Afghanistan, 007 Usa: Al Qaeda può tornare in 12-24 mesi

Mondo

Raffaella Cesaroni

L’allarme arriva dai servizi segreti statunitensi. Dopo il ritiro delle truppe dal Paese, i segnali di una minaccia concreta

Equilibri instabili e minacce concrete arrivano dall’Afghanistan riconquistato dai Talebani. Mentre notizie riportate dai media – la BBC in lingua Pastho – riferiscono di una violenta lite scoppiata sulla composizione del nuovo governo, all’interno del Palazzo presidenziale, tra il cofondatore del gruppo, il mullah Abdul Ghani Baradar e uno dei membri del gabinetto, Khalil ur-Rahman Haqqani, diventato ministro per i rifugiati e figura di spicco della Rete militante omonima, sono gli 007 americani a lanciare l’allarme per un concreto ritorno di Al Qaeda in Afghanistan. 

Il ritiro Usa dall’Afghanistan

L’uscita di scena delle truppe a stelle e strisce e il sanguinoso ritorno dei talebani hanno creato terreno fertile per il ritorno dei terroristi dell’organizzazione fondamentalista islamica – Al Qaeda – che ha organizzato gli attentati contro l’America dell’11 settembre 2001, di cui solo qualche giorno fa si è commemorato in ventennale.

I movimenti di Al Qaeda

“Stiamo già cominciando a vedere alcune indicazioni di potenziali movimenti di Al Qaeda in Afghanistan” – ha detto in conferenza stampa David Cohen, vicedirettore della Cia, la Central Intelligence americana nelle stesse ore in cui il Segretario di Stato tornava a parlare in audizione al Senato del ritiro delle truppe americane, un rientro in patria ancora una volta difeso da Anthony Blinken. Nello stesso contesto il Segretario di Stato aveva riferito: "I Talebani si sono impegnati ad impedire ai gruppi terroristici, inclusi Al Qaeda e Isis-K, di utilizzare l'Afghanistan come base per operazioni esterne che potrebbero minacciare gli Stati Uniti o i nostri alleati. Li riterremo responsabili di questo. Ciò non significa che faremo affidamento su di loro" – ha dichiarato Blinken, riferendo al Congresso sul caotico ritiro dall'Afghanistan.

Possibile ritorno in 12-24 mesi

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Sui segnali che arrivano dal campo e sul pericolo del ritorno di Al Qaeda in Afghanistan nel giro di uno o due anni è intervenuto nelle ultime ore anche Scott Berrier, direttore della Defence Intelligence Agency, gli 007 della Difesa Usa, durante una conferenza sulla sicurezza nazionale e l'intelligence. Secondo Berrier il movimento islamista – fondato e guidato fino alla morte nel 2011 da Osama Bin Laden – potrebbe rappresentare "una significativa minaccia per l'America".

L'intervento del Generale Portolano

Su Afghanistan, governo talebano e rischio di un ritorno di Al Qaeda è intervenuto anche il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, rispondendo alle domande a margine della Commissione congiunta Esteri e Difesa al Senato sui rapporti dei talebani con il Pakistan. "I talebani oggi in Afghanistan non sono altro che il frutto dei negoziati di Doha e già dai primi passi si vede che tenderanno a creare una sorta di Stato islamico radicale organizzato e capace di interagire con tutto ciò che li circonda. Questo significa rapporti con il Pakistan, con la Turchia, il Qatar e un atteggiamento molto aperto con la Cina. Quello che è ancora più preoccupante è rappresentato dai rapporti che i talebani tenteranno o riusciranno a mantenere con Al Qaeda e gli elementi della fratellanza musulmana" – ha detto il Generale Portolano. "Se i talebani riusciranno a instaurare rapporti molto forti con Al Qaeda, di cui nel governo già ci sono dei rappresentanti – ha concluso il Generale - si potrà in futuro creare una sorta di spirito di emulazione su fronti nei quali già operiamo”.

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