Beirut, assalto a palazzi governativi. Morto agente, oltre 700 feriti. VIDEO

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I dimostranti si sono dati appuntamento in piazza dei Martiri per protestare contro l'inefficienza del governo ritenuto responsabile delle esplosioni del 4 agosto. Durante la giornata sono stati momentaneamente occupati i ministeri dell'Economia e degli Esteri, mentre in piazza è stata inscenata una finta impiccagione del leader di Hezbollah Nasrallah e del presidente Aoun. Il premier: "O soluzione alla crisi o nuove elezioni"

Giornata di alta tensione a Beirut, in Libano, dove in migliaia sono scesi in piazza per protestare (FOTO) contro l'inefficienza del governo resa evidente secondo i manifestanti dalle tremende esplosioni del 4 agosto al porto della città che hanno causato, secondo l'ultimo bilancio, 154 morti e almeno 5mila feriti. Negli scontri che ne sono nati, è morto un membro delle forze di sicurezza libanesi e sono rimaste ferite oltre 728 persone, secondo quanto hanno riferito fonti della Croce Rossa libanese citate da al Jazeera online. Secondo la stessa fonte, 63 manifestanti sono stati trasportati negli ospedali vicini, mentre 175 altri sono stati medicati sulla scena delle proteste. I dimostranti hanno preso d'assalto i palazzi governativi, facendo irruzione nel ministero dell'Economia e degli Esteri. Quest'ultimo è stato sgomberato dall'Esercito libanese. I manifestanti, dopo avere momentaneamente occupato il palazzo, hanno rimosso e bruciato le foto del presidente della Repubblica Michel Aoun, mentre in piazza sono stati scanditi slogan anche contro Hezbollah.

Finte impiccagioni dei leader politici in piazza

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Beirut, proteste e manifestazioni contro il sistema politico. FOTO

I manifestanti si sono dati appuntamento in piazza dei Martiri, nella capitale libanese, per invocare le dimissioni dei vertici del governo. Nella piazza la tensione si è alzata subito, con gruppi di manifestanti che hanno cominciato a lanciare pietre contro le forze di sicurezza. Scanditi slogan contro il sistema politico locale, ma anche contro il movimento islamista Hezbollah: un manichino dalle sembianze del leader Hasan Nasrallah e uno del presidente Michel Aoun sono stati appesi a un finto patibolo. Alcuni seguaci di Hezbollah hanno tentato allora di entrare nella piazza ma l'esercito glielo ha impedito. Poi i manifestanti hanno dato l'assalto ad alcuni ministeri e proclamato quello degli Esteri "quartier generale della rivoluzione".

Il premier: "O la soluzione della crisi oppure il voto"

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Beirut, i danni delle esplosioni fotografati dallo spazio. FOTO

In giornata il premier libanese Hassan Diab ha tenuto un discorso trasmesso in diretta in tv e ha invitato i partiti politici a risolvere la crisi del Paese in due mesi altrimenti ci saranno le elezioni anticipate. Il premier non si è dimesso ma ha dato così un ultimatum politico: "Ora è il momento della responsabilità collettiva. Vogliamo una soluzione per tutti i libanesi".

Il bilancio delle esplosioni sale a 154 morti

Intanto il bilancio delle esplosioni al porto è salito a 154 morti e 60 dispersi, secondo quanto riferito oggi dal ministero della Sanità. I feriti sono almeno 5.000, di cui 120 in condizioni critiche: il bilancio potrebbe quindi aggravarsi. Delle 154 vittime finora accertate, 25 non sono ancora state identificate. Tra le vittime, almeno 43 sono siriani, molti dei quali operai del porto, ha reso noto l'ambasciata siriana in Libano. "Lavoriamo giorno e notte per trovare i dispersi ma le speranze sono appese a un filo", ha affermato il generale Jean Nohra, a capo delle operazioni di soccorso dell'esercito libanese.

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