Turchia, Imamoglu candidato ufficiale a presidenziali. Arrestati 9 reporter dopo proteste
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Il Partito popolare repubblicano ha celebrato ieri le primarie che vedevano il sindaco di Istanbul come unico candidato in lizza. Quindici milioni di elettori turchi hanno partecipato, mentre continuano le proteste contro l'arresto del leader dell'opposizione. Arrestati all'alba 9 giornalisti che hanno seguito le manifestazioni
Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, sospeso dalle sue funzioni e di cui ieri è stato confermato formalmente l'arresto, è stato ufficialmente designato candidato alle presidenziali del 2028 dal suo partito, il Chp. A indicarlo all'Afp è stato un portavoce del Partito popolare repubblicano, principale forza di opposizione, che ieri ha celebrato le primarie. Imamoglu era l'unico candidato in lizza e quindici milioni di elettori turchi hanno partecipato alle primarie, mentre proseguono le poteste di piazza contro la sua incarcerazione.
Affluenza record alle primarie
"Decine di milioni di persone in questo Paese, che soffrono per l'oppressione del governo, per un'economia in rovina, per l'incompetenza e l'illegalità, si sono precipitate alle urne per dire 'basta' al (presidente turco) Erdogan" il messaggio diffuso ieri via X sull'account di Ekrem Imamoglu. Il post parla di notizie che lo rendono "molto felice" dopo le informazioni secondo cui alle primarie del partito di opposizione avrebbero partecipato circa 15 milioni di elettori. Un'affluenza "record", si legge. "Quando arriverà il voto, la Nazione darà a questo governo uno schiaffo indimenticabile", aggiunge la dichiarazione.
Le proteste di piazza
Il sindaco di Istanbul si trova in carcere in attesa del processo per corruzione mentre, secondo il procuratore capo di Istanbul, "è stato ritenuto non necessario prendere una decisione" riguardo l'altra accusa a Imamoglu, il "favoreggiamento al terrorismo". Ieri in tutto il Paese sono continuate le proteste contro il suo arresto. Nonostante il divieto di manifestazioni deciso dalla prefettura di Istanbul fino al 27 marzo e la chiusura di diverse strade, l'assembramento e la protesta sono gradualmente cresciuti in questi giorni fino a superare le centomila persone solo a Istanbul. Le manifestazioni sono andate avanti in diverse città della Turchia e negli ultimi giorni non sono mancati gli scontri con la polizia e i relativi arresti: 378 le persone fermate negli ultimi due giorni, la metà dei quali circa sono stati
rilasciati.

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Arrestati 9 giornalisti che hanno seguito le proteste
Nove giornalisti che hanno seguito le proteste a Istanbul per l'arresto del sindaco Ekrem Imamoglu sono stati messi in custodia durante retate all'alba nelle loro abitazioni da parte della polizia. Lo denuncia il sindacato dei giornalisti turco Disk Basin Is, secondo cui gli arrestati sono Onur Tosun dell'emittente Now, il fotoreporter Bulent Kilic, la giornalista Zeynep Kuray, il reporter di Afp Yasin Akgul, il giornalista Hayri Tunc, il fotoreporter della municipalità di Istanbul Kurtulus Ari, il reporter del portale Sendika, Zisan Gur, il fotoreporter Murat Kocabas, il giornalista Gokhan Kam e Baris Ince di BirGun.