Beirut, il premier Hassan Diab annuncia le dimissioni del governo libanese

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Dopo il ministro dell'Informazione e dell’Ambiente, si era dimesso anche il ministro libanese della Giustizia Marie-Claude Najem. Dopo l'annuncio del primo ministro, fuochi d'artificio nel cielo della capitale. La duplice esplosione che martedì 4 agosto ha causato 220 morti e circa 7mila feriti è finora la più grave che si è verificata nella città da quasi 40 anni, dopo un duplice attentato suicida del 1983

Il governo libanese si è dimesso. Lo ha annunciato in un discorso televisivo il primo ministro Hassan Diab. "Oggi facciamo un passo indietro per stare al fianco del popolo", ha detto. E ha aggiunto di voler così "ascoltare le richieste di un vero cambiamento da parte della nazione". La decisione, infatti, è arrivata in seguito alle proteste dopo l'esplosione che martedì scorso ha devastato interi quartieri di Beirut. Il disastro, ha detto Hassan Diab, "è il risultato di una corruzione cronica" che ha impedito una gestione efficace del Paese. "La rete della corruttela è più grande di quella dello Stato", ha aggiunto. Dopo la notizia del passo indietro, per festeggiare nel cielo della capitale sono stati sparati dei fuochi d'artificio. E mentre nella città continuano gli scontri, si aggrava il bilancio dell'esplosione del 4 agosto (FOTO - VIDEO): sono 220 i morti e circa 7mila i feriti . Si tratta finora del bilancio più grave nella capitale libanese da quasi 40 anni. Il 23 ottobre del 1983 un duplice attentato suicida, rivendicato dall'organizzazione Jihad islamico (da più parti identificato con l'allora nascente Hezbollah), uccise 346 persone: erano in larga parte soldati statunitensi (241) e militari francesi (58) presenti nel Paese nel quadro della missione internazionale nel contesto della guerra civile libanese (1975-90).

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Il Paese, dopo l'esplosione, è in piena crisi politica. Che le dimissioni del governo sarebbero arrivate in giornata l'aveva anticipato il ministro della Salute Hamad Hasan, che l'aveva detto alla Reuters. Prima si era dimesso anche il ministro libanese della Giustizia Marie-Claude Najem. Dopo il ministro dell'Informazione e dell'Ambiente, era il terzo ministro che si dimetteva nel giro di 24 ore dopo le polemiche seguite alle esplosioni. Anche il ministro delle Finanze si era detto pronto a lasciare. Prima dell'esplosione si era dimesso il ministro degli Esteri Nassif Hitti. Intanto, proseguono gli scontri nella capitale tra manifestanti e polizia, con migliaia di persone che hanno assaltato nei giorni scorsi diversi ministeri.

Sassaiola nella zona del Parlamento

La tensione, quindi, resta alta a Beirut. Decine di giovani con il volto coperto, nel pomeriggio, hanno iniziato a scagliare sassi contro la polizia in tenuta antisommossa nella zona del Parlamento. Gli agenti hanno risposto con il lancio di lacrimogeni

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Il presidente statunitense Donald Trump ha invece annunciato che gli Stati Uniti forniranno un aiuto sostanziale al Libano, ma non ha specificato la cifra. Trump ha reso noto inoltre che gli Usa manderanno altri aerei con aiuti. Per aiutare il Libano a rialzarsi dalla crisi in cui è piombato, inoltre, saranno stanziati 250 milioni di euro il prima possibile: lo hanno deciso i 30 leader internazionali riuniti ieri nella conferenza dei donatori.

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