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Venezuela, Delcy Rodriguez: "Caracas si apre a differenze ideologiche"

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La presidente ad interim ha detto che il Paese sta entrando in "una nuova era politica", dopo aver annunciato di aver rilasciato 406 prigionieri politici. Intanto sono riprese le esportazioni da parte della compagnia statale Pdvsa

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Delcy Rodríguez, la presidente ad interim del Venezuela dopo il blitz degli Usa contro Maduro, ha annunciato nel corso di una conferenza stampa, dove ha confermato la scarcerazione di 406 detenuti politici, che Caracas "si apre a un nuovo momento politico che permette la divergenza e le differenze ideologiche". Rodríguez ha precisato che il processo delle scarcerazioni è ancora in corso e che dalla revisione dei casi "sono escluse persone coinvolte in delitti gravi come l'omicidio e il narcotraffico" mentre si valutano invece "i casi relativi a delitti contro l'ordine costituzionale e di incitamento all'odio". Poi ha aggiunto: "Abbiamo già scarcerato 406 persone e il messaggio è molto chiaro. Il messaggio è quello di un Paese che si apre ad un nuovo momento politico che permetta intese nonostante le divergenze e le differenze politiche e ideologiche". La presidente ad interim, affiancata dal fratello Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale, e dal ministro dell'Interno, Diosdado Cabello, ha concluso dicendo: "Questa opportunità è affinchè il Venezuela e il suo popolo possano vedere riflesso un nuovo momento in cui la convivenza, la coesistenza, il riconoscimento dell'altro, permettano costruire ed edificare una nuova spiritualità".

La liberazione di oltre 400 prigionieri

Rodríguez ha quindi deciso di liberare oltre 400 persone nelle ultime settimane nell'ambito di un processo di scarcerazione presentato dal governo come un gesto di "pace" e di "convivenza civile". L'annuncio, fatto martedì dall'esponente chavista durante una sessione parlamentare trasmessa dalla televisione di stato Vtv, non è stato però accompagnato da indicazioni temporali precise né dalla pubblicazione di un elenco ufficiale dei detenuti rilasciati, alimentando dubbi e richieste di chiarimento. Le organizzazioni per i diritti umani forniscono tuttavia stime nettamente inferiori. Secondo la Ong Foro Penal, che monitora i casi dei detenuti considerati politici, fino a martedì 13 gennaio sarebbero state effettivamente liberate tra le 60 e le 70 persone. Le Ong denunciano inoltre la lentezza del processo, la mancanza di trasparenza e la marcata discrepanza tra i numeri diffusi dalle autorità e quelli verificati sul campo.

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Il ritorno su X della presidente ad interim

Stamani, la presidente ad interim è riapparsa su X, apparentemente invertendo la rotta rispetto alla decisione presa da Nicolás Maduro nel 2024 di bloccare la piattaforma nel Paese.  "Riprenderemo i contatti tramite questo canale", ha scritto Rodríguez sul suo account ufficiale. "Il Venezuela rimane saldo, forte e con una consapevolezza storica", ha aggiunto. Nel suo profilo aggiornato, Rodríguez si descrive come "presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela" e aggiunge: "Insieme al Presidente Nicolás Maduro sulla strada di Bolívar e Chávez".Maduro, il presidente deposto e recentemente catturato dagli Stati Uniti, aveva vietato X in Venezuela nell'agosto 2024 dopo uno scontro online con il proprietario del social, Elon Musk. Il suo account ufficiale si è nel frattempo riattivato la notte scorsa con una foto sua e della moglie, Cilia Flores (anch'essa arrestata durante l'operazione Usa), con un testo in spagnolo che recitava: "Sono passati 11 giorni dal loro sequestro" e "#LiVogliamoIndietro". 

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 Il Venezuela riapre i pozzi di petrolio dopo il blocco Usa

Intanto, sempre nella giornata di oggi, la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa ha iniziato a riaprire i pozzi chiusi durante l'embargo statunitense, consentendo la ripresa delle esportazioni di greggio questa settimana. Almeno due superpetroliere sono partite dal Venezuela nelle ultime ore, ciascuna con circa 1,8 milioni di barili di petrolio. Secondo fonti citate da Reuters, si tratterebbe delle prime spedizioni nell'ambito di un accordo di fornitura fino a 50 milioni di barili tra Caracas e Washington. Per diverse settimane, le esportazioni di petrolio venezuelano erano rimaste praticamente ferme, segnando un significativo deterioramento dell'industria petrolifera del Paese, sotto la pressione degli Stati Uniti. Solo Chevron, con autorizzazione speciale, ha continuato a spedire greggio al mercato Usa, seppur in volumi ridotti e con limitazioni operative. Nel frattempo il cda americano di Pdvsa, nominato dall'opposizione, ha divulgato una nota in cui informa di aver presentato ricorso contro la vendita di Citgo, la filiale americana del colosso statale venezuelano, approvata dal Tribunale distrettuale del Delaware alla fine di novembre.

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