"Vi massacreremo e direte che ciò che vi ha fatto Hitler era uno scherzo. Berremo il vostro sangue e mangeremo i vostri teschi", aveva scritto nel suo ultimo post sui social. L'arresto nel 2018, a soli 17 anni, per aver schiaffeggiato i due soldati israeliani l'aveva trasformata nel simbolo della lotta popolare palestinese contro l'occupazione israeliana
L'esercito israeliano ha arrestato durante la notte Ahed Tamimi, 22enne icona della causa palestinese nel mondo (GLI AGGIORNAMENTI LIVE) nota anche a livello internazionale per aver schiaffeggiato nel 2018, quando aveva 17 anni, due soldati nel suo villaggio cisgiordano di Nabi Saleh vicino Ramallah. Tamimi all'epoca scontò otto mesi di reclusione. Questa volta - ha riferito Haaretz - è stata arrestata per aver pubblicato sui social un post che recitava: "Il nostro messaggio alle mandrie di coloni è che vi aspettiamo in tutte le città della Cisgiordania. Vi massacreremo e direte che ciò che vi ha fatto Hitler era uno scherzo. Berremo il vostro sangue e mangeremo i vostri teschi". Un portavoce dell'esercito ha detto all'AFP che la ragazza "è sospettata di incitamento alla violenza e attività terroristiche. Arrestata nella città di Nabi Saleh, è stata trasferita alle forze di sicurezza israeliane per ulteriori interrogatori".
Simbolo della lotta popolare palestinese
Ahed Tamimi, capelli biondi riccissimi, è da anni una spina nel fianco di Israele. L'arresto nel 2018, a soli 17 anni, per aver schiaffeggiato i due soldati israeliani, l'aveva trasformata nel simbolo della lotta popolare palestinese contro l'occupazione israeliana. Con lei era stata condannata la madre Narimam. L'episodio che l'aveva portata in carcere risaliva al 19 dicembre quando, al culmine delle proteste innescate dalla decisione di Donald Trump di trasferire l'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, aveva schiaffeggiato, spintonato e preso a calci due soldati israeliani che si trovavano accanto alla casa di famiglia. I due militari, ai quali la giovane aveva intimato di andarsene, non hanno reagito a quella che sembrava più una provocazione che un tentativo di fare del male. L'incidente però era stato ripreso con il telefonino e rilanciato su Internet, acquistando grande popolarità. Pochi giorni dopo l'esercito israeliano aveva arrestato la ragazza.
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Il ruolo del padre nelle proteste
La famiglia Tamimi non era nuova alle proteste: Bassem, il padre, è un noto esponente di al-Fatah, il partito del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, e giocava un ruolo importante nelle proteste a Nabi Salih, villaggio 20 chilometri a nord-ovest di Ramallah. La figlia Ahed già nel 2012 era stata ripresa mentre agitava il pugno contro soldati israeliani, guadagnandosi così un incontro con l'allora premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Ancora, nel 2015 era stata fotografata mentre mordeva la mano di un militare nel tentativo di impedire l'arresto del fratello. Anche in Israele il video era diventato un caso: alcuni lodavano la capacità dei soldati di non reagire e altri li criticavano per essersi dimostrati deboli.