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Virus Cina, 41 morti. Cordone sanitario per 56 milioni di persone

5' di lettura

1.300 gli infetti, tredici le città cinesi in quarantena. E mentre il governo di Canberra comunica quattro casi accertati, il contagio è sbarcato in Europa con tre pazienti a Parigi e Bordeaux. Hong Kong dichiara lo stato di emergenza

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È salito a 41, dopo un susseguirsi di bollettini medici, il numero delle vittime del coronavirus in Cina. 1.300 il numero delle persone infette  (COSA SAPPIAMO - I SINTOMI - I VIRUS DEGLI ULTIMI 25 ANNI: FOTO -  CONTAGI IN QUALI PAESI? LE FOTO).

I contagi in Australia e Malesia

Il governo di Canberra ha confermato 4 contagi in territorio australiano. Tutti e quattro i pazienti sarebbero stati di recente in Cina e tre di loro, di 43, 45 e 53 anni, sarebbero arrivati direttamente da Wuhan, epicentro dell'epidemia. Anche la Malesia ha conclamato tre contagi: una donna 66enne e due bambini, di due e 11 anni, ora in condizioni stabili e tenuti in isolamento. I tre erano arrivati nel Paese dalla vicina Singapore e sono parenti di un uomo di 66 anni, proveniente da Wuhan, e suo figlio, entrambi contagiati dallo stesso virus e attualmente in cura nella città-stato.

Il contagio è sbarcato in Europa

Il contagio è sbarcato in Europa con tre casi conclamati in Francia. Un paziente, ricoverato da giovedì in una camera isolata di un ospedale di Bordeaux, avrebbe 48 anni e sarebbe di origini cinesi. Sarebbe appena rientrato dalla Cina, dove è passato da Wuhan, città focolaio del virus. Anche il paziente ricoverato a Parigi sarebbe rientrato da poco dalla Cina. Un terzo caso è stato segnalato nella serata di ieri dal governo francese.

Situazione complicata in Cina

La situazione più complicata però resta in Cina dove i decessi registrati sono saliti a 41. Fra le vittime anche un medico di un ospedale della provincia di Hubei in prima linea contro il virus. Le autorità di Haikou hanno iniziato un'osservazione dei turisti che durerà per i prossimi 14 giorni, in pratica i visitatori provenienti da Hubei, soprattutto quelli che arrivano dalla città di Wuhan, non saranno autorizzati a lasciare gli hotel dove alloggiano per le prossime due settimane (I CONTROLLI).
Sei squadre di medici, per un totale di 1.230 dottori sono state inviate a Wuhan per combattere la diffusione della coronavirus. Lo riferisce la Commissione Nazionale per la Sanità cinese e sul posto si trovano già squadre di medici provenienti da Shanghai e dalla provincia sud-orientale cinese del Guangdong. Tra questi c’è un gruppo di medici e infermieri super-esperti, provenienti all'ospedale di Nanfang, che erano stati in prima linea nella battaglia contro la Sars nel 2003.

Due nuovi ospedali in costruzione a Wuhan

Le autorità cinesi hanno annunciato che a Wuhan sarà costruito un secondo ospedale per la cura dei pazienti affetti dal coronavirus. La struttura (che si chiamerà Leishenshan e sarà pronta in un paio di settimane), secondo il People's Daily, conterrà 1.300 posti letti e si aggiungerà all'altra, in fase di costruzione sempre nella città focolaio dell’epidemia, che dovrebbe essere pronta entro 10 giorni. 
Le autorità sanitarie di Wuhan, inoltre, hanno deciso di requisire diecimila posti letto da 24 trutture ospedaliere da destinare agli ospedali che curano le persone affette da coronavirus o sospettate di avere contratto il virus. Lo ha reso noto la stessa Commissione per la Sanità locale, precisando che finora sono disponibili quattromila posti letto per pazienti sospetti e confermati e che entro la fine di gennaio saranno pronti altri seimila. "Requisiremo più ospedali in base allo sviluppo dell'epidemia", si legge nella nota emessa dall'amministrazione di Wuhan.

A Wuhan limitazioni al traffico

Il governo locale di Whuan ha riferito che limiterà il traffico automobilistico nel tentativo di contenere l'epidemia dell'infezione. "I veicoli non potranno guidare nelle aree urbane centrali" a partire da mezzanotte (ora locale), ha detto il governo, con alcune eccezioni come i veicoli ufficiali. L'amministrazione precisa che dal bando stanno esentati i veicoli autorizzati per il trasporti di forniture mediche o di derrate alimentari e quelli che offrono trasporti gratuiti ai cittadini che devono recarsi fuori di casa. L'amministrazione locale ha reclutato già seimila taxi per il trasporti delle persone, che sono stati divisi in sottogruppi che vanno dalle tre alle cinque vetture per ogni singola comunità del capoluogo provinciale e che offriranno servizio gratuito.

Le misure di sicurezza

La Cina tenta di far fronte con tutti i mezzi ad una epidemia che sembra diffondersi a gran velocità, e proprio nel periodo del Capodanno lunare in cui feste e manifestazioni favoriscono il contagio. Tredici città sono state isolate, chiuse la Grande Muraglia e la Città proibita. Il governo ha allargato il cordone sanitario per contenere la diffusione del misterioso virus: adesso le persone isolate dal resto del mondo, hanno fatto sapere le autorità locali, sono 56 milioni. Secondo quanto comunicato dalle autorità locali le regole includono la chiusura dei collegamenti per il trasporto pubblico e l'accesso alle autostrade nelle città.
La catena di caffetterie Starbucks ha deciso di chiudere tutti i punti vendita e sospendere il servizio di delivery per le festività di Capodanno nella provincia dello Hubei, dove si trova Wuhan. Una decisione presa sulla base di preoccupazioni riguardanti la salute di impiegati a clienti, secondo quanto comunicato su Weibo, la piattaforma social più utilizzata in Cina, dallo stesso gruppo.

Hong Kong ha dichiarato stato di emergenza

Hong Kong ha dichiarato l'epidemia del coronavirus "un'emergenza", il livello di allarme più alto della città, mentre le autorità hanno aumentato le misure nel tentativo di ridurre il rischio di diffusione di ulteriori infezioni. "Oggi dichiaro di alzare il livello di risposta all'emergenza", ha detto ai giornalisti la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, che ha aggiunto che presiederà personalmente un comitato interdipartimentale per consentire una risposta più rapida alla diffusione del virus.

 

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