Cos'è il missile ipersonico russo Oreshnik e dove può colpire in Europa

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Introduzione

All'alba del 24 maggio 2026 un missile a medio raggio Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari, ha colpito Bila Tserkva, cittadina a circa 60 chilometri da Kiev nell'ambito di massicci bombardamenti russi. 

Quello che devi sapere

Dicembre 2025, l'annuncio del ministero della Difesa

Il 30 dicembre 2025 il ministero della Difesa russo aveva ufficializzato l'entrata in servizio del sistema missilistico Oreshnik in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi sulla scoperta, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l'8 e il 9 gennaio 2026 per colpire Leopoli. Il 24 maggio 2026 Mosca ha utilizzato ancora questa arma per colpire in Ucraina, su Bila Tserkva, una cittadina a circa 60 km da Kiev.

 

Per approfondire: L'attacco russo del 24 maggio 2026

Il missile russo che minaccia l'Europa

Il nome Oreshnik in russo significa “nocciolo". Mosca ha ribattezzato così il missile balistico a raggio intermedio presentato come nuova arma ipersonica e potenzialmente a doppia capacità (convenzionale o nucleare). Secondo diverse analisi tecniche e fonti occidentali, il sistema è anche Mirv (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles), cioè può trasportare più testate separate. Questo missile, secondo i russi, è in grado di viaggiare ad una velocità tale da eludere le tradizionali difese anti-aeree. 
 

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Il primo utilizzo nel novembre 2024

L'Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta per prendere di mira un complesso industriale a Dnipro, città nel Sud dell'Ucraina, il 21 novembre 2024, quando la Russia ha rivendicato il suo primo impiego operativo. Putin in un incontro del dicembre 2024 con la sua controparte bielorussa, Alexander Lukashenko, aveva detto che l'Oreshnik sarebbe stato posizionato in Bielorussia nella seconda metà del 2025 come parte di una strategia rivista in cui Mosca prevede la dislocazione di armi nucleari fuori dal suo territorio per la prima volta dalla Guerra Fredda.

 

Per approfondire: Russia, la parata a Mosca per il Giorno della Vittoria. FOTO

Lo schieramento in Bielorussia

Lukashenko aveva detto che i primi missili erano stati schierati senza menzionare una posizione. E ha aggiunto che fino a 10 Oreshnik saranno stanziati nel Paese. L’effettivo schieramento è stato annunciato il 18 dicembre 2025 e divenuto operativo alcuni giorni dopo. I russi hanno detto che "si è tenuta nella Repubblica di Bielorussia una cerimonia di inizio del servizio di combattimento per un'unità equipaggiata con il sistema missilistico mobile terrestre Oreshnik”.

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Dove si trovano

Secondo i ricercatori Jeffrey Lewis del Middlebury Institute of International Studies, in California, e Decker Eveleth dell'organizzazione di ricerca e analisi CNA in Virginia, che hanno basato la loro scoperta sulle immagini di Planet Labs, una società di satelliti commerciali, “al 90% le piattaforme di lancio degli Oreshnik sarebbero dislocate nell'ex base aerea vicino a Krichev, circa 190 miglia (307 km) a est della capitale bielorussa Minsk, e a 300 miglia (478 km) a sud-ovest di Mosca”.

Le caratteristiche

Secondo ricostruzioni di analisti e fonti occidentali, l'Oreshnik sarebbe un sistema sperimentale riconducibile alla famiglia dei missili russi di nuova generazione e derivato dall’RS-26 "Rubezh". La Nato lo ha descritto come "experimental intermediate-range ballistic missile (IRBM)". Sul piano tecnico, ciò che ha attirato l'attenzione è la configurazione del carico: testata multipla con più 'veicoli di rientro’ capaci di colpire bersagli diversi. Quanto alle prestazioni, secondo il Cremlino l'Oreshnik viaggia a circa Mach 10 ed è per questo difficile da intercettare.

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Velocità e gittata

Il missile, secondo Mosca, ha una velocità di tre chilometri al secondo - piu' di 10 volte la velocità del suono, secondo Putin - e viaggia attraverso l'alta atmosfera, diventando cosi' difficilmente intercettabile, almeno dai sistemi di difesa missilistica dell'Ucraina. Stime circolate in ambito russo indicano una gittata nell'ordine dei 5.000-5.500 km, sufficiente a coprire gran parte dell'Europa. Gli analisti dell'Institute for the Study of War, però, hanno invitato alla cautela: per Washington e Kiev, l'arma non rappresenta un salto rivoluzionario rispetto a capacità già note, anche se la combinazione di velocità e testata multipla può complicare la difesa.

I missili intercontinentali

Fonti di Washington hanno derubricato l'Oreshnik ad un'arma non in grado di cambiare le sorti del conflitto, ma nell'arsenale russo ci sono anche scorte di missili balistici intercontinentali (Icbm) che avrebbero ben altro impatto, tanto che finora nessun Paese li ha mai utilizzati. Perché possono essere caricati con testate atomiche e coprire una distanza fino a 10.000 chilometri. 

 

Per approfondire: Missile balistico intercontinentale, cos'è un ICBM e quali sono le sue caratteristiche

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Putin: "Oreshnik riducono il bisogno di usare le atomiche"

Nel dicembre 2024 Putin aveva sottolineato che l'emergere dei sistemi missilistici russi Oreshnik a medio raggio ridurrà al minimo la necessità di utilizzare armi nucleari. "Un numero sufficiente di questi moderni sistemi d'arma porta praticamente al punto di non avere più bisogno di usare armi nucleari", ha detto il leader russo secondo cui Mosca "non sta inasprendo la dottrina nucleare, la stiamo migliorando".

La mossa

L’Oreshink riduce i tempi di volo verso diversi Paesi Nato e aumenta la pressione militare sul fronte orientale. Il presidente russo Vladimir Putin ha più volte ribadito l’intento di piazzare missili Oreshnik a medio raggio, con una portata stimata fino a 3.400 miglia (5.500 km), in Bielorussia. Il dispiegamento dell’Oreshnik, spiega il focus di Reuters, sottolineerebbe la crescente strategia del Cremlino di utilizzare la minaccia delle armi nucleari e allo stesso tempo il tentativo di scoraggiare i membri della Nato dal fornire a Kiev ulteriori armi che possano colpire in profondità all'interno della Russia, hanno detto alcuni esperti.

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Lo sviluppo

La nuova arma è stata pensata dal Cremlino non solo in risposta agli attacchi ucraini sul suolo russo con droni o missili a lungo raggio americani e britannici, ma anche per tenersi al passo con lo sviluppo di missili a raggio intermedio Usa in Europa e nell'Asia-Pacifico. 

 

Per approfondire: Nuovi missili Oreshnik: cosa sono e perché preoccupano

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