Diritti Lgbtq+, Draghi a Orban: Decide l'Ue se Ungheria viola Trattato

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Avvertimento di Bruxelles al governo di Budapest: entro il 30 giugno deve dare "chiarimenti, spiegazioni e informazioni" sulla nuova legge considerata discriminatoria in tema di diritti Lgbtq+. Il presidente del Consiglio ricorda al premier ungherese la storia di oppressione già vissuta dall'Europa. Affrontati anche i temi del rapporto con la Russia e la questione migranti

Ultimatum di Bruxelles all'Ungheria: entro il 30 giugno deve dare "chiarimenti, spiegazioni e informazioni" sulla nuova legge considerata discriminatoria in tema di diritti Lgbtq+.

Anche il premier Mario Draghi nel suo intervento sul tavolo europeo ha attaccato il premier ungherese Viktor Orban, ricordando come l'articolo 2 del Trattato esista per un motivo valido, che riguarda il passato dell'Europa in tema di oppressione dei diritti umani: "Guarda che questo trattato, sottoscritto anche dall'Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso," avrebbe sottolineato il Presidente del Consiglio italiano. "Spetta alla Commissione stabilire se l'Ungheria viola o no il Trattato". Anche il presidente olandese Rutte ha incalzato Orban: "Perché non lasci l'Ue?". La replica di Orban è netta: non usciremo dall'Unione e la salveremo dagli ipocriti.

 

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Altro tema toccado nel vertice Ue è quello dei rapporti con Putin. La posizione europea deve rimanere unita e ferma nei confronti della Russia.  A quanto si apprende sarebbe questa la posizione di Mario Draghi. Il premier pone l'attenzione sul tema dei diritti umani, ricordando alcuni sviluppi preoccupanti come nel caso Navalny. Al contempo la Russia, avrebbe detto Draghi, resta un interlocutore inevitabile per la sua collocazione geografica e per il suo ruolo globale. Bisogna dunque cooperare dove possibile, ma mantenere chiarezza su temi come la violazione dei diritti. Dunque Italia, Francia e Germania sostengono il dialogo con Putin, mentre restano contrari Paesi come Olanda ed Estonia.

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Altro tema caldo affrontato è quello dei migranti: i leader Ue hanno chiesto alla Commissione di presentare un piano in autunno. Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha chiesto per prima cosa al premier Mario Draghi se intendesse intervenire sul tema, o se invece potessero essere approvate le conclusioni così come erano state predisposte. Draghi, a quanto si apprende, ha detto che non aveva nulla da aggiungere a meno che non vi fossero richieste di emendamenti. La proposta è stata approvata immediatamente. 

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