Ue, espulso l'ambasciatore del Venezuela. Maduro: Bruxelles riveda le sanzioni

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La decisione dopo l’allontanamento della diplomatica dell’Unione europea Isabel Brilhante Pedrosa, deciso da Caracas in risposta alle nuove sanzioni imposte da Bruxelles a personalità del Paese. Il presidente venezuelano: l'Ue "crede di essere la nuova potenza imperiale mondiale con un diritto di trattare i Paesi latinoamericani come sue colonie. Dopo questo, non si può più dialogare”

L'Unione europea ha espulso l'ambasciatore del Venezuela, accogliendo la proposta dell'Alto rappresentante Josep Borrell di dichiarare il diplomatico "persona non grata". Una mossa che arriva dopo l'analoga decisione di Caracas, che ha preso lo stesso provvedimento nei confronti dell'ambasciatrice dell’Ue Isabel Brilhante Pedrosa in segno di protesta contro le sanzioni imposte da Bruxelles.

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La notizia dell’allontanamento dell’ambasciatrice Ue è stata comunicata il 24 febbraio via Twitter dal ministro degli Esteri Jorge Arreaza, il quale ha precisato che "per istruzione del presidente Nicolas Maduro si dichiara l'ambasciatrice dell'Unione europea nel nostro Paese, Isabel Brilhante Pedrosa, 'persona non grata'. Ha 72 ore per lasciare il Paese". Lunedì l'Ue aveva aggiunto altre 19 personalità venezuelane alla sua preesistente lista di sanzionati che ora ne conta 55, per il ruolo svolto nell'attacco alla democrazia e allo Stato di diritto in Venezuela. Dopo la notizia, l’Ue aveva chiesto a Caracas di revocare la decisione, spiegando in una nota: “Questo porterà solo a un maggiore isolamento internazionale del Paese".

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Lo stesso giorno dell’espulsione della diplomatica, il governo del Venezuela ha consegnato note di protesta ai capi delle missioni diplomatiche di Spagna, Francia, Paesi Bassi e Germania nel Paese. Il ministro Arreaza ha tenuto un incontro privato alla sede del ministero a Caracas con gli ambasciatori di Francia, Romain Nadal, e di Germania, Daniel Kriener, e con i capi della missioni diplomatiche di Spagna, Juan Fernández Trigo, e dei Paesi Bassi, Robert Schuddeboom. Insieme alle rispettive note di protesta, Arreaza ha consegnato a ogni diplomatico una copia della Costituzione venezuelana e della Carta delle Nazioni Unite (Onu), documenti che, secondo il governo di Nicolas Maduro, sarebbero stati violati dall'Unione europea con le sanzioni emesse contro i funzionari venezuelani.

Maduro: “L'Ue riveda le sanzioni o niente dialogo “

A parlare apertamente delle sanzioni è stato il presidente della Repubblica del Venezuela, Nicolás Maduro: "Se l'Unione europea non opererà una rettifica delle sanzioni imposte ai funzionari venezuelani, non vi sarà mai più una ripresa del dialogo" bilaterale riguardante la soluzione della crisi interna del Paese. Il Venezuela, ha proseguito, "ha la sua dignità e sa rispondere a qualsiasi aggressione, da qualunque parte essa provenga”. Invece, ha proseguito, l'Ue "crede di essere la nuova potenza imperiale mondiale con un diritto di trattare i Paesi latinoamericani come sue colonie". Infine Maduro si è rammaricato della decisione di Bruxelles di imporre nuove sanzioni dopo che "già erano stati fatti passi importanti con un Paese europeo per ristabilire il dialogo". Noi, ha concluso senza fornire particolari, "stavamo cercando di dialogare con una nazione europea per permettere un dialogo fra tutti i settori dell'opposizione e il chavismo. Ma, dopo questo, non si può fare più nulla".

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