Volkov, il portavoce di Navalny, a Sky TG24: ecco cosa può fare l'Europa con Putin

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Leonid Volkov, a Strasburgo per ritirare il premio Sakharov per conto del leader dell'opposizione russa, detenuto, lancia un appello affinché Putin venga colpito dalle sanzioni. Intanto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen avvisa la Russia: previste nuove dure sanzioni contro Mosca se non procede a una de-escalation sulla crisi Ucraina

I leader europei trattino Putin come un terrorista internazionale e non come un interlocutore. È l'appello del portavoce di Alexey Navalny, Leonid Volkov che nelle prossime ore ritirerà al Parlamento europeo a Strasburgo il premio Sacharov assegnato al dissidente russo attualmente in prigione in Russia. Le attuali condizioni di salute di Navalny "sono stabili", ma il regime carcerario a cui è sottoposto è di "isolamento durissimo", ha ricordato Volkov, spiegando che sulla sua testa pendono sei nuovi capi d'imputazione, che potrebbero "far triplicare la sentenza di carcerazione del dissidente".

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Navalny è "un prigioniero personale di Vladimir Putin" e la sua libertà dipende solo dalla volontà del presidente russo, ha chiosato il portavoce sottolineando che la sua detenzione "non trova giustificazioni giuridiche". Per liberarlo l'unica soluzione è "costringere Putin", ha proseguito Volkov. La parola d'ordine dunque è "fare pressione", proprio "laddove si può più può ferire Putin", in altre parole sanzionare la cerchia più stretta di suoi collaboratori. L'organizzazione guidata da Navalny ha infatti pubblicato una lista di 35 individui che, secondo gli attivisti, sono legati a doppio filo al Cremlino e che fungono da prestanome per conti correnti esteri in cui si nascondono le ricchezze di Putin.

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"Congelate quei fondi e Putin tratterà", ha sentenziato Volkov. L'attivista ha usato il palcoscenico europeo anche per mettere in guardia Bruxelles "contro il ricatto di Putin sull'Ucraina", che a detta di Volkov "è solo una minaccia per costringere l'occidente a negoziare con il Cremlino sotto la minaccia di un bagno di sangue". Una proposta da respingere con decisione prediligendo invece la scelta di ulteriori sanzioni, "che isolino politicamente Putin il più possibile".

La posizione europea

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Dura presa di posizione dell’Ue. “Con Mosca”, ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo. "Vogliamo buone relazioni, ma ciò dipende prima di tutto dal comportamento della Russia. La nostra risposta a qualsiasi ulteriore aggressione”, ha proseguito Von Der Leyen, “può assumere la forma di un robusto aumento ed ampliamento delle sanzioni esistenti e, naturalmente, siamo pronti ad adottare ulteriori misure senza precedenti con gravi conseguenze per la Russia".

“Soprattutto”, ha concluso la presidente della Commissione “invito la Russia a ridurre la tensione per attivare i canali diplomatici".

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