
Missili caduti in Polonia, Duda: "Probabilmente lancio da Ucraina, incidente sfortunato"
Nella serata di martedì 15 novembre, mentre i leader mondiali erano riuniti al G20 di Bali, il paesino polacco di Przewodow è stato colpito e due persone sono morte. Subito si è pensato che fosse il Cremlino il responsabile, che però ha negato. Diverse fonti, tra cui la Nato e il presidente polacco, indicano ora la possibilità che si sia trattato di un errore e che il missile provenisse dall'esercito di Kiev. Stoltenberg: "La responsabilità è comunque di Putin, guerra va fermata"

Sembra che il missile caduto in Polonia, nella serata del 15 novembre, non fosse russo – come inizialmente ipotizzato – ma ucraino. Fonti Nato confermano che l'informazione è stata condivisa con gli Alleati nel corso del consiglio atlantico che si è tenuto a Bruxelles per discutere di quanto successo. Anche il presidente polacco, Andrzej Duda, ha detto che "con alta probabilità si tratta di un missile lanciato dalla difesa ucraina" e che "probabilmente” si è trattato di “un incidente sfortunato"
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Era stata la Bild a riportare per prima che due missili sono caduti su Przewodow, piccolo paese polacco a 10 chilometri dalla frontiera ucraina. Hanno ucciso due uomini, di 62 e 60 anni, dipendenti di un'azienda agricola di una società italo-polacca. Si era parlato di armi russe, versione dei fatti poi appoggiata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky
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“Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. Missili russi hanno colpito la Polonia... lanciare missili al territorio Nato, questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. È un'escalation molto significativa. Dobbiamo agire", aveva affermato in un video diffuso sui social
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Mentre si diffondeva la notizia della caduta dei missili, i leader mondiali erano riuniti a Bali, in Indonesia, per il G20. In mattinata, Zelensky ha rincarato la dose. Rivolgendosi proprio ai partecipanti al vertice del G20, ha detto che "fra voi c'è uno Stato terrorista" e ha definito l'episodio dei missili come "un autentico messaggio della Russia al G20"
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I rappresentanti dei G7 hanno quindi deciso di riunirsi per parlare di quanto successo. "Abbiamo discusso dell'esplosione avvenuta nella parte orientale della Polonia, vicino al confine con l'Ucraina. Offriamo il nostro pieno sostegno e assistenza alle indagini in corso in Polonia. Siamo d'accordo di rimanere in stretto contatto per determinare i passi successivi appropriati man mano che le indagini procedono", si legge in un comunicato congiunto dei leader del G7 e della Nato diffuso dall'Unione Europea
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Sui media polacchi si era poi diffusa l’ipotesi che potesse trattarsi sì di missili russi, ma non lanciati con l’intenzione di colpire lo Stato di Varsavia. Come affermano diverse fonti di diversa provenienza - Stati Uniti, Nato e Belgio - con molta probabilità il missile veniva invece dall'esercito ucraino. I detriti, si è scoperto, sarebbero infatti compatibili il sistema S300, utilizzato da Kiev
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"Voglio dire in maniera chiara" che sull'incidente "Kiev non ha colpe", ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, parlando del "risultato del massiccio lancio di missili russi sull'Ucraina. Questa è la dimostrazione che la guerra di Putin crea situazioni pericolose. Putin deve fermare questa guerra". Anche il premier italiano Giorgia Meloni ha detto che "l'potesi che sulla Polonia sia caduto un missile dell'antiaerea ucraina non cambia la sostanza, la responsabilità di quello che è accaduto per quanto ci riguarda è tutta russa"

Mosca ha parlato subito di “una classica provocazione" del "regime” ucraino, “che sogna di provocare uno scontro militare diretto fra la Nato e la Russia per salvare l'Ucraina dall'inevitabile sconfitta". Le accuse rivolte al Cremlino provano che "combattendo una guerra ibrida contro la Russia, l'Occidente si avvicina a una guerra mondiale", ha scritto su Twitter l'ex presidente russo Dmitry Medvedev. Mosca ha invece accolto positivamente la reazione "misurata" degli Stati Uniti riguardo l'incidente

Kiev continua intanto a chiedere "l'accesso immediato" al luogo dell'incidente. "Siamo favorevoli a uno studio congiunto dell'incidente. Siamo pronti a consegnare le prove che abbiamo della pista russa. L'Ucraina chiede che venga concesso immediatamente l'accesso al sito dell'esplosione ai rappresentanti del ministero della Difesa e del servizio di guardia di frontiera statale", ha scritto su Twitter Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza ucraino, citato da Unian

Ha tentato immediatamente una mediazione il presidente turco Erdogan. "Non dobbiamo insistere sul fatto che il missile caduto in Polonia sia stato lanciato dalla Russia, sarebbe una provocazione", ha detto evidenziando la necessità di indagini e avanzando l'ipotesi di "un errore tecnico"

"Dobbiamo portare il prima possibile Russia e Ucraina al tavolo dei negoziati, la pace può arrivare solo dal dialogo, ci stiamo impegnando per questo", ha detto Erdogan da Bali, aggiungendo che parlerà con Putin. L'evento aveva fatto preoccupare tutta la diplomazia mondiale perché la Polonia è un membro della Nato e l'attacco a un Alleato, ai sensi dell'articolo 5 del Trattato Nato, giustifica la difesa collettiva da parte di tutti gli altri Stati membri

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha fatto appello alla popolazione polacca affinché mantenga la calma. Varsavia, in ogni caso, ha messo l'esercito in stato d'allerta. "C'è stata la decisione di alzare il livello di mobilitazione di alcune unità combattenti e di altre strutture militari", ha detto il portavoce del governo polacco Piotr Muller
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