Elezioni in Uganda, Bobi Wine sfida Museveni. Lo scenario politico

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Il 15 gennaio nel Paese africano si svolgono le elezioni generali per scegliere il presidente e i membri del Parlamento. L’attuale leader 81enne Yoweri Museveni, al potere dal 1986, punta al settimo mandato. Il principale sfidante è Robert Kyagulanyi Ssentamu, un popolare musicista conosciuto con il nome d’arte Bobi Wine. In questi mesi si sono verificati numerosi episodi di repressione contro le opposizioni. E da qualche giorno è in vigore il blocco dei servizi internet

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Giovedì 15 gennaio in Uganda si tengono le elezioni generali con cui verranno scelti il presidente e i membri del Parlamento. Per le presidenziali vige un sistema elettorale a doppio turno: vince al primo turno il candidato con almeno il 50% + 1 dei voti. I limiti di mandato sono stati aboliti nel 2005: l’attuale leader 81enne Yoweri Museveni, al potere dal 1986, si è ricandidato e punta al settimo mandato. Il principale sfidante è Robert Kyagulanyi Ssentamu, popolare musicista conosciuto con il nome d’arte Bobi Wine. Secondo gli ultimi sondaggi, Museveni dovrebbe spuntarla ancora una volta, in parte grazie al suo controllo totale sugli organi statali e di sicurezza. Intanto, dal 13 gennaio nel Paese è ufficialmente blocco totale di Internet, per prevenire "disinformazione" e "incitamento alla violenza", ha spiegato la Commissione per le Comunicazioni dell'Uganda. Per il Parlamento vengono assegnati i 529 seggi (LE PRINCIPALI ELEZIONI NEL MONDO NEL 2026).

Chi sono i candidati

Il presidente Yoweri Museveni, lo scorso luglio è stato designato come unico candidato del suo partito, il National Resistance Movement (NRM). E mira a ottenere un nuovo mandato. In conferenza stampa ha detto che altri 5 anni al potere gli consentiranno di rafforzare la sicurezza, migliorare le infrastrutture e ampliare assistenza sanitaria e istruzione. Gli altri candidati alla presidenza sono Robert Kasibante del National Peasant Party (NPP), Joseph Mabirizi del Conservative Party (CP), Gregory Mugisha Muntu dell’Alliance for National Transformation (ANT), Robert Kyagulanyi Ssentamu del National Unity Platform (NUP), Munyagwa Mubarak Sserunga del Common Man’s Party (CMP), James Nathan Nandala Mafabi del Forum for Democratic Change (FDC) e Frank Bulira Kabinga del Revolutionary People’s Party (PPP).

La sfida Museveni-Bobi Wine

Il principale rivale per Museveni è Robert Kyagulanyi, noto come Bobi Wine, 43 anni, cantante e rapper che si è lanciato in politica e ha un grande seguito tra i giovani. Si candidò già nel 2021, quando venne sconfitto da Museveni. All’epoca non accettò il risultato parlando di irregolarità e brogli. Presentò anche una petizione alla Corte Suprema, ma in seguito la ritirò. Nelle ultime settimane è riuscito ad attirare grandi folle ai suoi comizi, nonostante la violenta repressione delle forze di sicurezza.

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La campagna elettorale e le repressioni

In questi mesi si sono registrati numerosi episodi di repressione nei confronti dell’opposizione, tra rapimenti di esponenti politici, arresti mirati (come quello dell’avvocata e attivista per i diritti civili Sarah Bireete), minacce e pressioni per condizionare gli elettori. Il NUP, Piattaforma per l’Unità Nazionale, principale forza di opposizione ha denunciato a ottobre l’arresto di 10 suoi membri mentre molti altri sono stati accusati di vari reati. Il 6 dicembre 2025, Bobi Wine e diversi sostenitori e membri dello staff sono stati aggrediti e picchiati dalle forze di sicurezza durante la campagna elettorale a Gulu. Amnesty International parla di un uso eccessivo della forza, oltre 400 arresti arbitrari, maltrattamenti e torture. Diverse iniziative del candidato Bobi Wine sono terminate con tafferugli con le forze dell’ordine. All'ultimo comizio di Museveni, i giornalisti stranieri hanno visto il loro accesso negato, nonostante fossero accreditati dal governo, e alcuni sono stati minacciati di arresto.

Il blackout di Internet

L'opposizione ugandese lamentava il blocco di Internet già da giorni prima che venisse annunciato ufficialmente, anche se il governo negava: "Le affermazioni che suggeriscono il contrario sono false, fuorvianti e intese a causare inutili paure e tensioni tra l'opinione pubblica", si spiegava il 5 gennaio. Bobi Wine aveva anche fatto appello direttamente a Elon Musk, esortandolo a intervenire in seguito alla disconnessione dei servizi della sua Starlink in Uganda (avvenuta da inizio 2026). Il leader della National Unity Platform ha accusato il governo di sfruttare l'interruzione per soffocare la comunicazione e minare la partecipazione democratica al voto. In precedenza, in previsione del blackout di Internet, Wine aveva invitato i suoi sostenitori a scaricare un’app di messaggistica peer-to-peer decentralizzata che funziona interamente su reti Bluetooth.

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