Kazakistan, 2.300 arresti: 18 morti e 748 feriti tra le forze dell'ordine

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Nel Paese due giorni fa sono scoppiati violenti scontri dopo l’annuncio dell'aumento dei prezzi del gas. Un portavoce delle forze dell’ordine: “Le forze estremiste hanno tentato di prendere d'assalto gli edifici amministrativi e alcuni dipartimenti di polizia. Decine di assalitori sono stati eliminati”. Mosca: inviate le prime truppe della "forza di pace" promesse dall’alleanza Csto. Ue: "Sia rispettata la sovranità"

Il governo ad interim del Kazakistan ha annunciato di aver imposto un calmiere per 6 mesi sul prezzo del gas, il cui incremento ha dato il via alle violente rivolte che da due giorni proseguono nella repubblica centroasiatica e che hanno causato decine di morti. In una nota il governo afferma di aver preso la misura "urgente" per "stabilizzare la situazione socio-economica" in un Paese in cui il Gpl è largamente usato come carburante per le automobili. Arrestate 2.300 persone per gli scontri nella sola capitale economica Almaty. Tra soldati e agenti della polizia sono 18 le vittime e 748 i feriti. Oltre mille persone sono rimaste ferite in due giorni, di cui almeno 400 ricoverate in ospedale e 62 in terapia intensiva: lo ha annunciato il viceministro della Sanità kazako, Azhar Guiniyat, all'emittente tv Khabar-24, citato dall'agenzia di stampa Tass.

“Decine di assalitori eliminati”

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"Decine" di manifestanti sono stati uccisi dalla polizia in Kazakistan durante la notte. "La scorsa notte le forze estremiste hanno tentato di prendere d'assalto gli edifici amministrativi e il dipartimento di polizia di Almaty, oltre a dipartimenti e posti di polizia locali", ha dichiarato il portavoce della polizia della repubblica centroasiatica ex sovietica, Saltanat Azirbek, citato da Interfax-Kazakhstan, Tass e Ria Novosti. "Decine di assalitori sono stati eliminati e le loro identità sono in corso di accertamento", ha dichiarato Azirbek, che ha definito la loro uccisione un’"operazione antiterrorismo". Immagini diffuse sui media e sui social locali mostrano negozi saccheggiati e alcuni edifici amministrativi presi d'assalto e dati alle fiamme. Un video diffuso dall'agenzia Tass e che circola sui media e sui social mostra soldati in assetto di guerra mentre sparano con i fucili ad altezza d'uomo, presumibilmente contro i manifestanti, che però non sono visibili nell'inquadratura.

"Protetti cittadini e investimenti stranieri"

Il Kazakistan, ha detto il ministero degli Esteri in una nota diffusa anche dall'ambasciata del Paese centroasiatico a Roma, si trova a far fronte a "un'invasione armata di gruppi terroristici preparati all'estero", come testimoniano gli assalti a vari uffici governativi e all'aeroporto di Almaty, e per questo ha chiesto l'aiuto degli altri Paesi membri dell'Organizzazione del trattato collettivo di sicurezza (Csto) guidato dalla Russia. Nella nota si sottolinea che queste azioni si sono sviluppate dopo le proteste cominciate per l'aumento dei prezzi del Gpl nella provincia occidentale di Mangystau, alle quali le autorità hanno risposto riducendo i prezzi e introducendo una moratoria sull'aumento dei prezzi per i prodotti alimentari di prima necessità, carburante, lubrificanti e utenze. Inoltre, "tutte le persone arrestate nei primi giorni delle proteste sono state rilasciate", si aggiunge nella nota. "Lo Stato - afferma ancora il comunicato - continuerà a garantire i diritti e gli interessi di tutti i rappresentanti del nostro popolo multietnico e multiconfessionale, nonché la sicurezza dei cittadini stranieri nel Paese, compresi il corpo diplomatico e i giornalisti. Gli investimenti esteri e gli affari delle società straniere saranno protetti".

Inviate le prime truppe da Mosca e alleati

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Intanto le prime truppe della "forza di pace" promesse daIl’alleanza Csto, che raggruppa Russia, Kazakhstan Armenia, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan, sono state inviate in territorio kazako, fa sapere Mosca. "Una forza collettiva di pace dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto) è stata inviata in Kazakistan per un periodo limitato per stabilizzare e normalizzare la situazione", ha dichiarato l'alleanza in un comunicato diffuso dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Ue: "Truppe Mosca e alleati rispettino sovranità"

L'intervento delle truppe russe e degli alleati "dovrebbe rispettare la sovranità e l'indipendenza del Kazakistan", ha detto una portavoce Ue per gli Affari esteri. "L'Ue condanna gli atti di violenza avvenuti ad Almaty e deplora la perdita di vite umane", ha detto la portavoce, facendo appello affinché la violenza cessi e invitando alla "moderazione" e a una "risoluzione pacifica" della crisi. Anche il Regno Unito ha espresso preoccupazione per la crisi, appellandosi alle parti perché facciano cessare la violenza e raggiungano una "soluzione pacifica". "Facciamo urgentemente appello contro ogni ulteriore escalation della violenza e vogliamo vedere una soluzione pacifica", ha dichiarato un portavoce del primo ministro, Boris Johnson.

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