Coronavirus, in Germania oltre 97mila contagi. Stadio Borussia Dortmund diventa ospedale

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Il Paese è il quarto al mondo per numero di casi. I decessi sono oltre 1.400. Il Westfalen Stadion trasformato in una struttura da campo per assistere i malati. Gli ex ministri degli Esteri tedeschi Fischer e Gabriel propongono "Piano Marshall" per Italia e Spagna

La Germania diventa il quarto Stato al mondo - dietro Usa, Spagna e Italia - per numero di persone contagiate dal coronavirus. Nel Paese, secondo i dati elaborati dalla Johns Hopkins University, al 5 aprile i casi registrati sono 97.074 e i decessi 1.478. L'Istituto Robert Koch, che analizza l’andamento della pandemia, ha spiegato che nelle ultime 24 ore c’è stato un aumento di circa 6mila casi e che per il terzo giorno consecutivo questo dato è in calo (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE INFORMAZIONI DELLA FARNESINA SULLA GERMANIA).

Stadio del Borussia Dortmund diventa ospedale

In Germania, dove le misure restrittive per cercare di frenare la diffusione del virus sono state prorogate almeno fino al 19 aprile, anche lo sport è fermo. Così uno dei templi del calcio tedesco, il Westfalen Stadion (ora soprannominato Signal Iduna Park), lo stadio del Borussia Dortmund, è stato trasformato in un ospedale da campo. L'area della tribuna Nord è stata riconvertita in un centro di assistenza per le persone colpite dal Covid-19. “Il nostro stadio è un simbolo della città, un punto fisso per quasi tutti a Dortmund e l'area circostante, grazie alle sue condizioni infrastrutturali e spaziali, è il luogo ideale per aiutare attivamente le persone potenzialmente infette o infettate dal coronavirus, che lamentano malattie respiratorie e febbre. Vogliamo restituire alla gente quello che ci ha dato negli anni”, ha detto Hans-Joachim Watzke, presidente del consiglio di amministrazione del Borussia (LE TAPPE - LE GRAFICHE SULL'ITALIA - I PAESI CON IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGI).

La proposta: un "Piano Marshall" per Italia e Spagna

Intanto, gli ex ministri degli Esteri della Germania, Joschka Fischer e Sigmar Gabriel, hanno proposto un "Piano Marshall" per Italia e Spagna. In un ampio articolo a doppia firma, pubblicato sia da Handelsblatt sia da Tagesspiegel, Fischer e Gabriel hanno lanciato l'avvertimento: hanno spiegato che “l'Unione europea corre il rischio di perdere la sua legittimazione” e “di fallire in modo drammatico” di fronte alla pandemia del coronavirus, "la più grande sfida dalla sua nascita", se non si interverrà nel modo più rapido possibile a favore dei Paesi europei più colpiti dall'emergenza. Nell'appello, i due storici esponenti politici tedeschi hanno chiesto che la Germania, ossia "il più grande vincitore economico e finanziario d'Europa", faccia un deciso passo avanti e aiuti gli altri Paesi membri dell'Unione. "L'Europa ha adesso bisogno di due cose", hanno scritto Fischer e Gabriel: "Aiuti comuni nella crisi e un comune programma di ricostruzione dopo la crisi". In particolare, "l'Italia e la Spagna non dimenticheranno per cento anni se l'Europa e soprattutto noi tedeschi li lasceremo al loro destino: ed è esattamente quello che stiamo facendo", si legge ancora nell'articolo. Secondo i due ex responsabili della diplomazia tedesca, il coronavirus ha il potenziale di approfondire la spaccatura all'interno dell'Ue così tanto che questa "può andare in pezzi". A detta dei due ex ministri, i Paesi più colpiti dal virus come l'Italia e la Spagna hanno bisogno di un ampio programma in tre step: aiuti umanitari e medici come intervento immediato, crediti europei a lunga durata nel medio termine e un programma per la messa in sicurezza economica e sociale per il futuro.

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