Coronavirus, Papa: "Preghiamo perché pandemia non torni". Bagnasco: fede non va ostacolata

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Il Pontefice: “Il Signore dia al suo popolo la grazia della prudenza e dell'obbedienza alle disposizioni”. Il cardinale a La Stampa sul divieto alle celebrazioni liturgiche: “Se fosse voluta, cioè una 'violazione della libertà di culto', la cosa sarebbe gravissima”

"In questo tempo nel quale si comincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell'obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni". Così Papa Francesco, nell’introduzione della messa a Santa Marta, è tornato a parlare dell’emergenza Covid-19 (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - GRAFICHE). Continua intanto il dibattito sullo stop alle messe, non revocato con l’ultimo Dpcm, con il cardinale Angelo Bagnasco che a La Stampa ha detto: “Con tutto l'apprezzamento per l'arte e gli splendidi musei del nostro Paese, mi pare che l'attenzione al bisogno-diritto di poter nutrire la fede debba essere non solo riconosciuta, ma non ostacolata oltre misura" (LA CEI CONTRO IL GOVERNO - PD ANNUNCIA UN EMENDAMENTO SULLE MESSE)

Papa: evitiamo linciaggi quotidiani, anche nella Chiesa 

Ci sono "notizie false, calunnie, che riscaldano il popolo" e portano al "linciaggio", ha detto ancora il Papa, osservando che accade contro i politici nei colpi di Stato, contro i martiri cristiani, è accaduto nella Shoah. Ma "c'è anche un piccolo linciaggio quotidiano che cerca di condannare la gente - ha aggiunto il Pontefice - Pensiamo a noi, alla nostra lingua. Tante volte con i nostri commenti cominciamo un linciaggio del genere”. “Anche nelle nostre istituzioni cristiane - ha sottolineato il Papa - abbiamo visto tanti linciaggi quotidiani che sono nati dal chiacchiericcio. Il Signore ci aiuti ad essere giusti nei nostri giudizi, a non cominciare o seguire questa condanna massiccia che provoca il chiacchiericcio" (IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE - COME SARANNO I TRASPORTI - COSA CAMBIA PER LO SPORT - CHI SONO I "CONGIUNTI"? - I CODICI ATECO DELLE ATTIVITÀ CHE RIAPRONO).

Bagnasco: “Una 'violazione della libertà di culto' sarebbe gravissima”

Sul divieto di celebrare messe, fortemente criticato dalla Cei e su cui il Pd ha annunciato un emendamento, Bagnasco ha osservato: "Il sacrificio, che i cristiani hanno accettato con grande responsabilità e sofferenza, di non poter accompagnare in chiesa i propri defunti, ha mostrato una consapevolezza disciplinata, che merita maggiore attenzione nei fatti. Non si tratta di un premio o di una benevolenza, ma di considerazione". E ha aggiunto: "Se fosse voluta, cioè una 'violazione della libertà di culto', la cosa sarebbe gravissima”. Il cardinale ha infine detto di aspettarsi ora dal governo "il superamento della Chiesa virtuale che non può sostituire la Chiesa reale fatta di presenza fisica, di parole. Non vuole essere un'apertura sregolata, ma rispettosa e attenta alla salute dei partecipanti e alla loro salute spirituale. È nostro dovere".

Le polemiche sulle messe

Di violazione della libertà di culto, subito dopo l’annuncio del nuovo Dpcm, aveva parlato la Cei. Un’affermazione alla quale Palazzo Chigi aveva replicato: “Nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche”. Il Pd ieri ha poi annunciato un emendamento al decreto, mentre la Regione Lombardia ha detto di essere “al lavoro con Prefettura, Comune e Arcidiocesi di Milano per sostenere la possibilità di riaprire le chiese per le celebrazioni religiose”. Tuttavia, secondo il Comitato Tecnico Scientifico, ci sono “criticità ineliminabili" che rendono impossibile la ripartenza delle messe già dal 4 maggio.

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