L'ex leader birmana è stata dichiarata colpevole di importazione illegale di walkie-talkie. La sentenza è arrivata in una parte del processo a suo carico, al termine del quale rischia decenni di detenzione
L'ex leader civile della Birmania, Aung San Suu Kyi ,è stata condannata a quattro anni di carcere in una parte del processo a suo carico al termine del quale rischia decenni di detenzione. Lo si apprende da una fonte vicina al caso. Suu Kyi, agli arresti domiciliari dopo il colpo di Stato del primo febbraio 2021, è stata dichiarata colpevole di importazione illegale di walkie-talkie e per violazione della legge sulle comunicazioni. Era già stata condannata a dicembre a quattro anni di reclusione per aver violato le restrizioni sul coronavirus, pena ridotta a due anni dalla giunta.
Rischia fino a 89 anni di carcere
Aung San Suu Kyi dovrà rispondere di altre sette accuse che potrebbero costarle fino ad altri 89 anni di reclusione. "La Signora" è detenuta agli arresti domiciliari nella capitale Naypyidaw, e di lei non sono stati diffuse immagini dal golpe dello scorso febbraio.