Come potrebbe evolvere la guerra in Ucraina: i timori dei Paesi dell'Est
Alcuni politici e analisti temono che Putin non miri solo a Kiev, ma voglia attaccare anche altri Paesi. I motivi di queste preoccupazioni sono svariati, ma nessuno sa con certezza quali siano i piani del presidente russo e non è detto che l'appartenenza di alcuni Stati alla Nato sia un deterrente
L’esplosione del conflitto ucraino, da molti considerato improbabile fino a pochi giorni prima dell’invasione del Paese da parte della Russia, sta costringendo l’Europa a ripensare la sua sicurezza. Quello che si sta cercando di capire è fino a che punto voglia spingersi il presidente russo Vladimir Putin e se le sue aspirazioni rappresentino una minaccia anche per altri Stati
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Del tema si è tornati a parlare anche martedì primo marzo, quando alcuni giornalisti hanno ripreso su Twitter un video in cui si vede il presidente bielorusso Alexander Lukashenko spiegare una cartina durante un incontro del consiglio di sicurezza. Come ha fatto notare il reporter bielorusso Tadeusz Giczan, “sembra una mappa dell’invasione” e mostra la direzione degli attacchi
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Tutto sembra rispecchiare quanto sta accadendo, ma c’è un elemento in più: un attacco da Odessa alla Transnistria, un territorio che appartiene di fatto alla Moldavia ma si è proclamato indipendente dopo una rivolta organizzata da alcuni abitanti russofoni nel 1990. È nota anche come Repubblica Moldava di Pridniestrov e non è riconosciuta dalla comunità internazionale, così come non lo sono la Crimea e le repubbliche separatiste del Donbass
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A questo punto non si sa ancora se la cartina sia un indizio delle prossime mosse russe o, al contrario, un tentativo di depistaggio. La Transnistria presenta, però, alcune peculiarità e su La Repubblica il generale Claudio Graziano ha parlato di altri aspetti che potrebbero rendere questo territorio e, più in generale, la Moldavia vulnerabile
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“Non c’è stata piena percezione del disegno russo e adesso dovremo affrontare una contrapposizione permanente che avrà protagonisti a lungo termine. I Paesi Baltici sono parte della Ue e della Nato, mentre Moldavia e Georgia, che erano parte dell’Urss, non hanno lo scudo di alleanze”, ha detto il generale
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Ma perché la Moldavia e i Paesi baltici dovrebbero rientrare nelle mire russe? Come ricorda la Bbc, Mosca non pretende solo che l’Ucraina non entri mai a far parte della Nato, ma che si torni alla situazione del 1997, quando molti dei Paesi dell’Est Europa non vi avevano aderito
Non solo. L’anno scorso, prosegue la Bbc, il presidente russo Putin ha descritto il collasso dell’Unione sovietica come la “disintegrazione della Russia storica”. Se quello a cui aspira è ricostituirla, nessuno dei Paesi che erano sotto la sua influenza può dirsi al sicuro
I Paesi Baltici, evidenzia il sito del servizio pubblico canadese CBC, sono stati sotto il controllo di Mosca per oltre 200 anni e parte della loro popolazione è russa o russofona. Queste minoranze, si spiega, sono ben integrate ma non sono mancati momenti di tensione come nel 2007, quando centinaia di persone sono insorte contro un piano del governo estone che prevedeva di spostare un memoriale. Allora, la Russia fu sospettata di essere dietro alla protesta e ad alcuni cyber attacchi su larga scala
“Quando sentiamo Putin umiliare l’Ucraina e dire che è uno Stato senza storia, ci vengono in mente le stesse cose che sono state ripetute sulle ex repubbliche sovietiche per anni”, ha detto l’analista Nerijus Maliukevicius a CBC. Anche per questo, il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis (in foto) ha definito quella per l’Ucraina una battaglia per l’Europa. “Se Putin non verrà fermato, andrà avanti”, ha detto
I timori, spiega il New York Times, riguardano soprattutto il corridoio di Suwalki, una striscia di terra che connette la Polonia alla Lituania e, soprattutto, separa la Bielorussia da Kaliningrad dove ha sede la flotta della marina russa che opera nel Baltico. Se il conflitto ucraino si espandesse e la Russia riuscisse a prenderne possesso, i Paesi Baltici verrebbero “isolati”
Le preoccupazioni degli analisti e dei politici sono anche quelli di parte della popolazione, come dimostrano alcune interviste del Guardian a persone che vivono in questi territori ma anche in Polonia e Romania
Poco dopo l’avvio dell’operazione russa in Ucraina, il presidente romeno Klaus Iohannis ha detto alla popolazione: “Vi assicuro che nessun romeno dovrebbe temere per la sua sicurezza e quella della sua famiglia. Mai nella storia la Romania è stata più protetta di quanto sia ora da una possibile aggressione e non verrà trascinata nel conflitto militare in Ucraina”
Uno dei motivi di questa “tranquillità” è l’articolo 5 della Nato, che impegna ciascun Paese dell’alleanza a intervenire in soccorso nel caso in cui uno Stato membro venga attaccato. Oana Popescu-Zamfir, un’esperta di politica estera interpellata da Al Jazeera, ritiene però che il Paese continui a essere “un’area estremamente vulnerabile” per via del Mar Nero dove si affacciano anche la Russia, l’Ucraina, la Georgia e la Turchia
Al momento, c’è solo una certezza. La Nato si è rifiutata di ritirare le truppe da alcuni dei suoi Stati membri - come pretendeva la Russia - e ha deciso di rafforzare il fronte Est dove, ha detto il segretario generale Jens Stolteberg, “sono già state inviate migliaia di truppe”. Inoltre, è stato attivato un piano che “dà maggiore autorità ai comandanti in campo”. Il tutto, ha sottolineato Stoltenberg, a scopo deterrente. “Noi siamo pronti, ma la nostra è un Alleanza preventiva, non vogliamo un conflitto”