
A livello globale i nuovi contagi hanno superato per tre giorni consecutivi quota 200mila. Alcuni Stati hanno preso nuovi provvedimenti per cercare di arginare la diffusione del virus. La Catalogna, ad esempio, ordina il confinamento totale in 8 comuni (anche se un tribunale ha deciso di non ratificare la decisione del governo). L’Ungheria vieta l’ingresso ai cittadini di diversi Paesi. L’Anp dispone il divieto di movimento delle persone in tutta la Cisgiordania in determinati orari

Il coronavirus continua a fare paura in diversi Paesi del mondo, con i nuovi contagi che superano per tre giorni consecutivi quota 200mila. Alcuni Stati, nelle scorse ore, sono stati costretti a prendere nuove misure per cercare di contenere la diffusione del virus
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In Spagna, a causa di un focolaio incontrollato, la Catalogna ha ordinato il confinamento totale nella città di Lleida, che conta quasi mezzo milione di abitanti, e in altri sette comuni della zona di Segrià. Anche se un tribunale ha deciso di non ratificare la decisione presa dal governo catalano
Il lockdown in Catalogna
Il governo catalano ha ordinato alla popolazione di restare a casa, tranne che per andare al lavoro o per altri spostamenti necessari. Domenica 12 luglio, la Catalogna ha registrato 816 contagi in più rispetto a sabato. Negli ospedali della provincia di Lleida, riferisce il Dipartimento della Salute, ci sono già più di un centinaio di pazienti ricoverati per Covid-19
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Teme un aumento dei casi l’Ungheria, che ha deciso di vietare l'ingresso nel suo territorio ai cittadini di una lunga lista di Paesi africani, del Sud America, asiatici e di alcuni Stati europei
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Dalla mezzanotte di martedì, i residenti dei Paesi classificati come “zone rosse” non saranno più autorizzati a entrare nello Stato, finora relativamente risparmiato dalla pandemia. I Paesi africani, sudamericani e asiatici, ad eccezione di Cina e Giappone, sono interessati da questa nuova misura, che in Europa riguarda Albania, Bosnia, Macedonia del Nord, Kosovo, Bielorussia, Montenegro e Ucraina

Per contrastare l'infezione da coronavirus, invece, il governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha dichiarato il divieto di movimento delle persone in tutta la Cisgiordania, per due settimane, tra le 20 di sera e le 6 del mattino. Il portavoce del governo Ibrahim Milhim ha spiegato che sono interdetti anche gli spostamenti tra i vari Governatorati dei Territori sempre per due settimane

Chiusi "tutti i villaggi" colpiti dall'infezione e "i campi profughi”. Proibiti i matrimoni, i pubblici eventi e gli assembramenti. Secondo il ministero della Salute, domenica 12 luglio sono state conteggiate altre 349 infezioni (il totale è 7.037). Ci sono state altre 2 vittime (ad Hebron): il totale dei morti è 37. Dei nuovi casi, 166 sono nel distretto di Hebron, 105 a Gerusalemme est, 49 a Ramallah, 11 a Betlemme, 7 a Nablus e 6 a Tulkarem

Gli Stati Uniti rimangono il Paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti. La pandemia negli Usa appare ormai fuori controllo, in crescita in almeno 33 Stati. Il Paese viaggia nell'ultima settimana sopra i 50-60mila casi e le 700 vittime al giorno, per un totale di 3.269.531 contagi e 134.898 decessi
Trump usa per la prima volta la mascherina in pubblico. FOTO
Sabato nove Stati hanno registrato nuovi record negativi: South Carolina, Texas, Alaska, Arkansas, North Carolina, Idaho, Wisconsin, Oregon e Hawaii. Per la prima volta diversi Stati hanno riportato oltre 10mila casi giornalieri, tra cui Texas e Florida. Il Sunshine ha superato quota 15mila. Alcuni governatori stanno facendo marcia indietro, come in Louisiana: sono stati chiusi i bar e la mascherina è diventata obbligatoria in pubblico

Continuano le restrizioni in Australia. Nello Stato di Victoria un nuovo focolaio ha costretto le autorità a chiudere di nuovo i confini la settimana scorsa, per cercare di fermare la diffusione del virus

Allo stesso tempo, è stato imposto un rigido lockdown di almeno sei settimane a Melbourne, la capitale dello Stato

Preoccupa la situazione anche in Algeria: si sono registrati 483 nuovi casi nelle ultime 24 ore, che portano a 19.191 il bilancio totale dei contagiati nel Paese nordafricano. I decessi sono saliti a 1.011. Nello Stato sono entrate in vigore le norme eccezionali contenute in un decreto del presidente della Repubblica Abdelmajid Tebboune

Il decreto contiene una serie di misure pensate per contenere la diffusione del virus, tra le quali il divieto di circolazione stradale per una settimana da e verso 19 province e il divieto di circolazione di mezzi di trasporto pubblici e privati nelle province interessate nel weekend. Rimangono chiusi i confini

Sotto osservazione anche la situazione in Israele. Secondo alcuni ricercatori dell’Università ebraica di Gerusalemme, la settimana prossima il governo israeliano potrebbe essere costretto ad adottare misure preventive drastiche contro la diffusione del coronavirus

Fra queste, anche un nuovo lockdown generale dopo quello imposto nell'aprile scorso. "L'importante – hanno aggiunto i ricercatori – è vietare in modo assoluto qualsiasi assembramento in luoghi chiusi" e accrescere al massimo nel pubblico la consapevolezza del pericolo
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Nuove misure restrittive anche in Sudafrica. Il presidente Cyril Ramaphosa ha reimposto il coprifuoco notturno e sospeso le vendite di alcolici, mentre le infezioni aumentano e rischiano di travolgere il sistema sanitario
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"Mentre ci dirigiamo verso il picco delle infezioni, è vitale che non sovraccarichiamo le nostre cliniche e ospedali con problemi legati all'alcol che possono essere evitati", ha detto Ramaphosa in un discorso televisivo alla nazione