Israele, primo scoglio per governo Bennett: senza maggioranza Knesset su legge controversa

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Prima battuta d’arresto per il governo entrato in carica il mese scorso: in un clima di tensione e di incertezza, dopo una discussione durata tutta la notte, non ha raccolto i numeri necessari per prorogare la norma che impedisce l'estensione automatica della cittadinanza di Israele a palestinesi sposati con cittadini israeliani. La destra, guidata da Netanyahu e all’opposizione per la prima volta da oltre 12 anni, aveva già annunciato che avrebbe votato contro. Delusione fra i ministri

Prima battuta d’arresto, in Israele, per il governo di Naftali Bennett. Ieri, in un clima di tensione e di incertezza, la Knesset si è riunita per discutere la proroga di una legge controversa - che per motivi di sicurezza impedisce l'estensione automatica della cittadinanza di Israele a palestinesi sposati con cittadini israeliani. Nella notte è arrivata la votazione e il governo di Bennett non ha raccolto la maggioranza necessaria.

La proroga non è stata approvata

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Questa votazione rappresentava il primo scoglio per Bennett, entrato in carica il mese scorso. Al centro della discussione c’era l’approvazione della proroga di una norma legale che impedisce l’estensione automatica di cittadinanza e residenza in Israele ai palestinesi di Cisgiordania e Gaza sposati a cittadini arabi israeliani. Dopo un dibattito durato tutta la notte, che ha visto una mobilitazione generale dell'opposizione, il voto si è concluso con un pareggio: 59 voti a favore e 59 contro. La proroga della legge, quindi, non è stata approvata e ciò ha creato un forte senso di delusione fra i ministri del governo Bennett.

Il no della destra guidata da Netanyahu 

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La destra, guidata da Benjamin Netanyahu e all’opposizione per la prima volta da oltre 12 anni, aveva già annunciato che avrebbe votato contro la proroga. La norma era stata approvata in via temporanea nel 2003 in piena Intifada per motivi di sicurezza, e poi sempre estesa, con lo scopo di impedire attentati. Secondo i servizi, infatti, alcuni palestinesi dotati di documenti israeliani avevano preso parte a episodi di terrorismo. La ministra degli interni Ayelet Shaked aveva fatto appello ai partiti di destra affinché rinunciassero in extremis a votare contro. La legge, aveva detto, resta necessaria "per motivi di sicurezza e per ragioni demografiche": per garantire cioè, aveva sottolineato, il carattere ebraico di Israele. Il ministro degli esteri Yair Lapid aveva aggiunto che in parallelo il governo avrebbe dovuto "creare un apposito meccanismo per limitare al massimo le ripercussioni umanitarie" su migliaia di persone oggetto dei provvedimenti restrittivi. La destra, però, non ha cambiato idea e la proroga non è stata approvata.

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