Da Obama a Hillary Clinton: gli interventi del terzo giorno della convention Dem

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L'ex presidente americano è stato l'ultimo a parlare, subito dopo la candidata vice presidente Kamala Harris. Durante la giornata si erano alternati in video la presidente della camera dei deputati Nancy Pelosi, la senatrice Elzabeth Warren e la ex segretario di Stato Hillary Clinton

Anche se il discorso più atteso era quello di Kamala Harris, che ha formalmente accettato la nomination per la vicepresidenza, la terza giornata della convention Dem in attesa delle elezioni Usa 2020 è stata ricca di personaggi di spicco: sono intervenuti anche la presidente della camera dei Deputati Nancy Pelosi, l'ex segretario di Stato Hillary Clinton, la senatrice Elizabeth Warren e l'ex presidente Usa Barack Obama.

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La speaker della Camera Nancy Pelosy ha iniziato il suo intervento chiedendo unità al popolo americano "non per denunciare il male, ma per illuminare un cammino per far avanzare il nostro Paese. Questo è il proposito che guida i democratici alla Camera, combattiamo per il popolo". Poi un duro attacco all'attuale presidente Usa Donald Trump: "Come speaker della Camera, ho visto di persona il disprezzo di Donald Trump per i fatti, per le famiglie di lavoratori e per le donne in particolare - ha proseguito Pelosi - un disprezzo scritto nelle sue politiche verso la nostra salute e i nostri diritti, non solo nel suo comportamento. Ma noi sappiamo che non prevarrà  e che quando le donne hanno successo, l'America ha successo".

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Non ha risparmiato i commenti negativi verso l'attuale inquilino della Casa Bianca nemmeno Hillary Clinton, che nel suo speech ha dichiarato: "Speravo che Donald Trump fosse un presidente migliore. Ma, sfortunatamente è quello che è". L'invito dell'ex segretario di Stato è di andare a votare "a prescindere da tutto. Questa non può essere un'altra elezione dei se e dei ma. Votate come se ci fossero in gioco le vostre vite, perchè lo sono realmente. L'America - ha sottolineato - ha bisogno di un presidente che mostri dalla Casa Bianca la stessa compassione, determinazione e leadership che vediamo nelle nostre comunità".

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La star della giornata è stata senza dubbio la candidata dem alla vicepresidenza Kamala Harris, prima donna afroamericana a ricoprire il ruolo nella storia americana. Il suo discorso si è inizialmente concentrato su Joe Biden: "Dobbiamo eleggere un presidente che porti qualcosa di diverso, di migliore, e faccia il lavoro importante. Un presidente che ci unisca tutti, afroamericani, bianchi, latinos, asiatici, nativi americani, per conquistare il futuro che vogliamo collettivamente. Dobbiamo eleggere Joe Biden" ha affermato Harris. Poi ha spiegato la sua visione del Paese, "una nazione come comunità, dove tutti sono benvenuti, a prescindere dalla loro apparenza, da dove vengono o da chi amano. Un Paese - ha proseguito - dove possiamo non essere d'accordo su ogni dettaglio ma dove siamo uniti dalla convinzione fondamentale che ogni essere umano ha un valore infinito, merita compassione, dignità e rispetto. Un Paese dove ci aiutiamo, dove ci alziamo e cadiamo insieme".

 

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Ultimo a comparire tra le personalità della terza giornata è stato l'ex presidente Usa Brack Obama, che ha criticato aspramente il lavoro del suo successore: "Speravo che Trump potesse mostrare qualche interesse nel prendere sul serio la carica, che potesse arrivare a sentire il perso dell'ufficio e scoprire qualche riverenza per la democrazia affidata alle sue cure ma non lo ha mai fatto" - ha detto Obama - "Le conseguenze di questo fallimento sono gravi: 170 mila americani morti, milioni di posti di lavoro persi, i nostri peggiori istinti liberati, la nostra orgogliosa reputazione nel mondo ridotta e le nostre istituzioni democratiche minacciate". Obama ha poi proseguito il suo intervento puntando su Biden, che ha definito "come un fratello. Mi ha reso un presidente migliore. Ha il carattere l'esperienza per renderci un Paese migliore".

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