Ucraina, italiano bloccato a Nord di Kiev: la Farnesina segue il caso di Andrea Cisternino

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L'ex fotografo romano, residente in Ucraina da 13 anni, gestisce un rifugio per animali. Si trova in una posizione non semplice da raggiungere ed è stato contattato dal personale diplomatico

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Andrea Cisternino è rimasto bloccato in un'area circondata da truppe russe. Lo confermano fonti della Farnesina che, attraverso la sua unità di crisi e l'Ambasciata italiana operativa a Leopoli, sta seguendo "con attenzione" il caso. Secondo le ultime informazioni, Cisternino si trova a nord di Kiev, in una posizione non semplice da raggiungere ed è stato contattato dal personale diplomatico. Vlada Shalutjko, sua moglie, ha lasciato il Paese dieci giorni fa mentre lui, residente in Ucraina da 13 anni, è rimasto a gestire insieme a quattro collaboratori il rifugio che accoglie 453 animali di tutte le specie  (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE).

L'allarme della moglie

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''Mio marito aveva fatto delle scorte prima dell'inizio della guerra, ma ora sono finite. E ci sono da sfamare quattrocento tra cani, gatti, pecore, cavalli, mucche e altri animali'', racconta Vlada Shalutko, moglie di Cisternino, spiegando che insieme al marito gestisce il KJ2, un ''rifugio per animali salvati dal macello e dai maltrattamenti''. L'acqua è finita, resta solo quella non potabile di un pozzo lì vicino. Le scorte di cibo sono terminate, a partire dalla farina. Manca anche l'elettricità, se non quella fornita da un piccolo generatore, alimentato dal gasolio che è ormai agli sgoccioli. È l’allarme lanciato dalla donna.

"Serve accordo con i russi per far arrivare la CRI"

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"La situazione è tragica. L'ultima volta che lo ho sentito è stato 48 ore fa, mi ha mandato un messaggio per dirmi che sono vivi” ha detto ieri Shalutko. “Ci stiamo attivando per far arrivare la Croce Rossa per portare viveri, ma serve l'accordo con i russi". Il rifugio Kj2 si trova a 45 minuti dalla capitale, nei pressi del villaggio di Lisovychi, ormai quasi disabitato ed è diventato un riferimento come riparo per gli animali della gente che scappa. Prima della guerra Cisternino raccontava sui social la vita nella sua fattoria, con immagini e video di caprette saltellanti, cani raccolti per strada e curati, mucche al pascolo. Poi ha scritto alcuni post sulle notti insonni per i bombardamenti e i colpi di artiglieria e da qualche giorno le comunicazioni si sono interrotte. Finora Cisternino era riuscito a prendere la linea telefonica salendo sul tetto del rifugio dove c'era un po' di campo.

Andrea Cisternino (foto da Facebook)

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