Coronavirus, anche la Svezia teme la diffusione e valuta misure più restrittive

Mondo

Il Paese scandinavo, che finora ha adottato una linea morbida, potrebbe introdurre un vero e proprio lockdown, dopo che negli ultimi giorni i contagi registrati sono arrivati a quasi 7.000 e sono morte oltre 400 persone. Preoccupa la situazione a Stoccolma

Il coronavirus ora spaventa anche la Svezia, che potrebbe rinunciare alla linea morbida dei ristoranti e negozi aperti e adottare misure restrittive come gli altri Paesi europei di fronte al rischio che il numero di vittime aumenti vertiginosamente (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). Finora Stoccolma ha mantenuto un approccio controcorrente rispetto al resto d'Europa, rifiutando l'idea che l'isolamento fosse la strada migliore. Le misure prese finora riguardano solamente la chiusura delle scuole per gli over 16 e il divieto di assembramenti superiori a 50 persone. Negli ultimi giorni però i numeri hanno indebolito questa convinzione. I contagi sono quasi 7.000 e soprattutto il tasso di mortalità (oltre 400 decessi finora) è superiore rispetto agli altri tre Paesi scandinavi (LE NOTIZIE DELLA FARNESINA SULLA SVEZIA).

Il governo chiede ora maggiori poteri

Preoccupa anche il peggioramento del focolaio nella capitale e la situazione delle case di cura che ospitano gli anziani, a corto di dispositivi di protezione. Come riporta il Guardian, un terzo dei comuni svedesi ha riferito casi confermati o sospetti del virus nella case di riposo. A Stoccolma, per alleviare la pressione sugli ospedali, sta per aprire un ospedale da campo in un complesso fieristico. La struttura, allestita dai militari, ha una capacità di 600 pazienti. Lo riferisce la Bbc. Con la situazione in progressivo peggioramento, il governo socialdemocratico ha chiesto maggiori poteri nel caso si rendesse necessaria una chiusura temporanea di aeroporti, parte del trasporto pubblico, negozi e bar. I moderati invece si sono opposti ed è probabile che il Parlamento manterrà l'ultima parola sulle eventuali restrizioni, ma il dibattito in corso sembra suggerire che il clima nel Paese sia cambiato (IL CONTAGIO IN ITALIA - LE GRAFICHE). 

L’approccio adottato finora

Lo stesso premier Stefan Lofven, in un'intervista, ha ammesso che la crisi potrebbe durare mesi e che le autorità si stanno preparando ad uno scenario da "migliaia di morti". Allo stesso tempo, ha difeso la linea adottata finora ("anche noi ci proteggiamo come gli altri, ma in modo diverso") su indicazione del principale epidemiologo svedese, Anders Tegnell: far progredire naturalmente l'epidemia, chiedendo ai malati di restare a casa per non sovraccaricare i servizi sanitari, nella convinzione che l'isolamento forzato non avrebbe funzionato a lungo termine. Così finora gli svedesi hanno potuto continuare a fare shopping, mangiare fuori e mandare i figli sotto i 16 anni a scuola, mentre il governo si è limitato ad appellarsi al senso di responsabilità dei cittadini, invitandoli a lavarsi spesso le mani e a non visitare i parenti più anziani. Tegnell, riporta il Guardian, ha negato di aver cercato di arrivare a una rapida "immunità di gregge" per il virus, su modello della strategia originariamente adottata dal Regno Unito. "È importante avere una politica che può essere sostenuta per un periodo più lungo, il che significa rimanere a casa se si è malati - ha detto recentemente - Il blocco delle persone a casa non funzionerà a lungo termine. Prima o poi le persone usciranno comunque” (LE TAPPE - I CASI NEL MONDO).

Le critiche di alcuni scienziati

Secondo altri esperti, al contrario, non ci sono prove scientifiche a supporto di questa condotta. Il professor Sten Linnarsson del Karolinska Institutet, uno dei poli medici universitari più importanti del mondo, ha paragonato l'approccio del governo a "lasciar bruciare la cucina e intervenire più tardi, con il rischio che nel frattempo vada a fuoco tutta la casa". E 14 scienziati hanno scritto una lettera aperta chiedendo perché la Svezia sia considerata diversa dal Regno Unito, che dopo qualche tentennamento iniziale si è adeguato alle restrizioni del resto d'Europa. Quanto alla popolazione, l'ultimo sondaggio ha rilevato che nell'ultimo mese è aumentata la percentuale di coloro che hanno fiducia nel governo. Allo stesso tempo, a Stoccolma si stima che l'attività si sia ridotta del 70%. 

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