Coronavirus Croazia, due ragazzi contagiati: "A Pag ridevano se usavi la mascherina"

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Al Resto del Carlino il racconto di due giovani italiani tornati col Covid-19 dopo una vacanza sull'isola croata: lì la situazione "è un po' più tranquilla, c'è meno allarmismo". In alcuni locali al chiuso i dispositivi di protezione individuale erano obbligatori, "mentre in altri la scelta era a discrezione del proprietario"

Avevano organizzato un viaggio di maturità a Novalja, sull'isola di Pag in Croazia, e sono ritornati in Italia con il coronavirus. È la storia di Filippo Pasini (19 anni) e Federico Bianco (18), che ora sono in isolamento dopo il tampone positivo. Come riporta Il Resto del Carlino, tutto è cominciato da un amico che faceva parte della loro compagnia, che al ritorno ha avuto un po' di febbre. Da lì, riscontrata la sua positività, è partito il tracciamento, fino alla scoperta di nuovi casi. Al quotidiano bolognese i due ragazzi respingono le 'accuse' di poca accortezza: la rinuncia al viaggio per Zante (Grecia), dove "la situazione sanitaria ha iniziato a peggiorare", nessuna uscita al ristorante e la ricerca di informazioni sul sito della Farnesina sui Paesi a rischio contagio. Filippo riassume: "Non siamo partiti col paraocchi, fregandocene di tutto". (CORONAVIRUS, GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

"Ti prendevano anche in giro perché ti vedevano con la mascherina"

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Nell'intervista, Pasini spiega però che sull'isola di Pag la situazione "è un po' diversa. Più tranquilla, nel senso che c'era meno allarmismo". Per quanto riguarda le discoteche, lì "hanno strutture che possono ospitare anche migliaia di persone, e all'ingresso c'era un cartello che indicava il numero massimo di ragazzi che potevano entrare. In alcuni locali al chiuso, come i supermercati per dire, la mascherina era obbligatoria, mentre in altri la scelta era a discrezione del proprietario". E aggiunge: "Ti prendevano anche in giro perché ti vedevano con la mascherina".

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