negli Usa e sui successivi contatti nel weekend con i negoziatori statunitensi. Al momento, si spiega, non c'è alcun intesa. I colloqui tra la Commissione e Washington continueranno e un nuovo Coreper è previsto mercoledì.
Le anticipazioni
Alcune ore fa era stato lo stesso Donald Trump a confermare sul suo social Truth che oggi alle 12 ora locale (le 18 in Italia) sarebbe iniziato l’invio delle prime lettere su dazi e accordi commerciali, in vista della scadenza per l'entrata in vigore delle imposte sospese. Il presidente degli Stati Uniti ha anche assicurato dazi aggiuntivi del 10% contro i Paesi "allineati" ai Brics. "Non ci saranno eccezioni”, ha detto. Immediata la condanna dei leader dei Brics, riuniti a Rio de Janeiro, che criticano i dazi sulle importazioni "indiscriminati" imposti da Trump. Le nazioni emergenti, tra cui Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale. Il blocco è diviso su molte questioni, ma ha trovato un punto in comune riguardo alle misure del leader statunitense e alle sue continue guerre tariffarie, pur evitando di nominarlo direttamente. Esprimendo "serie preoccupazioni per l'aumento delle misure tariffarie unilaterali", i membri dei Brics hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i dazi rischiano di danneggiare l'economia globale.
Vedi anche
I Brics alla prova della coesione interna e dei dazi
L’attacco di Trump ai pro Brics: 10% dazi in più
Intanto le minacce di Donald Trump di un rincaro del 10% dei dazi per i pro Brics sono piovute tra lo stupore sull'ultimo giorno del vertice del blocco, a Rio de Janeiro. La strategia del presidente Usa è sempre la stessa: generare divisioni, come ha tentato di fare anche con i 27 dell'Ue. "Poco serio" intimidire "gli altri Paesi da Internet", ha commentato Luiz Inacio Lula da Silva, padrone di casa del summit, invocando "rispetto" e "reciprocità". "Gli altri Stati ai lavori non hanno commentato sulle parole di Trump. È come se non fosse stato detto niente", ha aggiunto Lula, attaccato da Trump anche frontalmente, con dichiarazioni sul suo predecessore, l'ex capo di stato conservatore, Jair Bolsonaro. "Non è colpevole di nulla: è vittima di una "caccia alle streghe", ha affermato il tycoon Usa. Parole che hanno ricevuto un'immediata risposta dal sudamericano. Il Brasile è "un Paese sovrano. Non accettiamo interferenze o tutele da nessuno". Un colpo basso, teso ad offuscare il lavoro di Lula, che si è impegnato a fondo per serrare i ranghi dei Brics.