Caso Epstein, il miliardario pagò 500.000 dollari a un'accusatrice del principe Andrea

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Il terzogenito della Regina si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda che portò all’arresto dell’amico. Una causa intentata da una presunta vittima nei suoi confronti potrebbe ora essere archiviata, ma la sua immagine ne esce compromessa

Il principe Andrea, figlio della regina Elisabetta, ha sempre smentito di aver violentato Virginia Giuffre, una ragazza all'epoca dei fatti minorenne, coinvolta nel traffico sessuale che portò all’arresto dell’amico e miliardario Jeffrey Epstein nel luglio 2019. Nelle ultime ore è emerso un dettaglio che potrebbe evitargli di affrontare una causa civile per molestie sessuali intentata nei suoi confronti.

 

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La notizia riguarda un patteggiamento, risalente al 2009, tra Epstein e la presunta vittima, che ricevette 500mila dollari. Secondo i legali di Andrea, questo accordo gioca a favore del principe in quanto impedirebbe alla ragazza di procedere per via civile nei suoi confronti e dovrebbe portare all’archiviazione della causa intentata lo scorso agosto per molestie sessuali. Nel patteggiamento tra la ragazza ed Epstein, il principe non viene infatti nominato ma si fa riferimento a "qualsiasi altra persona o entità" che avrebbe potuto essere un potenziale imputato. Ansa riferisce che i legali avevano parlato di questo documento già lo scorso ottobre, spiegando che “Epstein aveva negoziato un accordo che copriva le altre persone identificate dalla vittima come potenziali target di altre azioni legali a prescindere dal loro merito".

L'immagine compromessa

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La reputazione del principe è, però, sempre più compromessa. Il sergente Julian Perreira, veterano del corpo d’elite delle Grenadier Guards, ha usato le colonne del Times per chiederne pubblicamente le dimissioni da comondante d’onore. L’incarico, che il principe aveva ereditato dal padre Filippo, è uno dei pochi che tuttora riveste. Già dalla fine del novembre 2019, ha infatti smesso di partecipare a impegni pubblici per conto della famiglia reale. Una decisione che, secondo il corrispondente di BBC per la famiglia reale, Jonny Dymond, non ha precedenti nella storia recente della famiglia reale.

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