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Coronavirus, primo italiano positivo al test: è uno dei 56 rimpatriati da Wuhan

4' di lettura

L'uomo ha 29 anni, è ricoverato all'istituto Spallanzani con "modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale". Il governo cinese diffonde l'ultimo bollettino sull'epidemia: il bilancio delle vittime sale a 630 morti. IL LIVEBLOG CON LE ULTIME NOTIZIE

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Un cittadino italiano ha contratto il Coronavirus (LO SPECIALE). Si tratta di uno dei 56 italiani rimpatriati da Wuhan, città focolaio del virus, e in quarantena nella città militare della Cecchignola (FOTO). Ha 29 anni, vive negli Usa ed è originario del Reggiano; sottoposto ai test nella giornata di giovedì 6 febbraio, è risultato positivo: la notizia è stata diffusa dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che ha comunicato alla task force del ministero della Salute l'esito positivo dell'accertamento.

Italiano positivo al Coronavirus

L'allerta era scattata dopo le analisi condotte sui tamponi effettuati agli italiani sotto osservazione e il connazionale, che in questi giorni era in stanza da solo, era stato trasferito in isolamento all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani per ulteriori accertamenti. (SINTOMI - LE COSE DA SAPERE - LA MAPPA DEL CONTAGIO). 

"Massima precauzione"

Il premier Giuseppe Conte, dopo un vertice alla Protezione civile con il ministro della Salute Roberto Speranza e prima di conoscere l'esito definitivo dei test, aveva subito sottolineato che l'Italia ha adottato "il principio di massima precauzione" (DI COSA SI TRATTA). Conte ha anche voluto ringraziare tutti i volontari della Protezione Civile: "In poche ore sono riusciti ad organizzare un servizio di verifica e monitoraggio che ha coinvolto 62 mila cittadini passeggeri su 521 voli internazionali".

"Sereni alla Cecchignola"

La notizia del caso sospetto è stata accolta con iniziale apprensione dagli altri italiani alla Cecchignola: "Adesso siamo sereni, dopo qualche ora di preoccupazione ora ci sentiamo tranquilli. I medici militari - hanno detto alcuni dei connazionali - ci hanno spiegato che tutti i nostri tamponi faringei, eseguiti ieri e che verranno effettuati a cadenza settimanale, sono negativi". E con la persona risultata positiva, hanno poi precisato, "abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola".

Gli aggiornamenti

Intanto, la task force istituita dal ministero della Salute - e che si riunisce giornalmente per fare il punto sull'emergenza legata al coronavirus - è pronta a varare ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio. A chiarire la situazione è lo stesso presidente del Consiglio, dopo il vertice pomeridiano alla Protezione civile: "Sul Coronavirus stiamo parlando di un rischio sanitario che richiede un costante aggiornamento. Dobbiamo mantenerci flessibili e se del caso aggiornare le nostre misure proprio perché mantengano la soglia di massima precauzione". La situazione, cioè, è in evoluzione e nelle prossime ore sarà fondamentale l'andamento della curva epidemica in Cina: a fronte di un aggravamento ulteriore del numero dei contagi, dunque, si potrebbero valutare misure più restrittive anche di quarantena mentre, a fronte di un calo dei contagi, si potrebbe ad esempio valutare una attenuazione del blocco dei voli. Nulla al momento è però deciso. La situazione, spiega anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, "è evolutiva. La curva è ancora in crescita. Ogni giorno aumenta il numero di contagi in Cina di 3/4mila unità. Finché questa crescita è costante non possiamo prevedere quanto ancora durerà l'emergenza".

Turisti cinesi in condizioni stabili ma critiche

Intanto, sono stabili e ancora critiche le condizioni della coppia di turisti cinesi, positivi al coronavirus e ricoverati da 8 giorni allo Spallanzani (GLI AGGIORNAMENTI). Le condizioni della coppia si erano aggravate circa 48 ore fa e, permanendo lo stato di gravità, si trovano ancora in terapia intensiva. Ha invece dato esito negativo anche il test effettuato sulla receptionist dell'albergo di Verona dove avevano alloggiato i due cittadini cinesi. Al momento, oltre alla coppia cinese, altri sette pazienti sono ricoverati allo Spallanzani: di questi, 4 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 3 sono pazienti che risultati negativi al test rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici. Complessivamente, ad oggi, allo Spallanzani sono stati valutati 41 pazienti sottoposti al test per il coronavirus. Di questi 32, risultati negativi, sono stati dimessi.

Mattarella e il caso di Bologna

E se oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato a Roma una scuola multietnica frequentata anche da molti bambini cinesi, non si arrestano gli episodi di razzismo. L'ultimo è stato denunciato dal sindaco di Bologna ai danni di un bimbo italo-cinese. "Ho saputo di un gravissimo, intollerabile, episodio accaduto a un bambino di 11 anni italiano di origine cinese, di cui ho informato il Questore. Un'aggressione teppistica a sfondo razzista. Qui non c'entra il coronavirus, c'entra la civiltà", ha denunciato in un post, sulla sua pagina facebook, il sindaco Virginio Merola. 

Data ultima modifica 07 febbraio 2020 ore 17:45

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