Ucraina, caso Bucha all'Onu. Metsola chiede embargo gas: "Mai più dipendenti dalla Russia"

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Le immagini delle fosse comuni e delle esecuzioni sommarie nei territori riconquistati dalle forze ucraine intorno a Kiev hanno provocato dure reazioni in tutto il mondo. Se ne parlerà anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Presidente del Parlamento europeo invoca anche l'embargo energetico contro Mosca, ma Berlino frena, e anche l'Austria si dice contraria a nuove sanzioni sul gas. Di Maio: "L'Italia non porrà veti"

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Se è unanime la condanna dell'Occidente alle immagini di Bucha - con le notizie di esecuzioni sommarie e fosse comuni nei territori riconquistati dalle forze ucraine intorno a Kiev - non è altrettanto unitaria la posizione sulla riposta da dare alla Russia (GUERRA UCRAINA: LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI). Si rilanciano ipotesi di nuove e più incisive sanzioni anche energetiche contro Mosca - che nega la responsabilità di quanto accaduto - rafforzando allo stesso tempo la volontà di portare i responsabili di questi crimini di guerra davanti alla giustizia internazionale: domani il caso di Bucha sarà sal tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Temi che saranno affrontati dalla prossima riunione del Coreper, il comitato che raggruppa gli ambasciatori dei 27 presso l'Ue, fissata per mercoledì. Mentre già lunedì e martedì nel Lussemburgo l'impatto economico della crisi sarà al centro dei lavori dei ministri delle Finanze dell'Eurogruppo e dell'Ecofin. E mercoledì e giovedì spetterà al Consiglio Atlantico, riunito a livello di ministri degli Esteri, fare il punto sulla posizione della Nato. "L'Europa deve" staccarsi "dalla fornitura di energia russa, applicando un embargo vincolante", ha detto la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiarisce: "L'Italia non porrà veti su sanzioni al gas russo". E anche da Oltreoceano il presidente Usa Joe Biden annuncia che la sua amministrazione sta studiando nuove sanzioni, mentre il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, assicura che nei colloqui tra gli Usa e gli alleati  europei sulle nuove sanzioni ci sono anche opzioni  che riguardano l'energia russa.

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Riprende quindi quota l'ipotesi di un nuovo giro di vite contro Mosca attraverso l'adozione da parte dell'Ue di un quinto pacchetto di sanzioni che potrebbe comprendere anche le forniture di gas. Kiev lo chiede a gran voce al G7 e all'Ue e i tre Paesi baltici membri dell'Unione hanno già fatto sapere di essere pronti ad agire anche per interrompere gli approvvigionamenti di gas, petrolio e carbone dalla Russia. La Lituania ha annunciato che ha bloccato le sue importazioni energetiche e la premier estone Kaja Kallas ha chiesto che si proceda rapidamente tutti su questa strada. L'Europa resta poi ferma nel dire 'no' al pagamento del gas russo in rubli mentre sul tavolo dei 27 ci sono anche misure meno pesanti, come l'estensione della sospensione da sistema Swift di altre banche russe, il divieto di ingresso delle navi russe nei porti occidentali e il blocco della fornitura di materiali e apparecchiature tecnologiche. Secondo il Financial Times "ulteriori sanzioni alla Russia proposte da alcuni Stati membri" dell'Unione europea "includono misure più individuali, il blocco delle navi russe dai porti dell'Ue, più restrizioni alle esportazioni e embargo sul carbone russo, petrolio o gas, a lungo richieste dall'Ucraina, ma su cui alcune nazioni europee hanno fatto resistenza".

Metsola: "Embargo energetico, basta dipendere dalla Russia"

"A Bucha e non solo ci sono stati dei crimini di guerra e noi faremo di tutto per non lasciarle impunite - ha detto la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola aprendo la plenaria a Strasburgo - Abbiamo bisogno di un pacchetto forte di sanzioni ora. I colpevoli non devono trovare scappatoie, questa invasione russa deve essere quella più costosa mai fatta per Mosca. L' Ue deve adottare una formula di 'zero dipendenza' dalla Russia', anche con l'embargo energetico". "Le atrocità commesse dall'esercito russo in Ucraina sono terribili, scandalose e vergognose", ha sottolineato Metsola ricordando che, con il suo viaggio a Kiev della scorsa settimana, "ho voluto dimostrare la vicinanza del Parlamento europeo a quello ucraino". "Noi dobbiamo dare più sostegno all'Ucraina - ha aggiunto - e ciò significa aiuto logistico, più sostegno umanitario, più attrezzature militari. Tutte cose di cui loro hanno disperatamente bisogno e non dobbiamo ignorarli".

Dombrovskis: "Per la Commissione nulla è fuori discussione"

"Dobbiamo aumentare la pressione sulla Russia e aumentare il sostegno per l'Ucraina" e "per la Commissione Ue nulla è fuori discussione", ha detto anche il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, prima dell'Eurogruppo a Lussemburgo, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un embargo sul petrolio russo. "È molto chiaro che come Ue dobbiamo fare di più per fermare questa guerra e queste atrocità, quindi la Commissione europea sta già preparando il prossimo pacchetto di sanzioni" e "tutti gli Stati membri saranno in grado di decidere sui prossimi passi ambiziosi" da compiere.

Lo stop di Germania e Austria

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La Germania però afferma che "non è possibile" per il momento interrompere l'import di gas dalla Russia. "Dobbiamo tagliare tutte le relazioni economiche con la Russia, ma al momento non è possibile interrompere le forniture energetiche, abbiamo bisogno di un po' di tempo", ha detto il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner al suo arrivo a Lussemburgo per una riunione dei ministri dei Paesi dell'area euro. Stessa posizione espressa dall'Austria, che "non è a favore di nuove sanzioni" contro Mosca "legate al gas. Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste", ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Quanto sta accadendo in Ucraina "è estremamente duro, ma quando si parla di sanzioni bisogna restare freddi e se una sanzione ti danneggia di più dell'altra parte allora non è la direzione giusta", ha evidenziato Brunner.

Il massacro a Bucha

"La Russia sta compiendo un genocidio per spazzare via l'interna nazione Ucraina", ha denunciato il presidente Volodomyr Zelensky dopo che il suo ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, aveva parlato di un "massacro deliberato" compiuto dall'esercito russo a Bucha, località a circa 60 chilometri a nord-ovest di Kiev. Finora sono stati recuperati 410 corpi. Mosca attribuisce le notizie a una montatura organizzata da Kiev con foto truccate. Ma dall’Ue arrivano dure condanne. Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel e la presidente del Pe Roberta Metsola hanno sottolineato l'esigenza di adottare nuove e più dure sanzioni contro la Russia. Ursula von der Leyen e il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, hanno poi sollecitato un'inchiesta indipendente su quanto accaduto da avviare al più presto. Con l'obiettivo, ampiamente condiviso a Bruxelles, di portare davanti al Tribunale penale internazionale dell'Aja i responsabili di massacri classificabili come crimini di guerra. 

Dura condanna dall’Ue

Condanne anche da Macron, Scholz e Draghi. Il presidente francese ha detto di essere "favorevole" a nuove sanzioni Ue contro la Russia. "Ci sono indicazioni molto chiare di crimini di guerra" a Bucha, ed è "più o meno stabilito che è stato l'esercito russo" che era presente lì. Il premier italiano ha detto che "la crudeltà dei massacri di civili inermi è spaventosa e insopportabile. Le autorità russe dovranno rendere conto di quanto accaduto". Papa Francesco, durante la sua visita a Malta, si è nuovamente scagliato contro quella che ha definito una "guerra sacrilega". Ed anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg hanno denunciato le atrocità di Bucha invitando a non fidarsi del ritiro annunciato da Mosca. 

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