Coronavirus Uk, nella Fase 2 quarantena obbligatoria per chi entra nel Paese

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Nelle linee guida del governo isolamento per chi viaggerà oltremanica dall'estero, con o senza sintomi, ma la data dell’entrata in vigore della misura non è stata ancora stabilita. Dall'1 giugno via libera allo sport professionistico a porte chiuse, tra cui la Premier League. A giugno, salvo una risalita dei contagi, la seconda tappa dell’allentamento, poi a luglio la terza

Quarantena obbligatoria per chiunque arriverà o rientrerà nel Regno Unito, con qualunque mezzo. È una delle misure previste nelle linee guida pubblicate oggi dal governo britannico, relative alla "road map" verso una Fase 2 dell'emergenza coronavirus annunciata ieri dal premier Boris Johnson (AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE – LA MAPPA DELLA DIFFUSIONE GLOBALE). Tra i provvedimenti anche la ripresa dopo l’1 giugno a porte chiuse dello sport professionistico, tra cui la Premier League. Johnson, alla Camera dei Comuni, ha detto che il piano annunciato ieri verso la Fase 2 punta a una "cauta e graduale" riapertura della società e dell'economia, ma si limita per ora alle "prime modifiche prudenti" soggette "come sempre al buonsenso del popolo britannico", con tappe successive condizionate alla verifica di 5 premesse fra cui il calo dei contagi e l'incremento dei test. La prima tappa scatta da mercoledì 13 e prevede il mantenimento del distanziamento sociale previsto dal lockdown con alcune modifiche. Nel Regno Unito, ha riferito il premier, si sono registrate finora 32.065 vittime, 210 nelle ultime 24 ore. I casi totali dall'inizio dell'epidemia sono 223.060, con un aumento di 3.877 in 24 ore.

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La quarantena sarà obbligatoria per chi viaggerà oltremanica dall'estero, con o senza sintomi. Ai controlli di confine sarà richiesto ai viaggiatori di indicare un indirizzo per la quarantena e un numero di telefono. Resta tuttavia ancora da stabilire una data per l'entrata in vigore della misura: data su cui Johnson ha oggi glissato ai Comuni e che il ministro degli Esteri, Dominic Raab, in un precedente confronto con la ministra ombra laburista Lisa Nandy si è limitato per ora a rinviare a quando il Regno avrà raggiunto un tasso interno di contagi "più basso". Raab non ha peraltro escluso condizioni reciproche più flessibili con alcuni Paesi, mentre è già stato chiarito che la misura non varrà per gli arrivi dall'Irlanda e sarà adottata verso la Francia solo in modo concordato.

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Nelle linee guida del governo britannico anche la raccomandazione valida per tutti di usare la mascherina negli spazi chiusi condivisi con altre persone (negozi, mezzi pubblici, luoghi di lavoro, eccetera). Si incoraggia ad andare al lavoro chi può farlo in condizioni di sicurezza e non può lavorare da casa, possibilmente evitando i trasporti pubblici. Si può fare esercizio fisico e sportivo negli spazi aperti e ci si può muovere in auto a prescindere dalle distanze. Nel piano anche la possibilità di incontrare una persona estranea al nucleo familiare convivente e scuole aperte dove possibile per "i bambini vulnerabili". Regole, queste, valide per l'Inghilterra poiché Scozia, Galles e Ulster hanno fissato alleggerimenti lievemente diversi.

La seconda tappa a giugno, la terza a luglio

Per quanto riguarda la seconda e la terza tappa dell'allentamento del lockdown, dovrebbero scattare invece rispettivamente all'inizio di giugno e il 4 luglio, a condizione che i dati scientifici sul tasso d'infezione e sul calo dei numeri dei contagi - usati come base di un nuovo sistema di allerta coronavirus su 5 livelli di rischio - lo permettano. A giugno dovrebbe essere avviate una riapertura graduale delle scuole a partire dalle elementari, di alcuni negozi e degli eventi culturali e sportivi a porte chiuse e una normalizzazione dei trasporti interni. Mentre dal 4 luglio, se vi saranno le condizioni, dovrebbero tornare in attività anche gli altri negozi, una serie di luoghi pubblici, nonché i primi pub, ristoranti e alberghi.

Johnson: “Piano può essere rallentato se risalgono i contagi”

Johnson, alla Camera dei Comuni, ha ammesso "il tragico" bilancio di vittime nel Regno Unito, ma rivendicando lo sforzo fatto e "la catastrofe evitata" che si sarebbe potuta verificare se gli ospedali fossero stati "sovraffollati" di ricoveri. Il premier ha insistito sul nuovo slogan "stay alert" (state in allerta), mentre ha assicurato che la situazione sarà monitorata costantemente e che il piano potrà essere rallentato - con misure radicali reintrodotte - in caso di un nuovo innalzamento dei contagi e di rischi di un secondo picco.

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