Proteste Iran, i calciatori della Nazionale coprono le maglie durante l'inno

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Anche la squadra di calcio porta avanti le proteste in corso nel Paese in seguito alla morte di Masha Amini, la 22enne uccisa perché non portava correttamente il velo. I giocatori hanno indossato dei giubbotti neri

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Giacche nere sopra la maglia durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Così la squadra iraniana si è associata alle proteste per Mahsa Amini, la 22enne morta dopo essere stata arrestata perché portava male il velo, prima dell'amichevole a Vienna con il Senegal giocata ieri sera. Una partita a porte chiuse per ordine della federazione calcistica iraniana, che deteneva i diritti dell'incontro, mentre decine di manifestanti si sono radunati all'esterno dello stadio.

Il sostegno dell'attaccante della squadra

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Il gesto non è stato spiegato dai giocatori, ma viene interpretato dagli osservatori come un sostegno alle proteste, considerate anche le dichiarazioni in questo senso sui social media - poi rimosse secondo IranWire - da parte di Sardar Azmoun, attaccante del Bayer Leverkusen e stella della squadra. Il giocatore domenica si era espresso a sostegno delle proteste attraverso il suo account Instagram: "Nel peggiore dei casi verrò allontanato dalla nazionale. Nessun problema. Lo sacrificherei per un solo capello delle donne iraniane. Questa storia non sarà cancellata. Possono fare quello che vogliono. Vergognatevi per aver ucciso così facilmente; lunga vita alle donne iraniane". Azmoun, che ha segnato il gol del pareggio 1-1 contro il Senegal, ha cancellato il post ma stamattina ha pubblicato un nuovo messaggio, meno forte, a sostegno delle donne iraniane.

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