Giappone, proteste per i costi dei funerali di Shinzo Abe

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Al centro delle polemiche i quasi 12 milioni di dollari spesi fra cerimonie, sicurezza e accoglienza degli ospiti stranieri

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Reduci dalle esequie della regina Elisabetta e dall'Assemblea Generale dell'Onu, molti leader si ritroveranno il 27 settembre a Tokyo per i funerali di Stato dell'ex premier giapponese Shinzo Abe. Ma se a Londra la morte della monarca ha unito l'intero Paese, la figura di Abe appare più divisiva. Il suo assassinio l'8 luglio scorso ha sconvolto i giapponesi, in un Paese poco abituato ad omicidi politici, con folle di cittadini che hanno espresso pubblicamente il loro dolore.  Ma il funerale di Stato - a cui, per il governo italiano, sarà presente la ministra dell'Università Cristina Messa e poi l'ex premier Matteo Renzi - a molti appare eccessivo e troppo costoso, anche se Abe è stato il premier più longevo della storia del Giappone. E ieri addirittura un uomo di 70 anni si è dato fuoco per protesta davanti all'ufficio del primo ministro.

Le contestazioni

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I funerali privati di Abe si sono svolti il 12 luglio. Poco dopo, sull'onda dell'emozione per l'atto di violenza, e di fronte a condoglianze giunte da tutto il mondo, il premier Fumio Kishida ha annunciato per il 27 settembre i funerali di Stato, un onore concesso in passato ai membri della famiglia imperiale e a un solo premier, Shigeru Yoshida, nel 1967. Ma l'idea non piace a molti giapponesi. Gli enormi costi dell'evento - l'equivalente di quasi 12 milioni di dollari fra cerimonie, sicurezza e accoglienza degli ospiti stranieri - hanno provocato forti polemiche. Il Partito democratico costituzionale, una delle principali forze dell'opposizione, ha annunciato che boicotterà le esequie, mentre un recente sondaggio evidenzia un 60% di cittadini contrari ai funerali di Stato, con il 75% che ne critica i costi.

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