Coronavirus, negli Usa sciopero dei lavoratori Amazon: condizioni “insane”

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Il colosso dell’e-commerce è accusato di non tutelare la salute dei dipendenti e di averne licenziati alcuni per aver partecipato alle proteste. L’organizzazione Athena: sono 130 i magazzini in cui i è stato contratto il Covid-19, alcuni "con più di 30 casi confermati"

Centinaia di magazzinieri Amazon, oltre 300, scioperano oggi negli Stati Uniti per protestare contro condizioni di lavoro definite “insane” e per chiedere maggiore protezione durante la pandemia di coronavirus (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - I PAESI PIÙ COLPITI - LE TAPPE). Tra tre giorni sarà la volta anche di uno stop online di programmatori e ingegneri del colosso dell’e-commerce, accusato non solo di non tutelare i dipendenti ma di averne licenziati alcuni che negli Usa hanno guidato i movimenti di protesta (LA FLORIDA RIAPRE LE SPIAGGELE PROTESTE CONTRO IL LOCKDOWN)

“Malati dipendenti di 130 magazzini”

"È la più grossa azione di massa avviata finora dai lavoratori per proteggersi e in nome della salute pubblica durante l'epidemia di coronavirus", ha detto l’organizzazione sui diritti dei lavoratori Athena. "Per settimane, i lavoratori di Amazon hanno lanciato l'allarme per le condizioni non sicure presso le strutture", afferma la dichiarazione di Athena, indicando 130 magazzini in cui i dipendenti hanno contratto il Covid-19, alcuni "con più di 30 casi confermati". Due settimane fa, Amazon ha annunciato la distribuzione di milioni di mascherine ai dipendenti e controlli di temperatura in tutti i suoi siti statunitensi ed europei. Ma, secondo Athena, l'applicazione di queste misure è stata "messa in discussione ripetutamente dai lavoratori sul campo".

“Ci considerano solo numeri”

"Dobbiamo fare una scelta impossibile ogni giorno: andare in un posto di lavoro che non è sicuro o rischiare di perdere uno stipendio nel mezzo di una recessione globale", ha raccontato Jaylen Camp, un impiegato di Amazon in un centro logistico di Romulus, nel Michigan, nella dichiarazione. "Piuttosto che adottare misure concrete per proteggere la nostra salute - ha aggiunto - Amazon preferirebbe bloccare, mentire e licenziare le persone che parlano. Non saremo intimiditi. La nostra salute e la salute di tutti è troppo importante". Poi, parlando al Guardian, ha ribadito: “Non siamo essenziali per loro, ci considerano solo numeri e quote. Non stanno proteggendo la nostra salute”.

I licenziamenti

Secondo il Guardian, alcuni lavoratori hanno lasciato il lavoro a New York, in Illinois e in Michigan per protesta, mentre un altro che ha guidato la protesta a New York è stato licenziato. Amazon, riporta il quotidiano, avrebbe anche licenziato altri due dipendenti per aver denunciato il trattamento riservato ai magazzinieri. Inoltre, secondo un report pubblicato lunedì da Business Insider, Whole Foods, il negozio di alimentari di proprietà di Amazon, avrebbe monitorato gli spostamenti dei dipendenti nel tentativo di scoraggiare le aggregazioni. Amazon, riporta il Guardian, non ha risposto per quanto riguarda le recenti proteste, ma aveva precedentemente dichiarato che alcuni dei lavoratori erano stati licenziati per aver “violato politiche interne”.

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