Ungheria, entra in vigore legge anti Lgbt. Ue sospende l'ok ai fondi del Recovery Plan

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Cresce la tensione tra Europa e Ungheria. La Commissione europea ha momentaneamente sospeso una valutazione positiva sul Recovery plan di Budapest, tenendo in stand-by i sette miliardi di euro richiesti. Bruxelles ha comunque tempo fino al 12 luglio per esprimersi sul Pnrr ungherese. Intanto la ministra della Giustizia, Judit Varga ha dichiarato che l'Ungheria "non ritirerà la legge, anzi, la difenderà con ogni mezzo legittimo"

Scontro aperto tra Ungheria e Bruxelles. Le ultime mosse di Orban hanno provocato la reazione della Commissione europea che ha momentaneamente sospeso una valutazione positiva sul Recovery plan di Budapest, tenendo in stand-by i sette miliardi di euro richiesti. La tensione è scaturita con l’approvazione della legge anti-Lgtb, in vigore domani, legge che l’Ungheria non vuole modificare. Un atteggiamento aspramente criticato dalla Commissione che si appresta ad aprire per questo una procedura d'infrazione. Bruxelles ha comunque tempo fino al 12 luglio per esprimersi sul Pnrr ungherese.

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"La legge adottata in Ungheria ha suscitato forti preoccupazioni tra i leader europei e per questo ho chiesto che se ne parlasse al Consiglio. I diritti Lgbt non sono una questione marginale, sono un esempio concreto di come la società si comporta con la diversità e riguarda i nostri pensieri, le nostre concezioni più intime, nella Ue non discriminiamo bensì integriamo". Sono le parole pronunciate dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel al dibattito in plenaria al Parlamento europeo sulle conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo. "La discussione era necessaria, difficile e carica di emozioni", ha aggiunto Michel.

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"Se l'Ungheria non aggiusterà il tiro la Commissione userà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei trattati, dobbiamo dirlo chiaramente noi ricorriamo a questi poteri a prescindere dallo stato membro" ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al dibattito al Parlamento europeo.

"I capi di stato e di governo hanno condotto una discussione molto personale ed emotiva sulla legge ungherese, praticamente l'omosessualità viene posta a livello della pornografia, e questa legge non serve alla protezione dei bambini, è un pretesto per discriminare. Questa legge è vergognosa" ha aggiunto la presidente.

Ministra Giustizia ungherese: "Non ritireremo legge, la difenderemo"

L'Ungheria "non ritirerà la legge, anzi, la difenderà con ogni mezzo legittimo". E' quello che ha affermato la ministra della Giustizia, Judit Varga, in risposta all'annuncio della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Strasburgo, di voler avviare una procedura d'infrazione contro Budapest per la norma anti-Lgtb. "L'Ungheria è attaccata in modo brutale e antidemocratico da molti governi europei e dirigenti di istituzioni europee a proposito della legge per la difesa dei minori. E' inaccettabile che il diritto europeo sia usato per battaglie ideologiche", commenta in un comunicato.

Portavoce Orban: "Dibattito all'Eurocamera parata da circo"

Non si è fatta attendere la reazione dell'Ungheria. Zoltan Kovacs, il portavoce del premier ungherese Viktor Orban, ha scritto su Twitter: "Che peccato! Il cosiddetto dibattito oggi al Parlamento europeo sulla legge sulla protezione dell'infanzia in Ungheria e' stata una parata da circo, un nuovo livello di imperialismo coloniale e morale, un attacco all'Ungheria e Orbanofobia". 

Gentiloni: "In Pnrr Ungheria valutiamo rispetto stato diritto"

La Commissione Ue sta valutando il Pnrr dell'Ungheria soprattutto sul rispetto delle raccomandazioni Ue 2019-2020, tra cui rispetto dello stato di diritto, corruzione, indipendenza dei giudici. Lo ha detto il commissario all'economia Paolo Gentiloni. "Quello che stiamo valutando in particolare per l'Ungheria è il meccanismo di audit, il trattamento equo e non discriminatorio dei beneficiari dei fondi, e le sfide delle raccomandazioni Ue sullo stato di diritto come corruzione, indipendenza della magistratura, aumento della concorrenza". Lavoriamo "per chiudere la discussione al piu' presto ma rispettando le regole", ha aggiunto. 

Giorgia Meloni: “Un inaccettabile ricatto"

"Fonti della Commissione Ue fanno sapere che Bruxelles si appresterebbe a bloccare l'approvazione del Recovery Plan dell'Ungheria. L'ennesimo inaccettabile ricatto politico contro il legittimo governo di una nazione sovrana, reo di voler difendere le proprie prerogative previste peraltro dai trattati vigenti. Si riempiono la bocca di "stato di diritto" ma poi violano trattati e regolamenti pur di colpire Viktor Orban. E lo chiamano "europeismo"", scrive Giorgia Meloni in una nota.

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